Catania, ali di folla per l’ultimo saluto a Dario Ambiamonte. A Trapani celebrate le esequie di Giorgio Grammatico

Poco dopo le 10 il corteo funebre è uscito dalla sede centrale del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Catania e si è dispiegato per le vie della città

In questa giornata di lutto cittadino, proclamato dal sindaco della città metropolitana di Catania, Enzo Bianco, una folla numerosa di colleghi, di parenti, di amici e di gente comune ha accompagnato Dario Ambiamonte nel suo ultimo viaggio.

Dario Ambiamonte, era un giovane Vigile del Fuoco, stimato e apprezzato da tutti i colleghi, deceduto a seguito dell’esplosione verificatasi il 20 marzo scorso in via Garibaldi a Catania.

Poco dopo le 10 il corteo funebre è uscito dalla sede centrale del comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Catania e si è dispiegato per le vie della città, passando, prima per via Cifali, poi per viale XX Settembre e, infine, per via Etnea, fino a raggiungere la Basilica Cattedrale in piazza Duomo dove, poco dopo le 11,30, si è svolto il rito funebre.

La cerimonia è stata officiata dall’Arcivescovo metropolita di Catania, monsignor Salvatore Gristina, alla presenza del ministro dell’Interno Marco Minniti, del presidente della Regione Nello Musimeci, del capo dipartimento dei Vigili del Fuoco, il Prefetto Bruno Frattasi, del capo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, Gioacchino Giomi, dei capi della Protezione Civile nazionale e regionale, Angelo Borrelli e Calogero Foti, del direttore regionale dei Vigili del Fuoco, Marco Cavriani, e di tutte le altre autorità civili, religiose e militari.

Proprio in questi tragici momenti si coglie quanto affetto e quanta gratitudine ci sia da parte della gente nei confronti dei vigili del fuoco. Interpretando il sentimento della comunita’ siciliana, voglio esprimere la mia sincera vicinanza alle famiglie dei due ragazzi morti e l’augurio che i feriti possano presto essere restituiti ai propri cari e al lavoro“. Ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci, dopo le esequie.

Durante tutto il percorso, ali di folla hanno alternato momenti di autentica commozione a momenti di ammirazione, esternata con applausi spontanei.

 

 

Le stesse autorità nazionali e regionali che hanno seguito la cerimonia a Catania, si sono trasferite a Trapani, per presenziare ai funerali di Giorgio Grammatico, l’altro Vigile del Fuoco morto in quella circostanza.

I funerali di Giorgio Grammatico si sono svolti, in forma solenne, al Santuario della Madonna di Trapani.

Giorgio ha puntato alla vittoria, lo ricordiamo così, appassionato, a giocare la partita della vita“. Lo ha detto il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli nella sua omelia. Una chiesa piena di gente ha accolto la salma del Vigile del Fuoco Giorgio Grammatico, ex calciatore, condotto sulle spalle dai colleghi.

Al termine di un corteo partito nel pomeriggio dalla caserma dei Vigili del Fuoco di Trapani, con in testa i genitori, il feretro ha raggiunto la chiesa. In apertura un cordoglio affidato a un collega di Grammatico che ha espresso il legame dell’intero corpo. In chiesa “tutte le famiglie” conosciute da Giorgio Grammatico, quella dei pompieri, ma anche dei tanti compagni della squadra di calcio locale. “La loro testimonianza ci rimarrà nel cuore per sempre – ha detto il vescovo – e lo ricorderemo con le parole utilizzate dal Papa sulla resurrezionePensiamo al giovane Giorgio e a tutti gli atleti che hanno giocato e giocano la partita della vita scendendo in campo con un segno di croce, magari frettoloso, ma desideroso di puntare alla vittoria con un aiuto che viene solo dall’alto – ha proseguito monsignor Fragnelli -, anche Giorgio ha puntato alla vittoria. I docenti e i colleghi dello sport lo ricordano così, appassionato nel giocare la partita della vita. Pensiamo a Giorgio adulto che ha abbracciato un lavoro bello e difficile insieme, quello del vigile del fuoco. E’ entrato in un’altra squadra, fatta di tanti colleghi, anziani e non, che in tutte le ore del giorno e della notte si misurano con il grido di aiuto che può arrivare da ogni parte della società. Una squadra che ha apprezzato la sua tempra di lavoratore. Me lo immagino coraggioso e generoso, con la capacita’ di accorrere anche in questo vastissimo campo della vita sociale. Ancora con un segno di croce, che esprime il senso di inadeguatezza che tutti ci portiamo dentro di fronte a chiamate esigenti, urgenti, dall’esito sempre incerto. La testimonianza di Giorgio e del suo collega Dario “ci rimangono nel cuore per sempre e ci impegnano a vivere una vita diversa” Ci illumini il Cristo risorto, che celebriamo nel triduo pasquale. E’ l’annuncio che ci diamo sulla bara di Giorgio, con l’impegno di vivere da risorti nella famiglia e nel lavoro. Ogni giorno“.


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