Il video e le foto della “banda dei bancomat” che ha colpito a Catania, Siracusa ed Enna

Gli indagati sono Massimo Grasso, Salvatore Musumeci inteso "Pistacchio", Rosario Puglisi, inteso “Saretto”, Rosario Ragonese inteso "Saro u biondo", Santo Ravasco inteso "Pagnotta", Federico Silicato, Alessio e Salvatore Viola

Su richiesta della Procura distrettuale della Repubblica di Catania,  militari della  Compagnia Carabinieri di Gravina di Catania hanno eseguito  6  ordinanze cautelari disposte dal GIP presso il Tribunale di Catania.

Gli indagati sono: Massimo Grasso, nato a Catania il 28.11.1976; Salvatore Musumeci, detto “Pistacchio”, nato a Catania il 20.08.1994; Santo Ravasco, detto “Pagnotta”, nato a Catania il 15.01.1994; Federico Silicato nato a Catania il 05.12.1989; Alessio Viola, nato a Catania il 20.09.1988; Salvatore Viola, nato a Catania il 06.09.1982.

Tutti sono accusati di aver costituito una associazione a delinquere, con base logistica nel quartiere di Librino, finalizzata al compimento di delitti contro il patrimonio, con violenza sulle cose, e in particolare per la commissione di un numero indeterminato di furti di distributori automatici di banconote, c.d. bancomat, mediante danneggiamento degli edifici presso i quali tali apparecchi erano apposti. Con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Salvatore Musumeci; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Massimo Grasso; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Salvatore Viola; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Alessio Viola; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale Federico Silicato; con la recidiva specifica reiterata e infraquinquennale per Santo Ravasco; a Catania e territori limitrofi, dall’18.11.2017 sino alla data odierna.

Federico Silicato e Salvatore Viola, sono accusati del reato di cui agli artt. 110, 112 n 1); 56; 628 commi II e III n. 1), 99 comma IV, 102, 103 C.P. perché, in concorso con Nicola De Luca, Andrea Mendola e Salvatore Leonardi (arrestati in flagranza di reato e giudicati separatamente) e Luca Rinaudello, Antonino Montagno Bozzone, Agatino Luca Ragonese, Angelo Condorelli e Agatino Aparo (destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 9087/16RGNR, emessa in data 01.2018 dal Tribunale di Siracusa), al fine di procurarsi un ingiusto profitto, compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco ad impossessarsi dello sportello ATM dell’ufficio postale di Villasmundo (SR), mediante violenza sulle cose consistita nel divellere quest’ultimo dall’edificio presso il quale era installato, non riuscendo nell’intento a causa dell’intervento dei Carabinieri.

Atti consistiti nel recarsi nottetempo nei pressi dello sportello Postamat dell’ufficio postale di Villasmundo e azionare l’escavatore di Agatino Aparo, così compiendo atti idonei e diretti in modo non equivoco a sradicare dal muro la cassaforte ed impossessarsene, senza riuscire nell’intento a causa del tempestivo intervento dei Carabinieri. Con le aggravanti di aver agito in più persone riunite tra loro ed a volto travisato da passamontagna.

Con l’ulteriore aggravante di avere agito in numero di 8 persone.

Con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Salvatore Viola; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale Federico Silicato; a Villasmundo (SR), il 13.11.2016.

Salvatore Viola, Federico Silicato e Santo Ravasco, del reato di cui agli artt. 81 co. II; 110; 624; 625 comma I nn. 2), 5) e 7); 61 nn. 5) e 7) C.P. perché, in concorso tra loro e con altri soggetti allo stato non ancora identificati, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, al fine di trarne profitto, si impossessavano dello sportello ATM della Banca Agricola Popolare di Ragusa, filiale del Comune di Palazzolo Acreide (SR), sottraendolo al predetto Istituto di Credito.

Nello specifico, dopo essersi recati nei pressi della predetta Banca, utilizzavano un escavatore marca JCB modello Cogemac, che avevano trasportato a bordo di un camion Fiat Iveco targato DS805AJ,  successivamente entrambi abbandonati e poi risultati  di provenienza furtiva, per sradicare lo sportello ATM dal muro della Banca.

Nell’azione delittuosa veniva utilizzata, quale “ariete”, anche l’autovettura Fiat Stilo, targata CJ163YE, al fine di rendere più agevole l’opera di abbattimento della vetrata ove era installato l’ATM, fuggendo poi a bordo della predetta Fiat Stilo  e di una Fiat Multipla, entrambe risultate di provenienza furtiva.

Con le aggravanti di aver commesso il fatto con violenza sulle cose, avendo i rei utilizzato dapprima un escavatore e poi l’autovettura Fiat Stilo per sradicare lo sportello ATM dal muro; in più di tre persone a volto travisato; su cose esposte per necessità alla pubblica fede (essendo lo sportello ATM collocato sulla pubblica via).

Con l’ulteriore aggravante di avere agito nottetempo, approfittando così di circostanze di tempo tali da ostacolare la difesa privata e pubblica e di aver cagionato alla persona offesa (l’Istituto di credito) un danno patrimoniale di rilevante gravità.

Con l’aggravante di avere l’organizzazione la disponibilità di armi.

Con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Salvatore viola; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale Federico Silicato; con la recidiva specifica reiterata e infraquinquennale per Santo ravasco; a Palazzolo Acreide (SR), il 03.01.2018.

Massimo Grasso, Federico Silicato, Alessio e Salvatore Viola del reato di cui agli artt. 110; 112 n. 1); 56; 628 comma II e III n. 1) C.P. perché, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, al fine di trarne profitto, si recavano in Piazza Aldo Moro, nei pressi dello sportello ATM dell’ufficio Postale di Valguarnera Caropepe (EN), al fine di far esplodere il Postamat, mediante congegno di innesco a batteria collegato ad una bombola di gas e miccia, successivamente rinvenuti e sequestrati all’interno dell’autovettura di provenienza furtiva, non riuscendo nell’intento per il tempestivo intervento degli agenti della Polizia di Stato, che i rei tentavano di travolgere a bordo dell’Alfa Romeo 147 targata CN592CK, rubata poco prima in Gravina di Catania, l’assistente capo Greco Giovanni, il quale era costretto a scansarsi per non essere investito. Con le aggravanti di aver agito in numero di quattro persone riunite tra loro ed a volto travisato da passamontagna.

Con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Salvatore Viola; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale Federico Silicato; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Massimo Grasso; con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale per Alessio Viola; a Valguarnera Caropepe (EN), il 05.02.2108.

Salvatore Musumeci, del reato p.e.p. dagli artt. 110; 56; 624; 625 nn.2) e 5); 61 nn. 5) e 7); 648 C.P. perché, in concorso con altri soggetti allo stato non ancora identificati, al fine di trarne profitto, si recava nei pressi del Postamat dell’ufficio Postale di Fiumefreddo di Sicilia, compiendo atti idonei e diretti in modo non equivoco ad impossessarsi dello sportello ATM, non riuscendo nell’intento a causa del sopraggiungere dei Carabinieri, alla vista dei quali si dava alla fuga, abbandonando sul posto un trattore con relativo carrellone marca Iveco, modello Magirus di colore grigio targato DN108GN di proprietà di Francesco Lando, nonché un escavatore di colore giallo di grosse dimensioni, di proprietà di Leonardo Vecchio, entrambi risultati di provenienza furtiva.

Con l’ulteriore aggravante di avere agito in più persone riunite tra loro, nottetempo, profittando così di circostanze di tempo tali da impedire la difesa privata e pubblica.

Con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale. A Fiumefreddo di Sicilia (CT), il 04.10.2017.

A Musumeci è contestato anche il reato p. e p. dagli artt. 110, 648, 61 n. 2), 99 comma IV c.p. perché, al fine di commettere il delitto di tentato furto aggravato di cui al capo e che precede), in concorso con altri soggetti allo stato non ancora identificati, riceveva un trattore con relativo carrellone marca Iveco, modello Magirus di colore grigio targato DN108GN di proprietà di Francesco Lando, nonché un escavatore di colore giallo di grosse dimensioni, di proprietà di Leonardo Vecchio, entrambi risultati di provenienza furtiva, mezzi che venivano utilizzati per commettere il reato e che venivano abbandonati nelle vicinanze dello sportello ATM durante la fuga posta in essere in seguito all’arrivo dei Carabinieri.

Con la recidiva specifica, reiterata e infraquinquennale nonché nelle condizioni di essere dichiarato delinquente abituale. A Fiumefreddo di Sicilia (CT), il 04.10.2017.

Le indagini sono state svolte dal NORM della Compagnia Carabinieri di Gravina di Catania, a seguito dei  numerosi episodi di furto con ausilio di escavatori verificatisi recentemente; l’Arma dei Carabinieri ha effettuato puntuali accertamenti che hanno consentito di individuare coloro che si reputano responsabili dei gravissimi episodi delittuosi.

I  gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza, raccolti in esito alle citate indagini di Polizia Giudiziaria, dirette e coordinate da questo Ufficio,  hanno determinato come detto l’emissione del provvedimento custodiale, che ha integralmente accolto le richieste.

Anche questa indagine della Procura della Repubblica di Catania dimostra la massima attenzione rivolta dall’Ufficio ai delitti contro il patrimonio in un contesto di particolare allarme sociale.

Le indagini di Polizia tuttora proseguono al fine di accertare eventuali altre corresponsabilità e vengono svolte dall’Arma dei Carabinieri di Gravina di Catania.


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