Catania, arresti della Guardia di Finanza: le reazioni

Anche il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci lo definisce un "Fatto grave, ma in fatto di politici indagati, siamo nella media"

Non tardano ad arrivare le reazioni da parte di istituzioni, sindacati e politica all’operazione delle Fiamme Gialle che ha coinvolto l’Ispettorato del Lavoro etneo e portato all’arresto di 4 persone.

Gli arresti e le indagini della Guardia di Finanza che hanno coinvolto a Catania l’Ispettorato del Lavoro, ex rappresentanti istituzionali e figure apicali dell’ASP, non solo ci colpiscono nella nostra veste di singoli cittadini ma ci addolorano e ci indignano – affermano dalla Cgil -. Anni di battaglie della Cgil di Catania  contro il lavoro nero e contro la piaga degli incidenti sul lavoro causati da mancati controlli o mancate applicazioni della legge, adesso hanno una chiave di lettura che passa dalla corruzione, dalla “messa a disposizione” dei funzionari nei confronti delle imprese non in regola quasi alla pari di consulenti retribuiti e non di controparte, di annullamento della privacy dei lavoratori e dei loro diritti di base, di attacco anche alla tasche di tutti i contribuenti. Nella nostra veste di rappresentanti dei lavoratori, ci affidiamo alla magistratura e ringraziamo ancora una volta gli inquirenti per il lavoro svolto a tutela della legalità. A Catania è necessario un cambio di passo etico, prima ancora che civico. La Cgil, che quest’anno ha persino dedicato la Festa del Primo Maggio al tema imponente è urgente della sicurezza sul lavoro, continuerà a fare la sua parte a fianco dei lavoratori, a testa alta. La lotta continua, e si fa ogni giorno“.

Anche il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci lo definisce un “Fatto grave, ma in fatto di politici indagati, siamo nella media. Attenzione a non essere frettolosi nelle sentenze. In Antimafia avevamo fatto un report a questo proposito“, ha affermato, mentre annunciano dimissioni in vista dall’assessorato alla Salute, per il direttore sanitario dell’Asp etnea.

Come Ugl siamo profondamente turbati in relazione agli arresti che ieri hanno coinvolto quella riteniamo essere l’istituzione per eccellenza a garanzia e difesa del lavoro e che, invece, è stata macchiata dall’onta della corruzione. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, perché possa rendere giustizia ai lavoratori ed ai loro rappresentanti che nell’ispettorato quotidianamente ripongono speranze e si affidano per la tutela dei diritti sanciti dalle leggi. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti quei dipendenti dell’Itl di Catania che, giornalmente, lavorano co, invece,  onestà ed abnegazione e che si sono visti travolti da questo scandalo. Quel che ci angoscia ancor di più è il fatto che, nonostante elevati sistemi di prevenzione e controlli, ci siano ancora oggi vertici amministrativi disposti a svendere la loro funzione ed autorevolezza spesse volte per poco o nulla e che ci sia una politica pronta a cogliere queste debolezze per nutrirsi di un consenso non certamente libero”. Dichiara il segretario generale territoriale della Ugl etnea, Giovanni Musumeci, che aggiunge: “Non è più una questione di carenza legislativa, ma di puro carattere etico e morale che l’ottimo lavoro della procura di Catania sta cercando di riportare ad un ordine più che mai necessario. I lavoratori si sentono traditi da chi dovrebbe rappresentare la legalità ed il rispetto delle regole, ed invece si rende protagonista di atti infedeli relativamente a questi principi in totale antitesi rispetto alla cura del bene comune. E’ intollerabile, infatti, che ancora ci siano in giro amministratori e funzionari che pensano di gestire la cosa pubblica come una qualsiasi cosa personale. Ci auguriamo che questo rappresenti l’ultimo episodio di una serie inquietante che sta continuando ad infangare una grande città, come Catania, che ha bisogno di un’onda intrisa di eticità e moralità per rialzarsi e crescere”.


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