Catania, presentato il progetto “Nimba-Etna“: laboratori nelle scuole e workshop nel segno della cultura africana e siciliana

Nimba Etna sfocerà infatti in una rassegna musicale che si inserisce nel più ampio contesto del SabirFest 2018 che si svolgerà dal 4 al 7 ottobre tra Catania, Messina e Reggio Calabria

Avvicinare l’Africa occidentale e la Sicilia con laboratori musicali nelle scuole, coinvolgendo ragazzi, genitori e docenti e, alla fine, con le performance artistiche di una formazione composta da otto donne, quattro siciliane e quattro africane (tra le quali due italiane di seconda generazione): delle vere “feste di piazza” in cui le musiciste suoneranno e canteranno coinvolgendo il pubblico presente in occasione del Sabir Fest, dal 4 al 7 ottobre 2018. Il tutto nel segno dell’identità femminile, trait d’union del progetto simboleggiato dalla montagna africana Nimba e da quella siciliana Etna.

È stato presentato questa mattina in piazza Currò, a Catania, il progetto “Nimba Etna”, promosso da Associazione Musicale Etnea (capofila) e Associazione Youcultures (partner) con il sostegno della SIAE e del Ministero dei Beni Culturali, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la Cultura”. Nel progetto sono coinvolte cinque scuole del Polo catanese di Educazione Interculturale “Global Teacher Center” (Istituto Comprensivo Verga di Viagrande, I.C. Vespucci – Capuana – Pirandello di Catania; I.C. Fontanarossa di Catania; I.C. Cesare Battisti di Catania; Circolo Didattico Teresa di Calcutta di Tremestieri Etneo) e centri di accoglienza Cpa e Sprar (Associazione MetaCometa onlus; Consorzio Il Nodo; Ipab Istituzione Pubblica Assistenza Beneficienza Provvidenza S. Maria del Lume).

Nimba Etna sfocerà infatti in una rassegna musicale che si inserisce nel più ampio contesto del SabirFest 2018 che si svolgerà dal 4 al 7 ottobre tra Catania, Messina e Reggio Calabria. La finalità del progetto, partendo dal confronto tra culture di cui intende valorizzare le pluralità e le diversità mettendo in evidenza ciò che unisce l’Africa al sud dell’Europa e alla Sicilia, è creare un ensemble di percussioni che vede in scena otto donne, italiane e immigrate, under 35, attraverso un ciclo di formazione volto a focalizzare e risvegliare una serie di competenze espressive sul solco delle tradizioni siciliane e dell’Africa occidentale, coinvolgendo la comunità dei migranti, le strutture di accoglienza dei migranti residenti, i quartieri a rischio Librino e San Cristoforo e l’area periferica di Tremestieri Etneo e Viagrande.

“Avevamo già avviato in piccolo questo progetto con le scuole che fanno parte del Polo catanese di Educazione Interculturale in occasione dell’edizione 2017 del Sabir Fest – spiega Biagio Guerrera, presidente dell’Associazione Musicale Etnea – e grazie al bando Sillumina, che si è aperto all’incontro tra il mondo dello spettacolo e il sociale, adesso possiamo svilupparlo in proporzioni più ampie. Partendo dall’esito molto positivo di quell’esperienza, potremo proseguire con un gruppo di artiste percussioniste e danzatrici di elevata professionalità portando in Sicilia maestri africani che potranno formare le giovani artiste e avere un confronto diretto anche con ragazzi delle scuole e le loro famiglie. Ci piace l’idea che attraverso la musica si possano unire culture che devono imparare a parlarsi, meno distanti di come possa sembrare, nel solco delle due montagne Nimba ed Etna che simboleggiano l’energia che vogliamo mettere in circolo”.

Il progetto prevede, infatti, dei laboratori professionalizzanti dedicati alle   performers under 35 che saranno protagoniste al Sabir Fest. I laboratori saranno condotti dai maestri Sourakhatà Dioubate, Biagio Guerrera e Carlo Condarelli.

Le iniziative di sensibilizzazione nelle scuole saranno condotte dagli autori Carlo Condarelli (concertazione) e Biagio Guerrera (testi e drammaturgia generale), con il coinvolgimento dei docenti). Sempre nelle scuole si svolgeranno lezioni di percussione e danza per alunni e famiglie condotti dai Maestri Sourakhatà Dioubate, Lancei Dioubate e Carlo Condarelli.

“Il coinvolgimento dei bambini in un percorso sull’identità musicale è fondamentale – spiega Carlo Condarelli, presidente di Youcultures – ma in questo progetto “cerchiamo” anche le famiglie. I laboratori si svolgeranno in questa parte finale dell’anno scolastico, all’inizio del nuovo e se alcune scuole vorranno anche durante l’estate. Questo progetto, che sfocerà nelle “feste di piazza” al Sabir, lo immaginiamo coma una “risorsa” per le scuole coinvolte e credo che questo sia stato pienamente compreso da docenti e dirigenti scolastici. Faremo delle sessioni con famiglie e ragazzini in cui suoneremo, canteremo e balleremo tutti insieme. Cercheremo di connettere le tradizioni dell’Africa occidentale e quelle della Sicilia, per costruire questa grande “festa di piazza” al Sabir di ottobre: il modello da cui prende le mosse il progetto, infatti, è quello della festa musicale del villaggio africano cosi come del cuttigghio (cortile) siciliano, una dimensione in cui non esiste divisione tra il palco e la platea, dove governa la partecipazione e il coinvolgimento, intorno ad un flusso ritmico generato dai performers e accompagnato dal “pubblico” partecipante”. 


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