Caltagirone, il Centro Sils protagonista della quarta giornata della settimana della salute mentale di comunità

La realizzazione del Centro Sils si colloca nell’ambito delle attività previste dal Progetto obiettivo di PSN (Piano di salute nazionale) per la tutela della salute mentale in età adulta-disturbi gravi persistenti e complessi (Tsmea)

Protagonista della quarta giornata della Settimana della salute mentale di comunità, sarà il Centro Sils, il servizio di inclusione socio-lavorativa, di partecipazione sociale e psicoterapia di comunità, costituito nel 2016 presso il Modulo DSM di Caltagirone-Palagonia.

La realizzazione del Centro Sils si colloca nell’ambito delle attività previste dal Progetto obiettivo di PSN (Piano di salute nazionale) per la tutela della salute mentale in età adulta-disturbi gravi persistenti e complessi (Tsmea). Il progetto Tsmea è attivo sull’intero territorio provinciale con la partecipazione di tutti i moduli Dsm dell’Asp di Catania.

Per la realizzazione degli interventi progettuali sono stati selezionati 24 utenti facilitatori sociali e 8 tutor (psicologi) d’inclusione sociale e lavorativa, ai quali sono state assegnate altrettante borse lavoro.

Le azioni progettuali, ricche e articolate, sono realizzate secondo la metodologia IPS (individual placement and support – un programma di sostegno individualizzato all’impiego) che considera il lavoro come un pilastro nel processo riabilitativo dell’utente).

Sono tre gli appuntamenti in programma presso la sala convegni del Centro, in Piazza Marconi, 2.

Corso Facilitatori Sociali

Alle 9 si inaugura la seconda edizione del Corso per “facilitatori sociali”.

Il facilitatore sociale è una persona che ha attraversato un disagio psichico e ad un buon punto del suo percorso di riabilitazione, dopo avere seguito un corso di formazione professionale e un continuo aggiornamento tramite supervisioni settimanali e mensili, ha la possibilità di trasformare il suo vissuto personale di malattia e guarigione in una risorsa nella relazione d’aiuto e di accompagnamento di altri utenti.

A Caltagirone, grazie alla costituzione del Centro Sils, i facilitatori sociali sono stati già formati ed operano attivamente in equipe con gli psichiatri e gli operatori del servizio, acquisendo una propria personalità lavorativa attraverso la capacità di gestione dei vari laboratori.

Il Corso è rivolto a 30 utenti e tende a fornire alcune competenze base. Gli appuntamenti programmati sono 4.

Presentazione Studio Censis sulle schizofrenie e caregiver

Alle 16 sarà presentata la ricerca “Vivere con la schizofrenia: il punto di vista dei pazienti e dei loro caregiver”, realizzata dal Censis su un campione di pazienti con diagnosi di schizofrenia e su un campione di familiari di pazienti.

Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, in Italia sarebbero circa 245mila le persone che soffrono di schizofrenia. Il disturbo si manifesta già tra i 15 e i 35 anni.

Dai dati della ricerca Censis emerge che il 72,1% dei pazienti è soddisfatto della capacità del medico di coinvolgerli nelle scelte terapeutiche e il 71,5% per l’efficacia dei farmaci.

Uno su quattro ha ricevuto la diagnosi alla prima visita, ma spesso durante un ricovero ospedaliero.

È invece drammatico l’impatto sociale della malattia. Secondo i ricercatori del Censis il 47,2% dei pazienti ha lasciato il lavoro, il 25,4% ha perso ore di lavoro, il 23,2% è stato costretto a cambiare attività lavorativa e il 16,2% ha ridotto il tempo dedicato alla propria occupazione.

Stiamo scrivendo un libro su Democrazia e salute mentale di comunità

Alle 20.30 verrà presentato il progetto redazionale “Stiamo scrivendo un libro su Democrazia e salute mentale di comunità”.

L’idea nasce dalla visione di un servizio di salute mentale orientato alla recovery, ai principi della ricerca scientifica community-based, al concetto di psicoterapia di comunità, nell’ottica del moderno principio di umanizzazione sanitaria.

Il potere decisionale all’interno del processo di cura è restituito al paziente ed alla sua famiglia. Si realizza così un cambiamento epistemologico significativo: il terapeuta, gli operatori non propongono interventi, ma si mettono a servizio del paziente e della famiglia, garantendo ascolto, valorizzazione e rispetto delle decisioni e del progetto scelto dal paziente.

Un servizio di salute mentale così democraticamente orientato ha permesso la realizzazione di importanti cambiamenti nella cultura dell’assistenza ai pazienti con grave patologia psichiatrica, alla organizzazione dei servizi offerti ed alla filosofia di cura.

È partendo da queste premesse che sono state applicate e messe in rete all’interno del modulo DSM di Caltagirone-Palagonia le modalità d’intervento più innovative ed efficaci, tra cui: l’open dialogue, il lavoro attraverso i gruppi multifamilairi, il modello IPS (sostegno all’impiego individualizzato), la comunità terapeutica democratica.

 


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