Ricercata per sfruttamento della prostituzione a Biella, si rifugiava in albergo a Catania

Una volta identificata con certezza, per la donna sono scattate le manette e, dopo essere stata condotta in Questura per la stesura degli atti di rito, è stata rinchiusa in carcere

Hanno avuto coronamento, le indagini condotte dagli uomini dell’Upgsp della questura catanese che, nel corso della notte, hanno arrestato la cittadina cinese Li Liu (classe 1982): la donna era ricercata perché, colpita da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Biella, deve rispondere del reato di concorso in favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Le indagini tecniche dalla Squadra Mobile biellese hanno consentito di fare luce su un giro di prostitute cinesi che operavano in più case di quella città: in una di esse, l’arrestata esercitava l’attività di “maitresse”.

Fondamentale, per l’operazione, si è rivelato il sistema antiterrorismo connesso alla segnalazione degli alloggiati nelle strutture ricettive: grazie ad esso, infatti, intorno alle 4 del mattino di oggi, la donna è stata segnalata all’interno di un albergo del centro cittadino.

Le Volanti, quindi, sono immediatamente partite alla volta dell’obiettivo, dov’è stata rintracciata la LIU che vi si trovava insieme ad altri connazionali.

Una volta identificata con certezza, per la donna sono scattate le manette e, dopo essere stata condotta in Questura per la stesura degli atti di rito, è stata rinchiusa in carcere.

Tra i cittadini stranieri che sono stati trovati in compagnia dell’arrestata, una donna è stato accertato essere irregolarmente presente sul Territorio Nazionale: nella giornata odierna, quindi, verrà accompagnata presso il C.I.E di Ponte Galeria (RM) da dove si procederà per l’espulsione.


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