Catania, nave Diciotti al porto: le testimonianze di Save the children e Msf, le prese di posizione di sindacati e gli esposti degli avvocati

Ieri sono sbarcati 27 minori soli, 25 ragazzi e due ragazze, tutti eritrei, ad accezione di una ragazzina somala, di età compresa tra i 15 e i 17 anni

Ieri sono sbarcati 27 minori soli, 25 ragazzi e due ragazze, tutti eritrei, ad accezione di una ragazzina somala, di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Hanno ricevuto un grande supporto dalla Guardia Costiera, ma erano in un forte stato di deprivazione. La portavoce di Save The Children Giovanna Di Benedetto, nel porto di Catania, ha raccontato alcune storie ai giornalisti che le chiedevano notizie dei minori non accompagnati fatti sbarcare ieri a tarda sera da navate Diciotti.

Vengono tutti dal Corno d’Africa, dove c’è una gravissima crisi alimentare – ha continuato – e sono stati in Libia chi per un anno, chi per tre. Alcuni avevano segni di ferite da arma da fuoco. Ci hanno raccontato di essere stati chiusi al buio anche per otto mesi. Sono persone abituate ad attraversare orrori incredibili, per questo non hanno posto particolare accento sull’attesa a bordo della nave”.

In video invece la testimonianza di Nathalie Leiba, psicologa di Medici senza Frontiere che ieri sera, a Catania, ha assistito alcuni dei 27 minori sbarcati dalla nave Diciotti. “Uno di loro non riusciva a vedere bene, aveva le pupille dilatate, mi ha raccontato di essere stato detenuto al buio per un anno” racconta Nathalie. Questi bambini sono sopravvissuti alla Libia e a un terribile viaggio in mare, come tutte le persone bloccate da giorni a bordo. Msf chiede ancora una volta alle autorità italiane di permettere lo sbarco e l’accesso alle cure a tutti loro.

Intanto la Cgil Sicilia e la Cgil di Catania si dichiarano “amareggiate e fortemente critiche” nei confronti del questore di Catania che non ha rilasciato l’autorizzazione ai rappresentanti sindacali di avvicinarsi alla “Diciotti”. L’obiettivo era quello di manifestare la propria solidarietà ai migranti e al personale della nave, costretti da tre giorni ad attendere le decisioni del governo nazionale. “Una solidarietà che vorremmo condividere  in maniera più diretta con i migranti – dicono i sindacati – i quali al momento, a quanto riferiscono i deputati che sono saliti sulla nave, non hanno cognizione di ciò che accade sul molo”. Per questo motivo domattina 24 agosto la Cgil e le sue sigle di categoria, sarà presente con le sue rappresentanze regionali e provinciali aderendo così al presidio giornaliero a partire dalle 10.

La triste vicenda della nave “Diciotti” assume ad ogni ora che passa, sfumature sempre più allarmanti. Oltre alle ovvie considerazioni umanitarie sulla forzata permanenza a bordo di esseri umani, si aggiunge una emergenza sanitaria la cui dimensione non è quantificabile. Per questo motivo la Cgil e la Funzione Pubblica Sicilia, offrono la disponibilità dei loro iscritti medici, a verificare il reale stato di salute dei migranti a bordo della nave e a prestare le eventuali necessarie cure; soprattutto per la sorveglianza sindromica delle malattie infettive, anche per evidenziare eventi rilevanti per la salute pubblica: “chiediamo pertanto che sia consentito l’accesso ai medici in ossequio al dettato costituzionale di tutela della salute dell’individuo e nell’interesse della collettività”.

Nel frattempo, in questo bailamme, tre avvocati (Cathy La Torre, Michele Giarratano e Fabio Nacchio) annunciano un esposto alla magistratura: “come cittadini e come attivisti per i diritti fondamentali abbiamo inviato un esposto per sequestro di persona, o diverso reato che la Magistratura ravviserà, alla Procura della Repubblica di Catania. È intollerabile restare immobili mentre 150 persone sono trattenute su una nave militare, contro la loro volontà, per il diktat di Salvini. Un ministro come un Duce impone le sue scelte al di sopra di ogni norma, regola, convenzione, umanità“. Infine l’avvocato invita altri utenti a scaricare il testo dell’esposto, a compilarlo con i propri dati e a inviarlo alla Procura di Catania.

“Io rispondo al mandato che mi hanno dato gli italiani il 4 marzo. Mi chiedono più sicurezza“. Così il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, twitta un passaggio della sua intervista di questa mattina a Rtl 102.5 intervenendo sulle polemiche legate alla nave Diciotti.


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