Catania, partecipate comunali, i sindacati propongono “una grande multiutility tra Asec e Sidra”

Per un "piano straordinario di razionalizzazione” delle partecipate comunali, utile a incrementare e ad ammodernare la qualità del servizio, ottenere notevoli risparmi e salvaguardare i posti di lavoro"

Una grande azienda multi utility specializzata in acqua e gas: la fusione tra Sidra, Asec e Asec Trade potrebbe salvare quest’ultima dall’alienazione, mantenere i livelli occupazionali e creare i presupposti per uno sviluppo dei servizi di fornitura delle risorse energetiche naturali nella nostra città.

È quanto propongono Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Catania, con le rispettive federazioni di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, Ugl Chimici, per un “piano straordinario di razionalizzazione” delle partecipate comunali, utile a incrementare e ad ammodernare la qualità del servizio, ottenere notevoli risparmi e salvaguardare i posti di lavoro.

Una proposta – affermano i segretari generali territoriali Giacomo Rota (Cgil), Maurizio Attanasio (Cisl), Enza Meli (Uil) e Giovanni Musumeci (Ugl), insieme ai segretari delle federazioni di categoria Jerry Magno (Filctem Cgil), Giuseppe Coco (Femca Cisl), Alfio Avellino (Uiltec) e Carmelo Giuffrida (Ugl Chimici) – sulla quale intendiamo sentire le intenzioni dell’amministrazione comunale, per discutere anche del quadro complessivo e organico che riguarda il destino delle partecipate del Comune di Catania. Su questa direzione, riportare l’Asec Trade nel grembo della società madre consentirebbe il mantenimento del pacchetto dei contratti e il suo sviluppo, garantendo così linfa vitale all’azienda e nuove prospettive di crescita e fatturato”.

L’ulteriore passo – aggiungono i dirigenti sindacali – potrebbe essere quella del matrimonio tra Asec e Sidra, in una unica grande società con un solo consiglio d’amministrazione (anziché i tre attuali), un unico direttore generale, un’unica sede. Così si determinerebbe un notevole abbattimento dei costi di gestione che, ovviamente, sarà completato dalla presenza di un unico piano industriale che potrà prevedere un unico sistema di lettura dei contatori e di emissione delle bollette (mentre oggi il costo d’appalto è elevato), un accorpamento delle squadre della manutenzione stradale e numerose altre iniziative indispensabili a eliminare sprechi e spese inutili. Si ricaverebbero importanti somme da reinvestire nell’ammodernamento della rete ormai vetusta, 350 chilometri, che, solo nei primi 4 giorni di settembre, ha fatto registrare 70 interventi dei vigili del fuoco e del Nucleo NBCR per sospette fughe di gas“.

La soluzione da noi prospettata – concludono gli esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl – punterebbe anche a sfruttare al meglio l’ingente somma di denaro che arriverà a breve per realizzare la rete fognaria. Con la ricapitalizzazione e un management adeguato, si arriverebbe poi alla costituzione di un soggetto che, con le professionalità interne, sarebbe in grado avviare forme di collaborazione per sviluppare attività e progetti nei settori delle energie tradizionali e alternative, individuare fonti di finanziamento per lo sviluppo di infrastrutture territoriali che consentano di migliorare i servizi pubblici e, perché no, anche il bilancio comunale. Parliamone ora, prima che si perdano occasioni importanti per la città, i lavoratori e la crescita economica del territorio“.


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