Catania, licenziamenti al Bellini, ieri tavolo tecnico in Prefettura. La Fsi-Usae presenta documento con richiesta di verifiche

L’assessore Mirabella ha preso l’impegno come Comune di farli riassumere anche altrove. Per la Fsi-Usae questo non basta

Ieri mattina, si è svolto in Prefettura a Catania, un tavolo tecnico per discutere sui licenziamenti al Bellini. Hanno preso parte all’incontro convocato dal vice prefetto Tommaso Mondello, l’assessore Barbara Mirabella in rappresentanza del sindaco Salvo Pogliese, Francesco Schilirò per la Città metropolitana, Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, l’avvocato Gianfranco Todaro per l’istituto musicale Bellini, i rappresentanti delle aziende uscenti Bsf e Multiprofessional, e le organizzazioni sindacali.

Le due aziende hanno dichiarato di aver ricevuto dall’istituto musicale Bellini la cessazione del servizio con nota pec del 24 settembre 2018, comunicando a loro volta il cambio d’appalto al centro dell’impiego. L’avvocato Todaro in rappresentanza del Bellini ha confermato di non ricevere più contributi dalla Città metropolitana. Schilirò, dal canto suo, come rappresentante della Città metropolitana ha proposto un accordo promettendo di erogare una parte della somma dovuta e per la restante parte servizi prestati direttamente dalla Pubbliservizi. “Bisogna però precisare – spiega Coniglio – che in base a quanto previsto dall’art. 4 del CCNL Multiservizi e al parere legale presentato, i 18  lavoratori dovrebbero essere assorbiti dall’azienda subentrante cioè la Pubbliservizi, cosa che invece non è successa“.

A tal proposito, l’assessore Mirabella ha preso l’impegno come Comune di farli riassumere anche altrove. Per la Fsi-Usae questo non basta: “Sospettiamo abusi e tratti di illegittimità in questo affidamento diretto della Pubbliservizi all’istituto Bellini, pagano i lavoratori con il loro licenziamento”.

E’ stato così stilato un documento presentato al Vice Prefetto in cui vengono elencate alcune richieste e verifiche.

  1. se ci sono degli atti conseguenti alla cessazione delle proroghe e dunque degli appalti e i successivi che hanno attribuito il servizio alla Pubbliservizi. Considerata la natura pubblica dell’Istituto, occorre verificare se il tutto è stato adottato in conformità al codice degli appalti;
  2. verificare l’ affidamento diretto (in house providing), prendere visione della determina del consiglio d’amministrazione che affida il servizio oltre del contratto di affidamento. In ogni caso, occorre verificare se siano stati rispettati i requisiti per poter procedere ad un affidamento diretto. Uno tra questi è quello del controllo analogo. Cioè, l’amministrazione che affida in via diretta deve svolgere sulla affidataria un controllo appunto “analogo” a quello che la stessa svolge sulla propria organizzazione. Verificare, dunque, se l’Istituto insieme alla Città Metropolitana abbiano sottoscritto eventuali patti parasociali (in ogni caso, gli stessi dovrebbero essere depositati anche al Registro delle Imprese di Catania) e se l’Istituto attua un controllo analogo nella società partecipando attivamente alla stessa gestione. Preme osservare che la mancanza di tale requisito, fu motivo di non affidare negli anni scorsi in via diretta i servizi di pulizia e custodia e dunque indire gare. Si ricorda che nello stesso periodo per l’affidamento in house fatto dalla SAC (allora socio di minoranza) ne derivò un processo penale in capo al presidente della Provincia, al presidente della Pubbliservizi e direttori generali della Pubbliservizi e Sac;
  3. in ogni caso, se l’affidamento esiste, questo dovrebbe essere stato fatto dall’Istituto in qualità di committente; nel caso non vi fosse, verificare a che titolo la Città Metropolitana ha disposto lo svolgimento di tale servizio e quali sono gli atti che ne derivano;
  4. la Pubbliservizi, con la nuova riforma Madia, può partecipare a gare limitatamente ad un valore di appalto pari al 20% del proprio fatturato. Ma ciò significa la partecipazione ad una gara in concorrenza con le altre imprese private;
  5. verificare eventuale violazione del principio di libera concorrenza sul mercato nel caso l’affidamento diretto non conforme alla norma vigente;
  6. che ordine di servizio hanno ricevuto i dipendenti della Pubbliservizi per svolgere tale lavoro non essendo lo stesso un luogo di lavoro/cantiere previsto sia dal contratto che comunicato e denunciato agli uffici competenti;
  7. nel piano triennale della pubbliservizi presentato al tribunale fallimentare non si fa nessun riferimento riguardo al personale da impiegare per il liceo musicale Bellini senza avere alcun corrispettivo in cambio e quindi aggravando la situazione economica già oltremodo compromessa della Pubbliservizi.

Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto al Vice Prefetto l’applicazione dell’articolo 4 del CCNL e quindi l’assorbimento dei 18 dipendenti alla Pubbliservizi, e di attivare un bacino prefettizio per fare assumere il personale ovunque“. Il tavolo è stato rinviato dal vice Prefetto ad altra data, sia per fare le verifiche e sia perché le organizzazioni sindacali possano discutere la problematica anche presso l’Istituto Provinciale del Lavoro.


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