Catania, alla morte dei genitori finge di abitare nell’alloggio popolare per trarne profitto: denunciata

La donna è stata indagata in stato di libertà per i reato di occupazione abusiva di alloggio popolare ai sensi degli articoli 633 e 639 bis c.p. e per avere fornito informazioni non vere agli Enti pubblici interessati

Nei giorni scorsi, personale del commissariato Borgo-Ognina, in collaborazione con l’Isitituto autonomo case popolari, ha effettuato controlli straordinari volti a prevenire e reprimere il fenomeno dell’occupazione abusiva degli immobili dell’Istituto Autonomo Case Popolari da parte di soggetti, spesso benestanti, che non ne hanno diritto.

Non di rado, infatti, tali alloggi – specie se si trovano in zone del centro cittadino – vengono “riscattati” e, quindi, acquistati al solo fine di trarne profitto, costituendo un vero e proprio investimento immobiliare, a discapito di chi si trovasse in un reale stato di bisogno.

Tra i vari controlli, è emersa l’occupazione senza titolo di un immobile, da parte di una dipendente di un ente pubblico locale, recentemene andata in pensione.

A seguito del decesso dei propri genitori, assegnatari di un alloggio popolare di circa 120 metri quadri ubicato in zona Vulcania, la donna ha dichiarato agli Enti Istituzionali preposti, tra cui i Vigili Urbani, di abitare la casa, cercando di approfittare dei vantaggi della normativa che consente al prossimo congiunto, che vive nella casa dell’assegnatario deceduto, di continuare ad abitarla, con possibilità di futuro acquisto.

La donna ha, quindi, reso dichiarazioni in tal senso, manifestando l’intenzione di volerla riscattare al prezzo di 30 mila euro, così come ha riferito ai poliziotti; a seguito di accertamenti, però, lo Iacp ha rigettato l’istanza di riscatto innescando un procedimento civile promosso dalla presunta avente diritto.

In realtà, a seguito di una mirata attività investigativa, i poliziotti del commissariato hanno dimostrato effettivamente che la donna non abita in quell’abitazione che, tra l’altro, si trova in stato di totale abbandono, inagibile e sin anche senza luce e gas.

Per i suddetti motivi, la donna è stata indagata in stato di libertà per i reato di occupazione abusiva di alloggio popolare ai sensi degli articoli 633 e 639 bis c.p. e per avere fornito informazioni non vere agli Enti pubblici interessati.

A stridente contrasto l’esito di un ulteriore controllo, effettuato in zona residenziale di Catania, che ha evidenziato l’occupazione abusiva di un alloggio popolare da parte di una donna realmente indigente la quale, da circa 3 anni e dopo la morte dell’assegnatario del citato alloggio, lo ha occupato senza titolo assieme a un nipote, purtroppo affetto da grave patologia.

La donna è stata indagata in stato di libertà per occupazione abusiva (l’azione penale è obbligatoria e irrinunciabile) ma, visto lo stato di evidente necessità, è stata invitata nell’immediatezza a recarsi all’Iacp, al fine di sanare la sua posizione.

L’Istituto, visto lo stato d’indigenza e il possesso dei requisiti, le ha riconosciuto il diritto all’assegnazione del citato alloggio popolare.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo