Catania, mantenimento all’ex moglie solo se dimostra di non riuscire a lavorare

Le mogli davvero bisognose e impossibilitate realmente a lavorare, secondo i giudici del Tribunale etneo, continueranno a percepire l’assegno di mantenimento, ma tutte coloro anche solo potenzialmente abili al lavoro, non riceveranno più nulla dall’ex marito

Mantenimento all’ex coniuge solo se dimostra di non riuscire a trovare lavoro e non possiede altre rendite. Questa la decisione della Corte d’Appello di Catania, nell’ambito di una causa di divorzio, che introduce come inderogabile il “Principio di autoresponsabilità economica”, già sancito dalla Cassazione.

Le mogli davvero bisognose e impossibilitate realmente a lavorare, secondo i giudici del Tribunale etneo, continueranno a percepire l’assegno di mantenimento, ma tutte coloro anche solo potenzialmente abili al lavoro, non riceveranno più nulla dall’ex marito.

Una sentenza che modifica quarant’anni di decisioni derivanti da una legge sul divorzio obsoleta e incentrata su un’idea di famiglia che non esiste più, dove l’uomo lavora e guadagna e la donna si occupa della casa, del marito e dei figli. Una legge che ha lasciato alla magistratura l’onere di intervenire sui singoli casi e stabilire quando il mantenimento era dovuto e per quale importo, spesso con conseguenze economiche gravi per gli ex mariti.


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