Catania, getta a terra il figlio neonato causandone la morte: mamma in manette

La donna ai medici che hanno preso in cura il figlio, avrebbe raccontato che il piccolo sarebbe caduto a terra accidentalmente

Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato – commissariato Borgo Ognina – ha eseguito un’ordinanza di applicazione misura cautelare in carcere nei confronti  di F.V.S., di 26 anni, in ordine al reato di cui agli artt. 575 e 577 c.p. perché, dapprima scuotendolo con veemenza e poi lanciandolo al suolo e sbattendolo più volte, cagionava il decesso del figlio F. L. (di soli tre mesi), con l’aggravante di aver agito contro il discendente, In Catania il 14/11/2018 (decesso de/15/l1/2018).

Il14 novembre il piccolo F. L., di soli tre mesi di vita, in quanto nato il 31 luglio 2018, veniva portato al pronto soccorso dell’ospedale Cannizzaro di Catania e poi, da qui, intubato per via oro-tracheale, non sedato, pallido e ipoteso, all’unità di Rianimazione Pediatrica dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, dove veniva ricoverato in prognosi riservata per la presenza, tra l’altro, di un imponente ematoma nella regione parietotemporale destra con numerose emorragie sparse su tutto l’ambito retinico.

Nonostante tutte le cure e l’assistenza prestata dai sanitari e attestata dalle certificazioni in atti, lo stesso decedeva il giorno successivo.

Nell’immediatezza del ricovero, come si legge anche nel certificato di pronto soccorso, la madre del bambino, odierna indagata, riferiva che lo stesso si era fatto male cadendole accidentalmente dalle braccia a causa di una spinta datasi da solo.

Successivamente, però, attraverso l’audizione di tutti i soggetti intervenuti nell’immediatezza e della stessa F.L.V.S., alla presenza del difensore di fiducia, si accertava che la caduta del bambino non era stata accidentale bensì che era stata la madre dello stesso a scaraventarlo a terra con forza.

All’esito anche di consulenza neuropsichiatrica si determinava a richiedere la misura custodiale; richiesta accolta dal Gip in sede che ha ritenuto “integrata una continuità di azione dell’indagata la quale -attesa anche la tenerissima età del figlio – agiva di certo al fine di ucciderlo (dolo intenzionale) e, comunque, si è rappresentata l’evento omicidiario come realizzabile con elevato grado di probabilità o anche con certezza come conseguenza diretta ed immediata della propria azione (dolo diretto). Pertanto, non può in nessun modo ritenersi corrispondente al vero neppure quanto dalla stessa riferito in ordine all’assenza di volontà omicida ai danni del neonato”.

L’arrestata è stata condotta, per le formalità di rito, alla Casa Circondariale di Catania, dove verrà interrogata dal Gip a norma dell’articolo 294 cpp.


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