Catania, padre e figlio denunciati per possesso di arnesi da scasso

I predetti alla vista della pattuglia si sono allontanati con indifferenza, dirigendosi verso la zona dedicata alla ristorazione; quest’atteggiamento ha insospettito gli operatori di polizia tanto da indurli a seguire i due uomini per poi procedere alla loro identificazione

Lo scorso 4 febbraio, la Polizia di Stato ha denunciato in stato di libertà due soggetti per il reato di possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso ai sensi dell’art.707 c.p., in concorso.

Intorno alle 3, una pattuglia della Sezione di Polizia Stradale di Catania – nell’ambito di servizi mirati alla prevenzione dei furti ai danni degli autotrasportatori, mentre transitavano all’interno dell’area di servizio “Eni” sita al km. 13,600 della tangenziale di Catania direzione Messina–Siracusa, ha notato in prossimità del parcheggio retrostante la predetta area di servizio, di solito adibita alla sosta dei mezzi pesanti, due individui fermi vicino a delle siepi.

I predetti alla vista della pattuglia si sono allontanati con indifferenza, dirigendosi verso la zona dedicata alla ristorazione; quest’atteggiamento ha insospettito gli operatori di polizia tanto da indurli a seguire i due uomini per poi procedere alla loro identificazione.

Giunti all’ingresso del bar, i due soggetti hanno preso direzione diversa, infatti, uno è entrato all’interno del bar mentre l’altro si è diretto nei locali adibiti ai servizi igienici.

All’improvviso, i poliziotti hanno udito un forte rumore di chiusura di sportello proveniente dal parcheggio retrostante e, un’autovettura allontanarsi repentinamente.

È iniziato così l’inseguimento della predetta vettura che, non con poche difficoltà si è concluso sull’autostrada A/19 all’altezza del km.190,300, nei pressi dello svincolo Zia Lisa.

I due malfattori insofferenti e nervosi, sono stati sottoposti a perquisizione personale estesa anche al veicolo, dove al suo interno sono stati rinvenuti oggetti atti allo scasso; in particolare 1 asta in ferro di circa 50 cm, il così detto “piede di porco”, 1 taglierino, e una tenaglia in ferro.

I due soggetti tra l’altro padre e figlio, identificati per S.G.. e S.R., non hanno voluto fornire nessuna spiegazione circa la loro presenza all’interno dell’area di servizio, nè tanto meno, degli oggetti rinvenuti.

Inoltre, avevano entrambi diversi precedenti penali per furto su autocarri presso le aree di servizio.

Pertanto, il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale, mentre, i due soggetti sono stati denunciati in stato di libertà.


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