Travolge con l’auto un giovane che aveva guardato la sua fidanzata. Arrestato a Paternò con altri 3 familiari

L’insano gesto fosse scaturito da una banale lite avvenuta qualche ora prima nel parcheggio di un distributore di benzina e proseguita poi su Facebook, tramite applicazione Messenger

Il 9 febbraio 2019, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, personale appartenente al Nucleo Operativo della compagnia Carabinieri di Paternò ha dato esecuzione a un’ordinanza del Gip con la quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone (Venero Giovannino Nicolosi, di 26 anni, Riccardo Concetto Nicolosi, di 51 anni, Michelangelo Nicolosi, di 25 anni, e Paolo Antonino Di Mauro, di 31 anni) per il delitto di tentato omicidio aggravato commesso in concorso.

La vicenda avveniva nella serata del 29 gennaio 2019, quando Venero Giovannino Nicolosi, a bordo di un’autovettura, travolgeva volontariamente un giovane di 21 anni nella piazzetta delle Fontane di Paternò.

I Carabinieri, acquisita la notizia di reato, su delega della Procura di Catania, avviavano un’attività investigativa volta a ricostruire l’accaduto.

Si appurava come l’insano gesto fosse scaturito da una banale lite avvenuta qualche ora prima nel parcheggio di un distributore di benzina e proseguita poi su Facebook, tramite applicazione Messenger; lite generata dal fatto che il ventunenne avrebbe guardato la fidanzata di Venero Giovannino Nicolosi.

Immediatamente dopo l’alterco, Nicolosi contattava i propri familiari e, assieme a questi, dopo aver appreso dove si trovava il giovane, organizzava una vera e propria spedizione punitiva; i quattro soggetti, dunque, si recavano, a bordo di due autovetture diverse, in piazza delle Fontane e ponevano in essere la condotta delittuosa.

Veniva acquisito un filmato da un sistema di videosorveglianza di un’abitazione privata che permetteva di immortalare tutte le fasi della condotta delittuosa; in particolare, intorno alle 22.30 del 29 gennaio 2019, il giovane veniva travolto intenzionalmente da un’autovettura Alfa Romeo 147 condotta da Venero Giovannino Nicolosi e con a bordo la ragazza di questi (fatta sedere da Nicolosi sul sedile posteriore, pochi attimi prima l’arrivo in piazza); negli stessi momenti giungeva una Fiat Idea con a bordo i familiari dell’aggressore (segnatamente, il padre, il fratello e il cognato) i quali, scesi dal veicolo, aggredivano fisicamente gli amici del ragazzo e tentavano di aggredire nuovamente quest’ultimo, riverso a terra privo di sensi.

Dopo pochi istanti i soggetti risalivano a bordo della Fiat Idea e si davano alla fuga, mentre Venero Giovannino Nicolosi (sceso dall’autovettura per aiutare i familiari) raggiungeva nuovamente l’Alfa 147 per darsi anch’egli alla fuga, prendendo una via diversa da quella imboccata dai complici.

Nei giorni seguenti, gli autori del delitto, nel tentativo di depistare le indagini, vendevano ad un terzo soggetto l’Alfa Romeo 147 utilizzata per la commissione del tentato omicidio. Il veicolo, tuttavia, veniva intercettato dai Carabinieri e sottoposto a sequestro.

Il 7 febbraio veniva disposto il fermo di indiziato di delitto di Venero Giovannino Nicolosi e del padre, Riccardo Concetto; veniva richiesta la misura cautelare anche nei confronti degli altri due complici. Il Gip, dopo aver convalidato il fermo, ravvisando la presenza di gravi indizi di colpevolezza, disponeva la custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli indagati.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria gli arrestati sono stati tradotti alla Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza, mentre la giovane vittima, miracolosamente fuori pericolo di vita, è tuttora ricoverata all’Ospedale “Garibaldi Centro” di Catania.


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