Catania, lite fra marocchini finisce con un poliziotto ferito e un arresto

Alle 22:45 circa, personale dipendente delle Volanti veniva inviato in piazza Giovanni Verga a seguito di segnalazione giunta su linea 112

Immagine di repertorio

Nella serata di ieri veniva tratto in arresto in ordine ai reati di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale Hasan Hazarim (classe 1995), di nazionalità marocchina.

Nello specifico, alle 22:45 circa, personale dipendente delle Volanti veniva inviato in piazza Giovanni Verga a seguito di segnalazione giunta su linea 112 (Numero unico di emergenza) inerente una lite in atto tra extracomunitari nei pressi dell’ingresso dell’hotel “Mercure”.

Giunti sul posto, gli operatori notavano la presenza di due extracomunitari (entrambi di nazionalità marocchina) intenti a dialogare, si avvicinavano a loro per chiedere cosa stesse accadendo e improvvisamente uno dei due si scagliava contro il suo connazionale colpendolo con calci e pugni. Pertanto, gli agenti prontamente intervenivano al fine di sedare la lite, ma l’aggressore, incurante della loro presenza, tentava di colpire nuovamente il suo connazionale e nell’occorso si scagliava contro uno degli operatori cercando di colpirlo con pugni al volto.

Gli agenti intervenivano per bloccarlo, ma questi si scagliava anche contro loro d in tale frangente l’operatore che poco prima aveva rischiato di essere colpito al volto accusava un forte dolore al pollice della mano destra; pertanto, si recava al nosocomio Vittorio Emanuele dove gli veniva rilasciato un referto con prognosi di 25 giorni per distacco parcellare alla base dell’epifisi prossimale del primo dito.

L’aggressore, pertanto, veniva dichiarato in stato di arresto per lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Dei fatti veniva informato il Pm di turno il quale disponeva che l’arrestato venisse associato alle locali camere di sicurezza in attesa del giudizio direttissimo che si terrà domani 13 marzo 2019 alle 9 al Tribunale di via Francesco Crispi, aula I, dinanzi al giudice Raffiotta.


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