Catania, lavoro femminile: contro le discriminazioni un tavolo tecnico permanente

Una risposta potrà arrivare dal tavolo tecnico permanente provinciale per la parità di genere sul lavoro

Lavoro al femminile? Al di là della pubblica amministrazione, è spesso sottopagato, discriminato e penalizzato. E non solo nell’impresa privata ma anche nelle professioni: le differenze di trattamento economico arrivano a toccare il 30%. Una risposta potrà arrivare dal tavolo tecnico permanente provinciale per la parità di genere sul lavoro. Un progetto che partirà a breve dall’assessorato regionale al Lavoro, sulla spinta della proposta della Cisl di Catania accolta dalla Consigliera di Parità regionale Margherita Ferro.

È quanto è emerso dal convegno su “Lavoro femminile tra discriminazioni e diritto alla parità di trattamento”, organizzato dalla Cisl etnea con il proprio Dipartimento pari opportunità e diritti sociali diretto da Iolanda Iacapraro, che si è tenuto oggi, nell’aula magna del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania.

Due gli obiettivi che si dovrà porre il costituendo tavolo, così come spiegato dalla consigliera regionale di Parità: la rappresentanza politica e il lavoro al femminile. “È importante – sottolinea Margherita Ferro – un intervento legislativo a sostegno della donna che lavora, attraverso le politiche di conciliazione, che permetta appunto di conciliare il carico del lavoro di casa con il lavoro nel settore privato e nelle professioni,  e in un’ottica di pari opportunità tra uomo e donna“.

La nostra proposta – chiarisce Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea – vuole mettere attorno al tavolo forze sindacali, forze imprenditoriali, ordini professionali, organizzazioni delle Cooperative e istituzioni, perché dal dialogo tra le parti si arrivi a costruire buone prassi e modelli positivi per contrastare le discriminazioni e le disparità di trattamento economico. Un progetto che parte da Catania ma che vuole esportare ed estendere le buone pratiche prodotte agli altri territori siciliani”.

Molte le ombre emerse dagli interventi: le donne-dirigenti sono solo il 31%; le manager guadagnano la metà degli uomini; gli amministratori delegati sono nell’88% dei casi uomini. Nelle professioni, come quella forense, si arriva a differenze di fatturato anche del 40%. Qualche luce nel settore cooperativo, dove la Sicilia detiene un piccolo record: il 17,3% delle nuove cooperative (1° trimestre 2018) ha vertici femminili; a Catania, si arriva al 21% nelle coop sociali. Segnali incoraggianti anche dalla contrattazione integrativa nell’industria, con esempi di concreta conciliazione dei tempi e di welfare aziendale.

Il convegno è stato aperto da due video esplicativi dei pregiudizi e delle disparità di genere alle quali sono sottoposte le donne tanto nella società quanto nel mondo del lavoro.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, oltre a quello della consigliera di parità Ferro, con “Il diritto antidiscriminatorio: concetto di eguaglianza e parità di trattamento”: Iolanda Iacapraro, responsabile Dip.Pari Opportunità Diritti sociali Cisl Catania, “Donne e lavoro, un gap sociale”; Loredana Zappalà, professore associato Diritto del lavoro UNICT, “Il diritto del lavoro fra divieti di discriminazione e valorizzazione delle differenze”; Barbara Mirabella, assessore Pari opportunità Comune di Catania, “Politiche di parità di genere nella realtà catanese”; Silvia Molina, Funzionario Confcooperative Sicilia, “La centralità delle donne nel mondo cooperativo: una fotografia siciliana”; Palma Balsamo, presidente ConfProfessioni Sicilia, “Il mondo delle professioni intellettuali fra diseguaglianze e stereotipi”; Francesco Romano, responsabile Lavoro e Welfare Confindustria Catania, “Esperienze positive nella conciliazione lavoro famiglia per le donne”; Elena Cassella, componente Comitato naz.Pari Opportunità Ordine Nazionale Avvocati, “Avvocato in gravidanza e legittimo impedimento”.


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