Operazione “Differenziata”, il video e le intercettazioni che hanno portato all’arresto del sindaco di San Pietro Clarenza

Oltre al primo cittadino in manette anche l'amministratore della Progitec S.R.L. Ai domiciliari il responsabile dell’Ufficio Igiene e Manutenzione e del servizio “rifiuti solidi urbani” e un dipendente della società

Su delega della Procura della Repubblica di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale etneo nei confronti di 4 persone (2 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) indagate, in concorso, per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti per fatti attinenti alla procedura di gara per l’individuazione della società assegnataria del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto rifiuti nel Comune di San Pietro Clarenza.

Destinatari della misura della custodia cautelare in carcere: Giuseppe Bandieramonte (cl.1975), Sindaco di San Pietro Clarenza, al secondo mandato elettorale quale primo cittadino; Angelo La Piana (cl.1978), amministratore della Progitec S.R.L. – esercente l’attività di “raccolta di rifiuti solidi non pericolosi” – con sede a Castel di Iudica (CT), società aggiudicatrice della gara. L’azienda in questione è indagata per “responsabilità amministrativa degli enti” (D.Lgs. n. 231 del 2001).

La misura degli arresti domiciliari è stata disposta nei confronti di: Michele Faro (cl.1958), nella sua qualità di responsabile dell’Ufficio Igiene e Manutenzione e del servizio “rifiuti solidi urbani” del Comune di San Pietro Clarenza nonché responsabile unico dei procedimenti amministrativi oggetto di corruzione e turbativa; Silvio Calandrino (cl. 1979), dipendente della “Progitec” ma di fatto impiegato nel Comune di San Pietro Clarenza fino alla fine di ottobre 2018 quale collaboratore del citato Faro.

L’investigazione, condotta dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania (Gruppo Tutela Finanza Pubblica) e coordinata da questa Procura Distrettuale, convenzionalmente nota come Operazione “Differenziata” (in ragione del trattamento parziale e di aperto favoritismo riservato dal sindaco Bandieramonte alla “Progitec” nell’aggiudicazione di gare e servizi pubblici), ha disvelato l’esistenza di un articolato circuito corruttivo che ha visto il fluire di svariate utilità a beneficio dei pubblici ufficiali corrotti.

Gli inquirenti avrebbero appurato assunzioni come lavoratori dipendenti nella “Progitec” su indicazione del sindaco Bandieramonte, di soggetti che garantivano appoggio elettorale al sindaco (tra i quali anche la sua attuale compagna); sponsorizzazioni da parte della Progitec di eventi sportivi organizzati da associazioni promosse da familiari del sindaco; pagamento di stipendi per circa 50.000 euro annui a favore della compagna del sindaco per attività lavorativa alla “Progitec”, attività di fatto mai effettivamente svolta.

Tra gli eventi sportivi sponsorizzati dall’azienda, il circuito di 11 gare di atletica organizzate nel 2018 in varie località della provincia etnea (dal centro Storico di Catania a Misterbianco, passando per Trecastagni, Catania Civita, San Pietro Clarenza, Pasteria, Militello in Val di Catania, Stadio Cibali di Catania, Randazzo, Piedimonte Etneo, Paternò) – “Progitec Challenge 2018” – evento promosso da associazioni sportive riconducibili alla cerchia familiare del sindaco Bandieramonte.

L’investigazione degli specialisti delle Fiamme Gialle etnee ha tratto spunto da alcune denunce presentate da dipendenti del comune di San Pietro Clarenza con le quali si segnalavano anomalie nella gestione del denaro pubblico, nonché i poco chiari rapporti esistenti tra il sindaco e gli amministratori della “Progitec”. Pertanto, su delega dell’autorità giudiziaria etnea, venivano tempestivamente intraprese mirate ed approfondite indagini – svolte mediante intercettazioni telefoniche, ambientali, accertamenti bancari e analisi di documenti pubblici prima acquisiti da banche dati e, successivamente, presso lo stesso ente locale – che hanno portato alla luce un meccanismo corruttivo allarmante per la sistematicità e la diffusione delle condotte lesive della cosa pubblica, caratterizzato da rapporti professionali tra sindaco e società privata, non improntati ai canoni dell’imparzialità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione ma da un’evidente “svendita” dei poteri discrezionali piegati all’esclusivo conseguimento di profitti personali illeciti.

Le meticolose e celeri investigazioni condotte dai finanzieri del Nucleo P.E.F. di Catania, avviate nel luglio del 2018, hanno riguardato gli affidamenti operati dall’Amministrazione Comunale di San Pietro Clarenza alla Progitec S.R.L. (già denominata Progitec di Lapiana Angelo & C. Snc), pari a oltre 3 milioni e mezzo di euro a partire dal 2014.

I flussi di denaro pubblico in questione attengono, innanzitutto, agli affidamenti alla citata s.r.l. assicurati dal sindaco Bandieramonte mediante ordinanze sindacali contingibili e urgenti aventi ad oggetto, rispettivamente, il servizio di raccolta e trasporto R.S.U. e altri servizi non necessariamente attinenti a quest’ultimo, quali quelli della pulizia interna ai locali del Municipio, pulizia tombini, impiantistica e spazio verde, pulizia scuole, servizi di approntamento seggi elettorali, bonifica micro discariche e diserbamento.

In tale contesto investigativo, i Finanzieri hanno esaminato a fondo la procedura amministrativa di affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti urbani alla “Progitec” avviata dall’amministrazione comunale, nel dicembre del 2014, a seguito della disdetta del precedente appalto con Mosema Spa. In quel periodo, pervenivano al Comune di San Pietro Clarenza le manifestazioni d’interesse all’immediata esecuzione del servizio di spazzamento da parte della “Progitec” e della Tech Servizi Srl di Floridia (SR). Il responsabile del procedimento, il geometra Michele Faro, interessava, oltre le due appena citate, anche il Consorzio Prosat di Priolo Gargallo (SR).

La “Progitec” formulava l’offerta tecnica economica per l’esecuzione del servizio indicando un onere mensile di 58.000 euro (+ IVA) mentre il Consorzio Prosat indicava quale prezzo mensile 67.000 euro (+ IVA). Con Ordinanza Sindacale n. 15 del 29 gennaio 2015, avente ad oggetto “servizio di raccolta rifiuti solidi urbani nel territorio comunale. Ordinanza contingibile ed urgente per motivi igienico-sanitari ai sensi dell’art. 191 D.Lgs. 30 aprile 2006 n. 152”, a firma del Sindaco Giuseppe Bandieramonte, si affidava alla Progitec di Lapiana Angelo &C. S.N.C. il servizio pubblico in questione per il periodo dal 1° febbraio 2015 al 31 marzo 2015.

Tra gli elementi che hanno indotto gli investigatori e l’Autorità giudiziaria a ritenere che la gara pubblica in questione fosse stata pilotata, la riconducibilità delle 2 imprese concorrenti alla vincitrice dell’affidamento. Infatti, il Consorzio Prosat risulta avere la propria sede legale coincidente con una società cooperativa il cui rappresentante legale è Angelo Lapiana; lo stesso Lapiana risulta ricoprire il ruolo di membro del Consiglio Direttivo del Consorzio Prosat dal febbraio 2013. Per quanto concerne, invece, la Tech Servizi S.R.L., la stessa risulta essere il partner della Progitec in svariati affidamenti pubblici del servizio “R.S.U.”, come emerso anche dalle intercettazioni telefoniche.

Va aggiunto che, tra gennaio 2015 e il 31 ottobre 2018, attraverso 18 ordinanze Sindacali “contingibili ed urgenti per motivi igienico sanitari” adottate dal sindaco Bandieramonte, ai sensi dell’art. 191 D.Lgs 30 Aprile 2006 n. 152, la “Progitec” manteneva l’affidamento in proroga del servizio in questione (per un totale di 3 milioni di euro comprensivi di IVA). La norma citata prevede che il sindaco, qualora si verifichino situazioni di eccezionale e urgente necessità di tutela della salute pubblica e dell’ambiente, può emettere ordinanze contingibili e urgenti per consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, garantendo un elevato livello di tutela della salute e dell’ambiente; dette ordinanze hanno efficacia per un periodo non superiore a sei mesi e non possono essere reiterate più di due volte (solo il Presidente della Regione, d’intesa con il Ministro dell’Ambiente può adottare dette Ordinanze anche oltre i predetti termini). E’ evidente che, nel caso in esame, il disposto normativo risulta violato.

A partire dal novembre del 2018, il servizio “RSU” risulta svolto dalla stessa Progitec S.R.L. in ragione del nuovo contratto di appalto stipulato con l’A.R.O. (Ambiti di Raccolta Ottimale) San Pietro Clarenza – Camporotondo Etneo.

Ulteriore gara oggetto di accertamenti economico-finanziari e ritenuta turbata dagli indagati è l’affidamento di “lavori di rimozione microdiscariche e scerbamento del territorio comunale” di San Pietro Clarenza, deliberato nel giugno 2015 a favore della “Progitec” per un importo di oltre 30.000 euro (+ IVA).

Il servizio in questione veniva effettuato a seguito di aggiudicazione mediante trattativa privata, curata dal responsabile dell’ufficio igiene e sanità, Geom. Michele Faro, attraverso la preliminare consultazione di 5 ditte delle quali 3 presentavano un’offerta economica. Oltre all’impresa vincente “Progitec”, figuravano la Technoprojet Srl, avente la sede in San Pietro Clarenza nel luogo di residenza della compagna del sindaco e amministrata dal cognato di Angelo Lapiana, e la società cooperativa “Le ali della vita” nota alle cronache giudiziarie per il coinvolgimento di alcuni suoi membri in fatti di criminalità organizzata (Processo “Inlis”, intestazione fittizia dei beni e concorso esterno in associazione mafiosa).

L’attività investigativa descritta, dunque, ha interessato un settore economico, quello degli appalti per la gestione dei rifiuti, connotato dall’erogazione di rilevanti fondi pubblici, disvelando un collaudato sistema corruttivo che ha favorito imprenditori e pubblici funzionari infedeli con grave lesione di principi fondamentali per il nostro ordinamento – quali la tutela della libera concorrenza e del mercato – e conseguente danno per gli imprenditori onesti che, nonostante il periodo di crisi economica, operano nel rispetto della legge.


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