Catania, servizi alla persona: “sui contratti-pirata intervenga anche la prefettura”

Lo annuncia Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, dopo le anomalie segnalate dai lavoratori di alcune cooperative nei trattamenti contrattuali nel settore dei servizi di cura. Anomalie che stanno emergendo anche in altri settori

Ricostituire la commissione provinciale di vigilanza sulla cooperazione. È la richiesta che la Cisl di Catania farà alla Prefettura, assieme a Cgil e Uil. Lo annuncia Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, dopo le anomalie segnalate dai lavoratori di alcune cooperative nei trattamenti contrattuali nel settore dei servizi di cura. Anomalie che stanno emergendo anche in altri settori come testimonia la cronaca di questi giorni.

Inoltre – prosegue – è necessario costituire, assieme all’Ispettorato del lavoro, una apposita commissione di verifica sull’utilizzo dei contratti pirata anche in altri settori, dove non abbassano solo la retribuzione o la contribuzione al lavoratore, ma riducono pericolosamente le somme da impiegare sulla sicurezza di cantieri o di attività lavorative di interi settori del lavoro a rischio”.

Secondo il segretario generale della Cisl etnea, “i recenti controlli avviati dalla Città metropolitana, su indicazione della Regione, sulle condizioni applicate ai dipendenti delle cooperative non bastano: occorrono verifiche anche sulla tracciabilità dei pagamenti eseguiti dai datori di lavoro, perché tanti lavoratori subiscono pressioni per attestare situazioni spesso non aderenti alla realtà. E molti, pur di conservare quel poco di occupazione che hanno, non sono propensi a denunciare”.

Per Attanasio, “l’iniziativa della Città metropolitana fa certamente da apripista e andrebbe estesa a tutti i nove distretti socio sanitari di Catania, come modello da riprendere per tutti i Comuni capofila e le amministrazioni comunali che gestiscono ingenti somme provenienti da fondi Pac e Pon. Denunciamo da oltre tre anni il proliferare di contratti-pirata nel settore dei servizi di cura. Si tratta di contratti sottoscritti da sindacati autonomi che stanno generando non solo un vero e proprio dumping economico ma anche l’impoverimento contributivo a migliaia di lavoratrici e lavoratori. Operatori che, paradossalmente, pur essendo contrattualizzati, subiscono la decurtazione del loro stipendio e l’alienazione dei propri diritti, attraverso l’obbligo di firmare contratti di lavoro “pirata”, sottoscritti da pseudo organizzazioni datoriali e sindacati non maggiormente rappresentativi che applicano forme di ribasso delle tabelle contributive non conformi che poi, nell’insieme, finiscono per decurtare ingenti somme di salario ai lavoratori. E come Cisl offriamo fin da ora ai lavoratori interessati l’assistenza dei nostri servizi specializzati, per verificare se abbiano avuto applicato il giusto contratto nazionale di lavoro del settore e se siano state liquidati i giusti emolumenti aggiuntivi previsti dallo stesso contratto e finanziati dagli Enti pubblici committenti. Inoltre, è allo studio l’analisi del fenomeno che è stato rilevato in ambito provinciale e regionale”.


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