Catania, 7mila euro al mese di pizzo a imprenditore: un arresto

Da diversi anni l'imprenditore era costretto a pagare 7mila euro al mese

Nella mattinata del 2 luglio scorso, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, la Polizia di Stato ha tratto in arresto: Massimo Scaglione (classe 1973), pregiudicato, in quanto colto nella flagranza del reato di estorsione, aggravata dall’art. 416-bis.1 c.p., per avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà di cui all’art. 416 bis c.p. e al fine di agevolare e rafforzare l’attività dell’associazione mafiosa denominata clan “Pillera-Puntina”.

L’arresto costituisce l’esito di attività di indagine – anche di carattere tecnico – coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania e delegata alla Squadra Mobile volta a riscontrare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Messina, già appartenente al citato clan mafioso nel quale aveva rivestito una posizione apicale.

Le indagini della sezione Reati contro il Patrimonio “Squadra Antiracket” hanno permesso di accertare la condotta estorsiva commessa dall’arrestato ai danni di un imprenditore locale operante tra l’altro nel settore dei rifiuti, costretto a pagare il pizzo all’associazione mafiosa “Pillera-Puntina”.

E’ emerso, infatti, che da diversi anni l’imprenditore era costretto a pagare 7mila euro al mese, consegnandola a Massimo Scaglione, che si occupava di riscuotere il pizzo per conto della cosca mafiosa. Nel corso delle attività è emerso che il pagamento del pizzo avveniva con modalità ormai definite e subite passivamente dalla stessa vittima senza che vi fossero episodi di violenza o danneggiamento ai suoi danni.  In proposito, le indagini hanno permesso di monitorare diversi pagamenti di denaro, l’ultimo dei quali avvenuto nella mattinata del 2 luglio scorso, quando Scaglione veniva tratto in arresto da personale della “Squadra Antiracket” alla zona industriale, immediatamente dopo la riscossione della somma di 14mila euro in contanti, versata quale pagamento delle due mensilità di giugno e di luglio, la quale era stata occultata all’interno della cassetta di pronto soccorso del furgone sul quale l’indagato viaggiava.

Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato associato alla casa circondariale di  Catania-Bicocca a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nella giornata del 5 luglio scorso, in sede di convalida dell’arresto, il Gip del Tribunale di Catania ha applicato, su conforme richiesta di questo ufficio, la misura della custodia cautelare in carcere nei confrontidi Scaglione.


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