Catania, al Monastero in scena “Foto di squadra”: il musical degli studenti del liceo Spedalieri

Lo spettacolo è il risultato conclusivo del laboratorio teatrale “Parole e Musica”, che festeggia il suo decimo anno di attività

Sabato 13 luglio alle 21, nel cortile del Monastero dei Benedettini, quaranta studenti del Liceo classico statale “Nicola Spedalieri” porteranno in scena “Foto di squadra”, un musical liberamente ispirato a “The Beautiful Game” di Andrew Lloyd Webber. Lo spettacolo – a ingresso libero – è il risultato conclusivo del laboratorio teatrale “Parole e Musica”, che festeggia il suo decimo anno di attività, ideato dalla prof.ssa Emanuela Gutkowski e sostenuto fortemente dalla Dirigente del liceo, Daniela Di Piazza. Il laboratorio teatrale e la regia dello spettacolo sono di Marco Longo, il M° Eugenio Arezzo ha istruito le voci solistiche e corali ed eseguirà le musiche dal vivo.

L’evento – organizzato dal Liceo classico “Nicola Spedalieri” – è inserito nel calendario di eventi “Porte aperte Unict 2019 – L’Università nella città” che fino al 2 agosto propone concerti, proiezioni, spettacoli teatrali e incontri negli edifici storici dell’Università di Catania.

Saranno in scena Alessandra Sicali, Aurelio Mandraffino, Jacopo Failla, Francesco Rosalia, Giordana Parisi, Tiziano Scirè, Monica De Luca, Salvatore Azzia, Riccardo Ruiz, Dario Magnano San Lio, Simona Russotti, Ersilia Munzone tra i protagonisti e un nutrito gruppo che si alterna tra parti corali e performance solistiche creando la cornice entro cui si snodano le vicende: Emilio Sicurella, Paolo Pennisi, Edoardo Barbagallo, Giorgio Lavenia, Felice Scuderi, Martina Amorini, Chiara Barbagallo, Paola Calì, Michela Cicala, Giulia Contarini, Lidia Costa, Agata Valeria Di Prima, Giulia Fisicaro, Monica Giarrusso, Giulia Greco, Martina Mirabile, Irene Mirone, Clarissa Raimondo, Paola Riolo, Stella Saia, Maria Clelia Sciacca, Costanza Silluzio, Maria Alda Zizzo, Matteo Paratore (alla chitarra elettrica) e i piccoli Francesco Rivolo e Antonio Villaggio. Ginevra Ciuni (aiuto-regia), Agnese Maugeri e Roberta Contino (direttrici di scena), costumi di Alessandra Sicali e Giordana Parisi, coreografie di Emanuela Gutkowski e Roberta Contino.

“Ho cercato di far riflettere i nostri allievi su che cosa significhi non essere accettati nella propria comunità, non essere certi di rientrare a casa sani e salvi dopo una serata con gli amici, tremare per la paura di saltare in aria ad ogni angolo di strada… – spiega il regista Marco Longo, docente, diplomato  alla “Umberto Spadaro”, con una ormai lunga serie di esperienze di regia con professionisti e di laboratori con le scuole -. Li ho fatti documentare con film, pagine di storia, reportage. Ho così guidato i quaranta performers, ricchi di tutti questi spunti e di tante impressioni, nel far rivivere la storia di Foto di squadra”.

Sulla tela di fondo i Troubles, i terribili anni ’70 -’90 nell’Irlanda del Nord, in cui i cattolici emarginati danno vita a una guerra civile contro gli inglesi protestanti, una lotta che giorno dopo giorno ha sottratto a un’intera generazione il banale diritto di vivere un “ordinary day”, privo di violenza. “Tra calcio, ragazze e sbronze una manciata di anni nella comunità cattolica dell’Ulster vengono immortalati nella foto di una squadra che non sopravvivrà a quegli eventi turbinosi e sanguinari, lasciando solo la speranza di una nuova epoca di pace”, sottolinea la tutor del progetto, Emanuela Gutkowski, illustrando questo percorso didattico sui terrorismi: “Motivo di costante riflessione per la nostra epoca, ha continuamente fatto leva sulla dimensione privata dell’essere adolescente coniugandola con una riflessione più ampia sulla capacità di accettare l’altro nella sua immancabile e complessa diversità”.

“La storia del recente passato ci ha insegnato che talvolta l’idea di convivenza non è facile da realizzare, ma che ogni tentativo è necessario poiché – come dicono ancora le note di regia – a volte fare squadra con gli altri non aiuta la vittoria del singolo, ma certamente insegna a gareggiare con sana competizione contando su qualcun altro per raggiungere un obiettivo. Quando il gioco comune lascia il passo all’iniziativa individuale tante sono le strade per realizzare quello in cui si crede, non tutte plausibili, alcune estremamente pericolose. Su un così arduo ‘terreno di gioco’ si affrontano i protagonisti di questo musical: vincere una guerra fratricida e sporca, perché fatta di troppi compromessi, o superarla cercando una convivenza pacifica”.


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