Catania, presa banda dedita a furti e rapine: 8 fermi. Anche un poliziotto

Nel corso delle indagini è stato possibile sventare una rapina in appartamento, arrestando, in flagranza di reato, uno dei promotori dell’associazione e il suo complice

Nella mattinata del 5 settembre scorso, in esecuzione del decreto di fermo di indiziato di reato emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania nella stessa data, la Polizia di Stato ha tratto in arresto otto persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere aggravata, operante sul territorio della provincia di Catania, finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, furto, estorsione e rapina.

Il richiamato provvedimento giudiziario accoglie gli esiti di un’attività d’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania e condotta, con la consueta professionalità, dalla Squadra Mobile di Catania, avviata nel mese di giugno 2019, a seguito della consumazione di una serie di furti aggravati con la modalità della “spaccata” e rapine commesse ai danni di esercizi commerciali e aree di servizio del capoluogo.

L’analisi degli episodi delittuosi ha consentito di individuare e, successivamente, monitorare, un’associazione per delinquere che agiva durante le ore notturne, spesso utilizzando autovetture e motocicli provento di furto. In tale contesto, partendo dal pedinamento satellitare di una di queste autovetture, è stato possibile ricostruire l’organigramma dell’associazione, identificandone promotori ed organizzatori, nonché gli altri componenti del sodalizio criminale.

Nel corso dell’indagine, condotta dalla Polizia Di Stato, è stato, altresì, possibile sventare una rapina in appartamento, arrestando, in flagranza di reato, uno dei promotori dell’associazione e il suo complice, all’atto di introdursi all’interno dell’abitazione di due anziani coniugi.

Tra i destinatari del fermo vi è anche un dipendente della Polizia di Stato, ritenuto responsabile della partecipazione all’associazione in questione e di concorso in taluni reati fine. Il 9 settembre 2019, il Gip del Tribunale di Catania ha applicato a tutti i fermati la misura cautelare della custodia cautelare in carcere.


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