Caltagirone, perseguitava l’ex con appostamenti e messaggi vessatori: disposto il divieto di avvicinamento

Nel corso degli anni, gli atti persecutori hanno raggiunto un carattere di abitualità, costringendo la donna a vivere in uno stato di terrore

La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza, a carico di un pregiudicato 33enne, emessa dal Tribunale di Caltagirone, con la quale è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.

Ieri, personale del Commissariato di Caltagirone ha dato esecuzione alla predetta ordinanza poiché l’uomo da diversi anni ha ripetutamente manifestato violenza nei confronti della ex convivente dalla cui ha avuto anche un figlio, impedendogli di sporgere denuncia o di chiedere aiuto a persone della sua famiglia, costringendola quindi a vivere una condizione di perenne sudditanza dal suo “persecutore”.

Nel corso degli anni, gli atti persecutori hanno raggiunto un carattere di abitualità, costringendo la donna a vivere in uno stato di terrore, avallato anche dai numerosi precedenti penali per reati violenti quali: maltrattamenti, lesioni, minacce, resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale, che rappresentano emblematicamente la sua personalità criminale.

Ciò ha indotto la vittima, già dall’anno 2015 a presentare la prima denuncia per tutto ciò che era stata costretta a subire, interrompendo nel contempo la relazione sentimentale. Da quel momento il persecutore ha iniziato, perennemente a molestare l’ex compagna con appostamenti sotto casa, e messaggi vessatori sui social networks e per ultimo il patito danneggiamento della sua autovettura.

Pertanto, tenuto conto della personalità dell’indagato, verosimilmente dedito all’utilizzo abituale di sostanze alcoliche e psicotrope, che lo rendono di certo un soggetto instabile, irascibile, incline alla violenza e particolarmente pericoloso per l’incolumità della compagna e dei figli, la Procura della Repubblica di Caltagirone, ha richiesto ed ottenuto dal Tribunale, segnatamente dal Giudice per le indagini preliminari, l’emissione dell’Ordinanza predetta.


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