Catania, carcere Bicocca: vietato varcare la prima portineria con l’arma d’ordinanza. Uilpa “grave rischio”

L’esponente sindacale sottolinea la necessità di una linea unitaria attraverso “un’azione uniformante che può essere impressa solo dal Provveditorato regionale”

La direzione della Casa circondariale Bicocca, a Catania, ha vietato a tutto il personale di Polizia Penitenziaria di varcare la prima portineria della struttura con l’arma di ordinanza.

Un ordine di servizio, emesso nel giugno scorso, fortemente stigmatizzato da Armando Algozzino, commissario nazionale della Uilpa Polizia Penitenziaria, che, in una nota trasmessa anche alla questura e alla Prefettura di Catania, chiede un incontro urgente al provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria.

Un fatto gravissimo – spiega Algozzino entrando nei dettagli – anche perché il divieto è esteso alle unità in servizio al Nucleo Traduzioni Piantonamenti: i locali di quest’ultimo si trovano infatti al di là della prima portineria ma fuori dal muro di cinta dove ha inizio l’area detentiva vera e propria. Si tratta di un divieto che contrasta apertamente con il principio di sicurezza che deve prevalere su qualsiasi altra necessità all’interno dell’Istituto. È lecito semmai affermare che un simile ordine di servizio mette a rischio l’intero sistema della sicurezza nella struttura, poiché il personale impiegato nel Nucleo Traduzioni e Piantonamenti svolge le mansioni istituzionali che gli vengono demandate nelle quali è insito il principio dell’operatività, garantito anche e soprattutto dall’arma di ordinanza, che assicura una prontezza di intervento a fronte di emergenze legate a potenziali attacchi esterni e a possibili tentativi di evasione o, ancora, a servizi propri del Nucleo stesso che necessitano di essere espletati con la massima urgenza”.

Entrando nel merito delle attività svolte dai Nuclei posti all’esterno degli Istituti in tutta la Sicilia, l’esponente sindacale sottolinea la necessità di una linea unitaria attraverso “un’azione uniformante che può essere impressa solo dal provveditorato regionale”.

“Occorre tenere inoltre in considerazione – aggiunge – la posizione periferica dell’Istituto, inserito in un contesto territoriale che necessita di un supplemento di sicurezza proprio per via del relativo isolamento che lo caratterizza”.

Una condizione di gravità estrema che, come riferisce Algozzino, non ha ricevuto, a oggi, alcun segnale di attenzione malgrado gli interventi della  segreteria regionale e di quelle  provinciali; lo stesso commissario nazionale, nei mesi scorsi, aveva più volte puntato l’indice contro le criticità dell’Istituto, dove il personale in servizio non può neppure beneficiare di uno spaccio, un servizio di certo utile anche alla luce della posizione decentrata.

Anche la mensa è in condizioni critiche. “Le zanzare infestano l’ambiente – afferma Algozzino – compromesso già dalla presenza di tubi di scarico in prossimità dei luoghi dove si consumano i pasti, una condizione incompatibile con le più elementari nozioni di salubrità e benessere dei lavoratori”.

Per il prossimo 31 ottobre, è già fissato un sit in dinanzi alla Casa Circondariale “per riaccendere i riflettori – conclude Algozzino – su una situazione davvero insostenibile che compromette la sicurezza del personale e della collettività intera: se la manifestazione non dovesse sortire gli effetti sperati, la Uilpa Polizia penitenziaria metterà in atto ulteriori iniziative di protesta sino a quando i giusti correttivi non saranno introdotti”.


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