Gravina, in manette sette perone affiliate al clan Santapaola-Ercolano. Le foto degli arrestati

Non solo estorsioni a tre farmacie di Mascalucia. Stavano per commettere l'omicidio dell'affiliato a un gruppo malavitoso rivale, sarebbe stato, infatti, nei piani dei sette arrestati dai carabinieri in provincia di Catania

Il 14 marzo 2018, all’esito di articolata attività investigativa è stata data esecuzione a un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica del Tribunale di Catania nei confronti di sette 7 persone indagate per il delitto di estorsione pluriaggravata in concorso, con l’aggravante di avere agito con metodo “mafioso” e al fine di agevolare il clan Santapaola-Ercolano.

Il 15 marzo 2018 il Gip di Catania, ritenuta la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico sia delle 7 persone fermate sia di un ulteriore indagato che era già detenuto per altra causa, ha applicato a tutti la custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento di fermo è stato eseguito dai Carabinieri della compagnia di Gravina di Catania, nei confronti di soggetti che operavano e risiedevano nel comune di Mascalucia e territori limitrofi, e ha riguardato soggetti affiliati o comunque vicini al clan “Santapaola-Ercolano”.

Grazie a un continuo monitoraggio delle organizzazioni criminali di tipo mafioso operanti nella provincia etnea, i militari dell’Arma sono riusciti a liberare gli ennesimi imprenditori dalla morsa del pizzo. Le vittime, titolari di tre farmacie di Mascalucia, da oltre 10 anni erano obbligate a pagare, con la minaccia di gravi ritorsioni, una somma annuale di mille euro per ciascuna farmacia. I militari dell’Arma, all’esito di servizi di intercettazione effettuati assieme a una serie di pedinamenti e servizi di osservazione, sono riusciti a fare emergere la responsabilità degli arrestati, che è stata poi confermata anche dalle dichiarazioni delle stesse vittime.

Alla luce delle risultanze investigative, la Procura Distrettuale di Catania disponeva il fermo degli indagati, ravvisando la necessità e urgenza di agire sia perché dalla conversazioni intercettate emergeva il proposito di taluno degli indagati di fuggire all’estero avendo percepito il fatto di essere oggetto di attenzione investigativa, sia perché gli stessi soggetti si stavano organizzando al fine di porre in essere un’azione violenta nei confronti di un altro soggetto.

Tutti gli arrestati, come disposto dall’autorità giudiziaria, sono stati accompagnati nel carcere di Catania Bicocca.

Di seguito l’elenco degli indagati ai quali è stata applicata dal Gip la misura della custodia in carcere: Fabio Cantone, nato a Catania il 24 giugno 1987; Rosario Cantone, nato a Mascalucia (CT) il 18 giugno 1956; Alfio Carciotto, nato a Catania il 30 ottobre 1961; Antonio Carciotto, nato a Catania il 28 dicembre 1991; Salvatore Mazzaglia, nato a Nicolosi (CT) il 29 maggio 1957; Salvatore Puglisi, nato a Legnano (MI) il 30 novembre 1979; Salvatore Tiralongo, nato a Catania il 04 giugno 1975 e Giuseppe Puglisi, nato a Catania il 24 luglio 1986, già detenuto per altra causa alla Casa circondariale di Catania-Bicocca.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo