Catania, spara al meccanico che ha riparato lo scooter della figlia. Arrestato a Brucoli dopo latitanza

Alfio Sanfilippo, detto "u carruzzeri", disattendendo le prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, si rendeva irreperibile

Il 17 luglio 2018, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso il 26 giugno 2018 dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, nei confronti di: Alfio Sanfilippo (cl. 1966) detto “u carruzzeri”, pregiudicato, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, in quanto gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio, con l’aggravante di avere agito con premeditazione e di aver commesso il fatto per motivi abietti o futili, nonché detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da sparo.

La misura cautelare compendia gli esiti delle indagini, anche di tipo tecnico, condotte dalla Squadra Mobile – Sezione Reati contro la Persona a seguito del tentato omicidio di un meccanico, incensurato, attinto nel primo pomeriggio del 23 giugno, da un colpo d’arma da fuoco.

La vittima veniva accompagnata al Pronto Soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele, ddove i sanitari, dopo avere riscontrato una ferita penetrante all’emotorace sinistro – addome arto superiore sinistro, lo sottoponevano a un intervento chirurgico, dichiarando la prognosi riservata.

Le immediate indagini coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica e condotte dal personale della Sezione Reati contro la Persona, permettevano di individuare il luogo teatro del fatto di sangue in via De Lorenzo, nel rione di San Cristoforo, nei pressi dell’officina meccanica di riparazione motocicli gestita dalla vittima.

Invero, in sede di sopralluogo, eseguito unitamente a personale del locale Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, nei pressi della citata officina meccanica venivano rilevate e repertate tracce di sostanza ematica.

Contestualmente venivano sentiti a sommarie informazioni la guardia particolare giurata in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele, il soggetto che aveva accompagnato il giovane meccanico in ospedale e i familiari della vittima.

Gli uomini della Mobile effettuavano un’attenta ricognizione dei luoghi in cui accertavano che nel locus commissi delicti non vi erano sistemi di video-sorveglianza rilevandone, tuttavia, uno collocato in via De Lorenzo, a poca distanza dall’officina meccanica della vittima, le cui immagini  risultavano di rilevante valore probatorio.

In particolare, dalla visione delle immagini, alle 15.01, lungo via De Lorenzo in direzione del luogo teatro del delitto, si notava transitare un individuo, indossante una camicia di colore blu e un paio di pantaloni lunghi tipo jeans con simil scuciture di colore chiaro, poco sopra entrambe le ginocchia, con un borsello a tracolla, a bordo di una bicicletta di colore scuro, con portapacchi anteriore e borse laterali di colore nero.

Il soggetto veniva riconosciuto dagli uomini della Mobile per Alfio Sanfilippo, pregiudicato, ritenuto esponente della cosca Cappello-Bonaccorsi.

L’8 aprile 2010 Alfio Safilippo era stato tratto in arresto dalla Squadra Mobile per favoreggiamento personale, aggravato dall’art.7 L.203/91, essendo stato trovato insieme con il noto Sebastiano Lo Giudice (cl. 1977), detto Ianu ‘u carteddu”, latitante. Inoltre, il 24 novembre 2015, Sanfilippo è stato tratto in arresto nell’ambito dell’operazione Revenge 5 condotta dalla Squadra Mobile, su delega della Dda di Catania, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa il 17 novembre 2015 dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di 37 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (cosca Cappello-Bonaccorsi), associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio delle medesime,  reati in materia di armi, con l’aggravante di cui all’art.7 L.203/91.

In effetti, da un’attenta visione delle immagini si rilevava che il soggetto in bici era seguito da un giovane viaggiante a bordo di uno scooter SH 150, di colore bianco, intestato alla figlia di Alfio Sanfilippo.

Dalle immagini si notava Alfio Sanfilippo, il quale, durante il tragitto, teneva una mano all’interno della tracolla, come a impugnare un’arma da fuoco.

Trascorso un breve lasso di tempo, due soggetti transitavano nuovamente, facendo il percorso inverso, rilevandosi come Alfio Sanfilippo, a bordo della medesima bicicletta tenesse, sempre, la mano sinistra alla cintola.

Considerate le circostanze di tempo e di luogo, personale della Squadra Mobile si recava nell’abitazione di Alfio Sanfilippo a San Cristoforo, dove veniva eseguita una perquisizione domiciliare.

L’uomo veniva trovato all’interno della camera da letto dove si avvertiva un intenso profumo, che evidenziava come il predetto si fosse lavato da poco, evidentemente per tentare di eliminare i residui dello sparo.

Sul terrazzo dell’abitazione, venivano rilevati diversi capi di abbigliamento stesi ad asciugare, insieme con un borsello di colore blu ancora gocciolante. Tra questi, gli uomini della Mobile rinvenivano un paio di jeans, una camicia e un borsello perfettamente coincidenti con l’abbigliamento indossato dal soggetto che transitava da via De Lorenzo in bicicletta, pertanto i citati effetti personali venivano repertati da personale del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica.

L’attività di ricerca delle prove proseguiva, con l’ausilio di unità Cinofile, in una stalla-deposito sita nel rione San Cristoforo, nella disponibilità di Alfio Sanfilippo.

In detto luogo, venivano rinvenuti e sequestrati 4 bossoli  cal. 38 e una bicicletta elettrica di colore grigio scuro, con portapacchi anteriore e borse laterali di colore nero, corrispondente a quella condotta da Alfio Sanfilippo, riprodotta nei fotogrammi.

Ultimata la perquisizione, Sanfilippo veniva accompagnato nei locali del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica, dove veniva sottoposto a prelievo dei residui dello sparo, c. d. tampon-kit.

Le indagini permettevano di appurare che, la mattina del 23 giugno, nell’officina di riparazione motocicli della vittima si era verificata una violenta lite tra il genero di Alfio Sanfilippo, che vi si era recato per riparare lo scooter della moglie, e il giovane meccanico.

La discussione, che verteva sulla riparazione di una forcella del motociclo, si faceva sempre più accesa, fin quando i due venivano alle mani. Il genero di Sanfilippo aveva la peggio riportando una ferita alla testa.

La circostanza della lite nell’officina veniva confermata dalla figlia e dal genero di Sanfilippo il quale, in effetti, presentava una ferita lacero-contusa alla testa.

La figlia, in particolare, precisava di avere informato i genitori del diverbio e delle percosse subite dal marito.

Nel corso delle indagini emergeva che, alle 15 circa del pomeriggio, nell’officina meccanica in cui si trovava la vittima, sopraggiungeva un uomo viaggiante a bordo di una bicicletta di colore scuro, il quale, dopo avere schiaffeggiato il meccanico, alla sua reazione, estraeva dalla cintola una pistola ed esplodeva al suo indirizzo quattro colpi, uno solo dei quali andato a segno.

Alfio Sanfilippo, detto “u carruzzeri”, disattendendo le prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, si rendeva irreperibile.

Alla luce degli univoci e concordanti indizi di colpevolezza raccolti a suo carico, il 26 giugno 2018 la Procura Distrettuale della Repubblica, emetteva decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Alfio Sanfilippo.

La mattina del 17 luglio, dopo intensi giorni di ricerche in cui era stata fatta terra bruciata intorno al fuggitivo, gli uomini della Sezione Reati contro la Persona lo rintracciavano a Brucoli – frazione di Augusta (SR), nei pressi della locale casa di reclusione dove stava per costituirsi.

Espletate le formalità di rito, Alfio Sanfilippo è stato associato al carcere di Siracusa –  contrada Cavadonna.

Nella giornata di ieri 20 luglio, in sede di convalida del fermo, il G.I.P. del Tribunale di Siracusa ha disposto la custodia cautelare in carcere.


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