Catania, una joint venture della droga con le cosche ‘ndrine: 21 arresti

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania hanno evidenziato l’esistenza di due distinti gruppi dediti all'attività di traffico di stupefacenti, disvelando vere e proprie joint venture criminali tra narcotrafficanti catanesi con esponenti delle ‘ndrine calabresi per l’approvvigionamento di cocaina e con soggetti palermitani per l’acquisto di marijuana

Su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha in corso di esecuzione un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di 21 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, nonchè detenzione ai fini di spaccio delle medesime sostanze.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Catania hanno evidenziato l’esistenza di due distinti gruppi dediti all’attività di traffico di stupefacenti, disvelando vere e proprie joint venture criminali tra narcotrafficanti catanesi con esponenti delle ‘ndrine calabresi per l’approvvigionamento di cocaina e con soggetti palermitani per l’acquisto di marijuana.

Dalle prime ore del mattino odierno, in esito ad indagini coordinate dalla Procura Distrettuale di Catania, Direzione Distrettuale Antimafia, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa in data 27 marzo 2019 dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di 21 persone, traendo in arresto: Carmelo Scilio (cl.1974), pregiudicato; Gaetano Coppola (cl.1967), pregiudicato; Antonio Mangano (cl.1977), inteso “Tony”, pregiudicato, già detenuto per altra causa; Vincenzo Lo Gatto (cl.1981), pregiudicato; Domenico Prestia (cl.1970), pregiudicato;Davide Marchese (cl.1977), pregiudicato, già detenuto per altra causa; Salvatore Anastasi (cl.1951), pregiudicato; Domenico Mammoliti (cl.1968), pregiudicato; Francesco Mammoliti (cl.1973), pregiudicato; Gaetano Mirabella (cl.1951), inteso “Tano Cipudda”, pregiudicato, già detenuto per altra causa; Alessandro Tomaselli (cl. 1976), pregiudicato, già detenuto per altra causa; Mario Narduzzi (cl. 1979), pregiudicato; nei confronti dei quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Massimiliano Anastasi (cl. 1979), pregiudicato, già sottoposto agli arresti domiciliari; Giovanni Mirabella (cl.1980), inteso “Johnny”, pregiudicato, già detenuto per altra causa; Giorgio Freni (cl.1965), pregiudicato; Giuseppe Cardaciotto (cl.1989), pregiudicato; Domenico Pellegrino (cl.1971), pregiudicato, già detenuto per altra causa; Vincenzo Scarfone (cl. 1981), pregiudicato, già detenuto per altra causa; Salvatore Minore (cl.1984), pregiudicato; Salvatore De Simone (cl. 1983), pregiudicato; nei confronti dei quali è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.

Ritenuti tutti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio delle medesime sostanze.

La misura cautelare accoglie gli esiti di indagini di tipo tecnico coordinate dalla Procura Distrettuale – D.D.A. – di Catania, e condotte dalla Squadra Mobile – Sezione Antidroga nell’arco temporale ottobre 2015 – giugno 2016, dalle quali è emersa l’esistenza di due distinti gruppi dediti all’attività di traffico di stupefacenti, disvelando l’esistenza di vere e proprie joint venture criminali tra narcotrafficanti catanesi ed esponenti delle ‘ndrine calabresi per l’approvvigionamento di cocaina e con soggetti palermitani per l’acquisto di marijuana.

In particolare, le indagini tecniche ed i sistemi di video-sorveglianza installati nei pressi dell’abitazione di Carmelo Scilio, ubicata nel rione di San Giovanni Galermo, consentivano di accertare l’esistenza di un gruppo organizzato operante nel settore del narcotraffico che aveva come base logistica l’abitazione del predetto.

Contestualmente, le telecamere collocate nei pressi dell’abitazione di Salvatore Anastasi, ubicata nel rione di Monte Po’, registravano il coinvolgimento di questi e del figlio Massimiliano Anastasi, coinvolti in un articolato traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, in parte alimentato dagli stessi fornitori della compagine facente capo a Scilio.

La struttura organizzata da quest’ultimo, al quale è contestato il ruolo di promotore ed organizzatore, costituiva una vera e propria associazione caratterizzata da un’attività stabile e continuativa con fornitori e acquirenti abituali.

Carmelo Scilio, collaborato da Davide Marchese, Antonio Mangano e Gaetano Coppola, addetti quest’ultimi alle vendite al dettaglio della sostanza stupefacente che prelevavano dall’abitazione di Scilio per distribuirla ai vari acquirenti del gruppo, poteva fare affidamento sulle forniture di cocaina garantite per il trasporto e recapito da due soggetti di Vibo Valentia, Vincenzo Lo Gatto e Domenico Prestia, per conto di altri fornitori calabresi non identificati.

Per quanto concerne l’acquisto di marijuana, Scilio faceva stabile riferimento all’area palermitana, prendendo contatti con i fornitori di Partinico (PA), Salvatore Minore e Salvatore De Simone.

Dalle intercettazioni emergeva che Scilio aveva importanti acquirenti identificati per Mario Narduzzi e Alessandro Tomaselli, al quale vendeva marijuana in ingenti quantità, talvolta acquistata su commissione dai predetti fornitori di Partinico (PA).

Gaetano Coppola e Davide Marchese organizzavano il trasporto dello stupefacente, avvalendosi di corriere che, da Partinico (PA), giungeva a Catania nell’abitazione di Carmelo Scilio.

Le indagini svolte nei confronti di Salvatore Anastati, del figlio Massimiliano, di Gaetano Mirabella e del di lui figlio Giovanni, facevano emergere che il rifornimento di stupefacente del tipo cocaina era garantito dai fratelli calabresi Domenico e Francesco Mammoliti, dell’omonima cosca di San Luca (RC), intesa “Fischiante”, i quali delegavano le consegne a vari corrieri calabresi, tra cui Domenico Pellegrino, Vincenzo Scarfone e Giuseppe Cardaciotto.

Lo stupefacente era consegnato direttamente presso l’abitazione di Salvatore Anastasi e ritirato dallo stesso o da correi appositamente delegati.

Le indagini tecniche, non disgiunte da attività di p,g. di tipo tradizionale, facevano emergere punti di collegamento tra il gruppo di Scilio e gli Anastasi: quest’ultimi risultavano i referenti dei fratelli Mammoliti la cui presenza presso l’abitazione degli Anastasi veniva riscontrata in distinte circostanze.

Nel corso dell’attività di indagine, a riscontro dell’illecito traffico, venivano effettuati arresti e sequestri di stupefacenti, di cui si riportano i più significativi:

Il 22 marzo 2016, personale del Commissariato P.S. di Mazara del Vallo (TP), su indicazione della Procura etnea, traeva in arresto Aldo Ferro (cl.1969), di Mazara Del Vallo (TP), perché responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente essendo stato trovato in possesso di 50 grammi di cocaina.

Il 31 maggio 2016, personale del Distaccamento di Polizia Stradale di Catenanuova (EN), sempre su indicazione degli inquirenti di Catania, traeva in arresto Alfredo Fischetti (cl.1970). Ad esito di perquisizione all’interno del veicolo sul quale viaggiava veniva rinvenuti e sequestrati un chilogrammo di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

Gli arrestati sono stati associati nella Casa circondariale di Catania – Bicocca e piazza Lanza, Roma, Locri (RC) e Vibo Valentia. Alla fase esecutiva ha partecipato personale delle Squadre Mobili di Roma, Palermo, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Trapani.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo