Le mani del clan sulle barche da diporto: 31 arresti fra Catania e Messina

L’investigazione, denominata operazione “Isola Bella”, ha disvelato l’operatività di un’agguerrita compagine criminale mafiosa, quella dei Cintorino, collegata alla famiglia mafiosa catanese dei Cappello

Su delega della Procura della Repubblica, i Finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania, supportati dai colleghi della compagnia di Taormina, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (Scico) e con il Reparto Operativo Aeronavale di Palermo (Roan), hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Catania nei confronti di 31 persone (26 in carcere e 5 agli arresti domiciliari) indagate, in concorso, per associazione a delinquere di tipo mafioso nonché per estorsioni, trasferimento fraudolento di valori, intestazione fittizia, usura, rapina, associazione finalizzata al narcotraffico, detenzione e spaccio di stupefacenti, tutti reati aggravati dalle finalità mafiose.

Destinatari della custodia cautelare in carcere sono:

  1. Pasqualino Bonaccorsi (Catania, 28/10/1983), associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti;
  2. Agnese Brucato (Catania, 23/02/1969), associazione a delinquere di tipo mafioso;
  3. Domenico Calabrò (Taormina, 20/02/1995), traffico di sostanze stupefacenti;
  4. Fortunato Cicirello (Catania, 03/08/1969), associazione a delinquere di tipo mafioso;
  5. Giuseppe D’Arrigo traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
  6. Gaetano Di Bella (Catania, 27/09/1960) associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e usura con aggravante “mafiosa”;
  7. Rosario Pietro Paolo Di Stefano (Catania, 29/06/1960), associazione a delinquere di tipo mafioso;
  8. Luigi Franco (Taormina, 12/09/1988) associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
  9. Gaetano Grillo (Catania, 01/12/1968), associazione a delinquere di tipo mafioso;
  10. Giuseppe Leo (Taormina, 06/10/1985), traffico di sostanze stupefacenti;
  11. Salvatore Leonardi (Castiglione di Sicilia, 02/01/1968), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, intestazione fittizia di beni con aggravante “mafiosa”;
  12. Silvestro Macrì (Taormina, 19/11/1989), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
  13. Giuseppe Messina (Taormina, 16/02/1983), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, con aggravante “mafiosa”;
  14. Mario Moscatt (Catania, 18/08/1955), spaccio di sostanze stupefacenti, usura con aggravante “mafiosa”;
  15. Paolo Muzzio (Catania, 04/12/1975), rapina;
  16. Antonio Pace (Catania, 20/08/1989), associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione con aggravante “mafiosa”;
  17. Giuseppe Pace (Catania, 01/04/1988), associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione con aggravante “mafiosa”;
  18. Mario Pace (Catania, 06/11/1959), associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione con aggravante “mafiosa”;
  19. Francesco Pistorio (Catania, 22/10/1980), spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
  20. Carmelo Porto (Catania, 03/10/1957), associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione con aggravante “mafiosa”;
  21. Francesco Porto (Catania, 15/12/1991), rapina;
  22. Rino Marcello Rocco (Centuripe, 16/01/1959), associazione a delinquere di tipo mafioso, spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
  23. Gaetano Scalora (Calatabiano, 25/02/1963), associazione a delinquere di tipo mafioso;
  24. Damiano Sciacca (Taormina, 20/10/1986), spaccio di sostanze stupefacenti, con aggravante “mafiosa”;
  25. Emanuele Sorrentino (Salerno, 19/03/1973), associazione a delinquere di tipo mafioso, rapina, usura;
  26. Sebastiano Trovato (Calatabiano, 07/02/1953) associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione con aggravante “mafiosa”.

Destinatari della misura degli arresti domiciliari

  1. Carmelo Bonaccorsi (Taormina, 01/08/1976), spaccio di sostanze stupefacenti;
  2. Arianna Cardillo (Taormina, 20/02/1996), spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
  3. Emmanuela Colosi (Taormina, 30/04/1983), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
  4. Francesca Colosi (Taormina, 30/04/1983), traffico e spaccio di sostanze stupefacenti con aggravante “mafiosa”;
  5. Giuseppe Timpanaro (Catania, 24/07/1961), estorsione con aggravante “mafiosa”.

Con il medesimo provvedimento giudiziario, è stato sottoposto a sequestro preventivo finalizzato alla confisca (anche per sproporzione) un patrimonio societario di pertinenza del clan Cappello – Cintorino nonché dei Santapaola – Ercolano per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro, rappresentato da una società di noleggio di acquascooter, un bar e un lido balneare, a Giardini Naxos, nonché una ditta attiva “nella preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno”.

Attività economiche di Salvatore Leonardi (“Turi do Mitogio”).

  1. Luxuryjet – Sky Srl, partita Iva 03460310836, avente a oggetto il “noleggio di acquascooter” e il noleggio senza equipaggio di imbarcazioni da diporto, con sede a Giardini Naxos (ME), in via Bruderi 4, attiva dal 6 aprile 2017, ultimo volume d’affari dichiarato anno 2017  18mila euro, valore commerciale di 100mila euro.
  2. Leonardi Scavi Srls, partita Iva 05248170879, avente a oggetto “attività di edilizia in genere per conto proprio o altrui”, con sede a Castiglione di Sicilia in via Comunale 60, costituita dal 28 gennaio 2015 (inattiva), ultimo volume d’affari dichiarato anno 2017 13mila euro, valore commerciale di 100mila euro.
  3. Lido Recanatidi Nicola D’Angelo, partita Iva 02541550832, avente a oggetto “gestione di stabilimenti balneari”, con domicilio fiscale a Giardini Naxos, in via Umberto 17 e sede di esercizio a Giardini Naxos in contrada Pietre Nere 15, inizio attività dal 23 settembre 2003, ultimo volume d’affari dichiarato anno 2017  50mila euro, valore commerciale di 500mila euro.

Attività economiche di Carmelo Porto

  1. D.I. Porto Salvatore, partita Iva 05606490877, esercente l’attività di “gelateria e pasticcerie”, domicilio fiscale a Calatabiano, in traversa I di via Pirato 18 e sede e luogo di esercizio a Giardini Naxos, in via Consolare Valeria 90, inizio attività dal 2 febbraio 2019, ultimo volume d’affari dichiarato non disponibile, valore commerciale di 500mila euro.

L’investigazione, denominata operazione “Isola Bella” (dal nome della nota località turistica oggetto delle mire affaristiche dei clan mafiosi), condotta dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania (Gico), con il contributo investigativo della compagnia della Guardia di Finanza di Riposto e il supporto, per i riscontri nel territorio messinese, della compagnia della Guardia di Finanza di Taormina, su coordinamento della Procura distrettuale, ha disvelato l’operatività di un’agguerrita compagine criminale mafiosa, quella dei Cintorino, collegata alla famiglia mafiosa catanese dei Cappello.

Le indagini (che sono state attivate e curate in una prima fase dalla compagnia della Guardia di Finanza di Riposto) attestano come il clan Cintorino sia particolarmente radicato e attivo nella propria “roccaforte” storica di Calatabiano e opera ancora sotto l’egida di Mario Pace, storico componente del clan Cappello già condannato all’ergastolo che, durante i permessi premio, organizzava “summit”, dava disposizione e ribadiva la propria egemonia nel sodalizio. Così Carmelo Porto (principale referente del gruppo), nel riferire alla compagna l’esito di uno di tali incontri, riportava quanto detto da Mario Pace: “Io vi ammazzo, dicci a Mario e Carmelo Spinella a Calatabiano comando io, Mario Pace; trent’anni fà io ho fatto Calatabiano, e io comando lì, neanche Nino, Nino ha il 41, fagli fare il 41 io ho fatto le discussioni, Calatabiano e Giardini ci sono io”.

Figura apicale del clan Cintorino è Carmelo Porto che riveste il ruolo di reggente fino alla scarcerazione di altro esponente storico: Salvatore Trovato, il quale, dopo circa un ventennio di detenzione, recuperava le redini del gruppo. Figura di grande spessore emersa dalle attività è quella di Gaetano Di Bella, soggetto incensurato che fa da tramite tra la famiglia catanese dei Cappello e Carmelo Porto. Le indagini hanno fatto emergere numerose vicende estorsive perpetrate dal sodalizio, emblematiche del radicato controllo territoriale operato dai Cintorino a Calatabiano.

Altra fonte significativa di introiti per il clan Cintorino è rappresentata dal traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), in relazione al quale è stata tracciata l’esistenza di plurimi e stabili canali di rifornimento, che hanno permesso al clan Cintorino di superare i “danni” causati dai sequestri operati dalla Guardia di Finanza nel corso delle indagini (kg. 1 di cocaina, kg. 1,5 di hashish e kg. 1 di marijuana).

Non mancano, infine, episodi di usura particolarmente gravi, con tassi di interesse che variano dal 120% al 450% annuale.

Il clan ha dimostrato di saper affiancare alle classiche attività estorsive, di usura e di spaccio di stupefacenti, la concreta propensione a insinuarsi tra le iniziative imprenditoriali più redditizie e visibili del territorio di competenza, con particolari proiezioni nel territorio della provincia di Messina, come Giardini di Naxos e Taormina, località particolarmente appetibili, sia per il controllo delle attività turistiche, sia per investire i proventi illeciti in attività imprenditoriali riconducibili al clan. Particolarmente significativo delle mire espansionistiche nelle citate località, è il tratto della conversazione tra Di Bella e il suo interlocutore Marcello Rocco (anche questi destinatario di misura cautelare):

Di Bella: “ma tu devi stare a Taormina…!
Rocco: “Quanto ci stanno i Carabinieri a sapere le cose..?”
Di Bella: “eeee lo so, però c’è Taormina, c’è…!
Rocco: “Naxos…!”
Di Bella: “c’è tutto un giro va…!
Rocco: “Taormina, Giardini, certo Letojanni…!”
Di Bella: “eeeeh il guro c’è ed è grande…!”.

Si accertava, così, che, oramai da anni, le escursioni turistiche effettuate da piccoli imprenditori, nel tratto di mare destro e sinistro antistante l’Isola Bella di Taormina, con barche da diporto, erano oggetto di pesanti infiltrazioni mafiose. Gli esercenti l’attività di noleggio di mezzi di trasporto marittimo, operanti nel famoso specchio d’acqua erano, infatti, costretti a “cedere” quotidianamente una parte dei loro guadagni. Detta attività era condivisa con esponenti della famiglia Santapaola -Ercolano, il cui referente in loco era Salvatore Leonardi. Le indagini acclarano infatti che, in relazione al business delle attività turistiche, tra i due sodalizi era stato raggiunto un patto per la spartizione dei proventi ed, al fine di evitare contrasti nel corso della stagione turistica estiva, che avrebbero “nuociuto” agli affari, Di Bella e Trovato (dietro le direttive di Mario Pace e il controllo operato dai figli Antonio e Giuseppe Pace, che eseguivano sopralluoghi e ‘rendicontavano’ al padre Mario durante i colloqui in carcere) insieme con “Turi” Leonardi, siglavano un accordo in ragione del quale avrebbero diviso gli incassi (e anche le spese) in tre parti, una per i mafiosi del clan Cappello – Cintorino, una per il clan Santapaola – Ercolano e una terza per gli imprenditori estorti.

Il controllo delle attività è radicale, anche la sostituzione di un’imbarcazione in avaria non poteva essere disposta dall’imprenditore estorto se non previa autorizzazione del sodalizio mafioso di riferimento. In alcune circostanze, non mancavano esplicite minacce degli estortori a danno delle imprese: nello specifico, era Salvatore Leonardi a paventare l’affondamento delle imbarcazioni qualora il patto di spartizione degli introiti non fosse stato rispettato come concordato tra i due clan rivali.

Il giro di affari era notevole, così, Di Bella e Pasqualino Bonaccorsi (anch’egli affiliato al clan Cintorino), effettuando una stima dei profitti realizzabili attraverso il controllo delle imbarcazioni, per la stagione estiva, prevedevano di introitare, in media, 20mila euro al giorno da dividere in tre parti.

L’espansione territoriale verso le suddette località turistiche si manifesta anche attraverso progetti imprenditoriali particolarmente ambiziosi: quello di aprire attività commerciali, intestate a soggetti terzi incensurati, reimpiegando in tal modo capitali di illecita provenienza. La realizzazione di tali progetti imprenditoriali è alla base dei sequestri operati a carico della società di noleggio acquascooter, del lido Recanati beach e del Bar “Etoile”, queste ultime due attività ubicate a Giardini di Naxos.

La corposa investigazione della Guardia di Finanza di Catania, diretta da questa Procura distrettuale, ha disvelato l’allarmante radicamento mafioso nel tessuto economico-imprenditoriale-sociale dei territori di Calatabiano e Giardini Naxos; un’infiltrazione subdola e perniciosa che soffocava il libero esercizio di imprese inquinando il settore turistico, prioritario per la locale economia.


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