Catania, Ufficio distrettuale dell’esecuzione penale esterna, la Uilpa denuncia precarietà organizzativa

Il segretario generale Armando Algozzino lancia l’allarme: "a rischio l’attività"

L’Udepe (Ufficio distrettuale dell’esecuzione penale esterna) di Catania versa in stato di grave abbandono a causa dell’esiguità del personale e dei deficit organizzativi.

A denunciarlo, in una nota, è Armando Algozzino, segretario generale della Uil Pubblica Amministrazione di Catania, che mette nero su bianco le criticità che affliggono l’Ufficio, caratterizzato anche da locali inadeguati sotto il profilo del benessere e della salubrità degli ambienti.

Al centro dell’attenzione sindacale, anche i disagi collegati al fenomeno dello stress lavoro correlato che riguarda i dipendenti: ben cinquemila sono gli interventi che l’Ufficio, in condizioni di precarietà ed esiguità di risorse materiali, strutturali e umane, ha dovuto gestire .

“I lavoratori – si legge nella nota – sono costretti ad affrontare emergenze quotidiane con insostenibili risvolti psico – fisici e anche economici”.

Nello specifico, la Uil Pubblica amministrazione di Catania punta il dito contro i carichi di lavoro eccessivi che riguardano principalmente i dipendenti funzionari dei Servizi sociali e amministrativi e di Polizia Penitenziaria.

“Il lavoro che i funzionari svolgono nel territorio dell’intera provincia di Catania – precisa Algozzino – è supportato da un’unica auto di servizio e da una sola unità di Polizia Penitenziaria con la qualifica di autista: l’assegnazione del mezzo si è ridotta a settanta – ottanta giorni, per sei o al massimo sette ore per ciascuna unità e ciò comporta un raggruppamento forzato degli interventi, che diminuiscono progressivamente sia sotto il profilo dei tempi che della qualità”.

“Davvero inaccettabile – scrive il segretario generale – che l’unico agente di Polizia Penitenziaria con funzioni di autista, sia costretto ad operare in tutta la provincia catanese, senza la possibilità di un interscambio di designazione del territorio da coprire, né di sostituzione alcuna in caso di assenza dello stesso: una precarietà organizzativa che la Uilpa non può più accettare”.

“L’Amministrazione penitenziaria – chiarisce l’esponente sindacale – ha siglato un decreto che riguarda le attività da effettuare, con funzioni di Commissariati di Polizia Penitenziaria,  con la magistratura di sorveglianza: oggi però ci sono solo tre unità in servizio ovvero un ispettore superiore sostituto commissario, un ispettore capo e un agente che spesso diventa autista”.

“Molte cose non funzionano, poiché le vetture sono tutte intestate alla Polizia Penitenziaria a disposizione del Servizio sociale, pertanto anche impiegando autisti civili – spiega ancora – occorre prendere auto in leasing civili: quando si fa un decreto legge, occorrerebbero lungimiranza e certezza sulle unità da impiegare negli Uepe di tutta Italia, attualmente centodiciotto”.

Il sindacato chiede pertanto di conoscere se l’organico con compiti di autista sarà integrato.

In tema di carenza di personale, Algozzino esprime inoltre perplessità in merito alla dotazione organica degli uffici e sul rinnovo, a oggi incerto, dei contratti a termine degli esperti di Servizio sociale.

Un’altra criticità sulla quale il sindacato chiede di intervenire riguarda gli ambienti di lavoro e la loro sicurezza: secondo Algozzino, i locali sarebbero inadeguati e privi di spazi operativi e vitali e necessiterebbero di manutenzione, anche per compensare lo stress termico provocato da infissi ormai usurati e datati e privi di isolamento.

Inoltre, l’assenza di stanze adibite a ricevere l’utenza provocherebbe disagi tra i dipendenti: ciascun funzionario può usufruire di uno locale per i colloqui per sole quattro ore settimanali.

“Alcuni lavoratori – aggiunge Algozzino – non dispongono neppure di una scrivania né di computers e sono costretti a peregrinare alla ricerca di una postazione”.

“Alla luce del percorso di riorganizzazione degli Uepe in itinerere – conclude l’esponente sindacale – e in prospettiva dell’introduzione dei Nuclei di Polizia Penitenziaria, chiediamo l’immediato intervento degli Organi superiori affichè si adottino tutti gli interventi necessari e immediati per espletare il lavoro dell’Ufficio la cui attività rischia di arrestarsi”.


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