Catania, eseguita ordinanza di misura cautelare: 6 persone in manette

Cinque sono ritenuti responsabili di tentata estorsione aggravata, illecita concorrenza con minaccia e violenza e lesioni personali, uno, invece, è stato ritenuto responsabile di furto aggravato

Nella mattinata del 7 novembre, la Polizia di Stato ha dato esecuzione, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa il 29 ottobre 2019 dal Gip del Tribunale di Catania, nei confronti di:

  1. Giuseppe Spampinato (classe 1972), al quale è stata applicata la custodia in carcere;
  2. Nunzio Spampinato (classe 1945), al quale sono stati applicati gli arresti domiciliari;
  3. Enrico Desi (classe 1972), al quale sono stati applicati gli arresti domiciliari;
  4. Isaia Di Fini (classe 1975), al quale sono stati applicati gli arresti domiciliari;
  5. Fabio Leonardi (classe 1977), al quale sono stati applicati gli arresti domiciliari;
  6. Rosario D’Urso (classe 1967), al quale è stato applicato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

I primi cinque sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra loro, del reato di tentata estorsione aggravata, illecita concorrenza con minaccia e violenza e lesioni personali, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis. 1 c.p., per averli commessi avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche di un’associazione mafiosa. Rosario D’Urso, invece, è stato ritenuto responsabile di furto aggravato.

Il provvedimento restrittivo compendia gli esiti dell’attività di indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania e condotta dalla Squadra Mobile – Squadra Antiestorsioni, in ordine ad una serie di condotte criminose, caratterizzate dal metodo mafioso, e finalizzate ad alterare il regime concorrenziale del settore dello street food.

Gli indagati, infatti, forti dei legati con ambienti della criminalità organizzata locale, imponevano – mediante violenza fisica e intimidazione – al titolare di un camion attrezzato per la vendita dei panini, la corresponsione di somme di denaro per poter continuare l’attività commerciale o, in alternativa, la cessazione immediata dell’attività di vendita al pubblico, così da garantirsi il controllo delle attività economiche nel richiamato settore.


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