Un rating per le imprese della filiera agroalimentare. Focus a Catania sul nuovo regolamento Ue

Le novità sono tante e riguardano anche l’estensione e le differenti modalità dei controlli

Sarà assegnato un rating a tutte le imprese che operano nella filiera agroalimentare a seguito del nuovo regolamento Ue 625/2017 di prossima applicazione. Il rating, che sarà pubblico, permetterà anche ai consumatori di individuare le imprese che operano nel modo migliore, distinguendole da quelle che invece necessitano di miglioramenti. E’ la novità più importante introdotta dal nuovo regolamento che è stato illustrato a Catania durante il focus regionale sulla sicurezza alimentare promosso da CoFood insieme a Spirax Sarco e Nippon Gases Rivoira, con il patrocinio della Federazione nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Sicilia e Sardegna ed in collaborazione con Certiquality.

Ma le novità sono tante e riguardano anche l’estensione e le differenti modalità dei controlli. Asp, Nas, ispettori antifrode potranno infatti intervenire con poteri più incisivi anche rispetto alle scelte imprenditoriali attuate e alle linee di produzione in azienda, imponendo se necessario una diversa riorganizzazione. Inoltre il nuovo regolamento disciplina l’intero settore agroalimentare, a partire dal benessere animale per arrivare fino al prodotto che va sulle tavole dei consumatori, mettendo in correlazione qualsiasi operatore che incide sulla filiera agroalimentare, compresi i produttori di materiali e oggetti a contatto con gli alimenti (moca).

Durante l’approfondimento tecnico e giuridico è stato l’avvocato Andrea Iurato di CoFood a soffermarsi su questi aspetti spiegando che il “rating che sarà assegnato alle imprese, non dovrà essere visto come un limite ma come un’opportunità ulteriore in quanto sarà una classificazione di merito delle aziende e di tutti coloro che sono coinvolti nella filiera, dal piccolo agricoltore fino alla grande distribuzione. Se verranno accertate delle non conformità il rating si abbasserà e dunque le imprese dovranno impegnarsi a migliorare considerato che il consumatore potrà sempre avere piena conoscenza del punteggio assegnato e di conseguenza potrà orientare le proprie scelte. Grazie ad adeguate azioni di consulenza, sia tecnica che giuridica, le imprese potranno adoperarsi per mettere in campo tutti gli strumenti che le potranno aiutare a migliorare e a salire nel rating”.

E in quest’ottica una mano arriva dalla certificazione di qualità che è già un punto di partenza per l’adeguata garanzia di standard qualitativi da rispettare, come ha sottolineato la dottoressa Stefania Romeo di Certiquality Catania. Si è scesi nel dettaglio dell’applicazione del nuovo regolamento sviluppando l’analisi su due esempi come il vapore pulito utilizzato nell’industria alimentare a contatto indiretto o diretto con l’alimento (ad esempio per pastorizzare le conserve o per la produzione di crocchette per animali) e l’atmosfera modificata (ad esempio le miscele di gas per migliorare la conservabilità dei prodotti confezionati) con casi studio illustrati dall’ingegnere Emanuele Tomasi di Spirax Sarco e dai dottori Carmen Giuliano e Giuseppe Polverino di Nippon Gases Rivoira Gas. E sulla necessità di sviluppare corretti processi produttivi in base alle nuove norme, si è soffermato anche il dott. Enzo Marcone dell’Asp Catania evidenziando le nuove modalità di controllo disposte dal nuovo regolamento europeo che, in verità, non ha ancora precise norme attuative da parte del Ministero competente e della Regione Siciliana. E’ stato trattato dalla dottoressa Daniela Maria Aita, consigliere nazionale della Federazione nazionale degli ordini dei Chimici e dei Fisici, anche un aspetto fondamentale come quello dell’accuratezza del dato analitico a supporto dei controlli analitici. Infine Claudio Torrisi, presidente del Centro Studi Chimica, Sviluppo e Ambiente di Catania così come Antonella Geraci per l’ordine dei tecnologi alimentari e Daniela Maria Aita per l’ordine dei chimici e dei fisici, hanno evidenziato l’importanza della sinergia tra le professioni per offrire la massima sicurezza alla filiera alimentare e al tempo stesso ai consumatori, dando la possibilità alle imprese di crescere e migliorare la propria attività.


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