Appalto rifiuti a Catania, per la Cgil “al prossimo bando mantenere i livelli occupazionali e stabilizzare i precari”

Dopo la gara deserta il sindacato chiede che vengano inseriti alcuni "imprescindibili  contenuti" nella prossima fase di gara o di affidamento alle aziende

La Cgil  e la FP Cgil di Catania si dichiarano “ancora una volta preoccupati” per la gara d’appalto comunale di raccolta rifiuti andata deserta, e chiedono che vengano inseriti alcuni “imprescindibili  contenuti” nella prossima fase di gara o di affidamento alle aziende.

Il segretario generale della Camera del lavoro Giacomo Rota, il segretario generale della FP Cgil di Catania Turi Cubito  e il coordinatore del Dipartimento Igiene ambientale di Cgil Catania e coordinatore regionale Fp Cgil, Alfio Leonardi, in una nota congiunta segnalano “la necessità di mantenere i livelli occupazionali sia per gli assunti a tempo indeterminato che per i lavoratori ancora precari, ovviamente nel pieno rispetto dei contratti collettivi. Ma anche la necessità di stabilizzare i precari che, nel tempo, ne hanno pienamente maturato il diritto“.
A proposito di questi ultimi, la Cgil chiede il rispetto degli accordi sottoscritti all’Ufficio provinciale del Lavoro e nel contempo non manca di sottolineare “l’inefficacia del servizio di raccolta dei rifiuti in questi anni a Catania, suddiviso in quattro aree, che è stato purtroppo accompagnato da incongruenze nelle più recenti buste paga dei 778 lavoratori“.
La città non si merita sporcizia e caos, ma una gestione prima di tutto normale della pulizia cittadina, e di certo decorosa come si conviene ad una metropoli moderna. Resteremo sempre a fianco dei lavoratori“.
Rota, Cubito e Leonardi inoltre chiedono all’amministrazione comunale ed alla Prefettura “il massimo della vigilanza contro ogni possibile ingerenza della malavita e dei suoi interessi economici in servizi come quello della raccolta rifiuti, estremamente costosi“.
L’auspicio del sindacato è che Catania possa finalmente beneficiare di un servizio di raccolta di buon livello, trasparente e in grado di assicurare anche una buona comunicazione tra le aziende che lo espletano, ma soprattutto soddisfacente per i lavoratori.


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