Duplice omicidio alla Piana di Catania: confermato l’arresto del proprietario del fondo

Secondo quanto dichiarato agli inquirenti i tre uomini avrebbero intimorito Sallemi con minacce di morte che lo avrebbero condotto a sparare

La Polizia di Stato su delega della Procura Distrettuale di Catania e della Procura della Repubblica di Siracusa, ha dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso ieri, 10 febbraio 2020 a carico di Giuseppe Sallemi (cl. 1978), poiché gravemente indiziato degli omicidi volontari di Massimiliano Nunzio Casella (cl. 1973) e di Vincenzo Agatino Saraniti (cl. 2001), del tentato omicidio di Gregorio Signorelli (cl. 1984) nonché del porto illegale in luogo pubblico di arma da fuoco.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso sulla base di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania e dalla Procura della Repubblica di Siracusa ed eseguite dalla Squadra Mobile – Sezione Reati contro la Persona di Catania e Siracusa, avviate la notte tra il 9 e il 10 febbraio scorso a seguito del ferimento di Gregorio, Signorelli attinto all’addome e al braccio sinistro da colpi di fucile.

Nell’occorso, il personale della Squadra Mobile di Catania si è recato al Pronto soccorso dell’ospedale “Garibaldi Centro” dove è giunto Signorelli accompagnato da un conoscente.

Da una prima ricostruzione dei fatti, gli investigatori hanno compreso che l’episodio delittuoso è avvenuto nelle campagne tra Scordia e Lentini, dove la vittima ha posto in essere un’attività predatoria di agrumi con la complicità di altri due autori.

Tale ipotesi è stata suffragata dal successivo rinvenimento, in contrada San Giovanni – agro di Lentini, dei corpi privi di vita di Casella e di Saraniti, attinti, anch’essi, da colpi di fucile, il cui sopralluogo è stato curato ed eseguito dal Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Catania.

In tale contesto, nonché dai conseguenti accertamenti e approfondimenti investigativi, la Squadra Mobile di Catania ha prontamente individuato l’omicida in Giuseppe Sallemi, dedito alle attività di vigilanza dei fondi agricoli e titolare di una licenza per porto di fucile a uso caccia.

L’assassino è stato pertanto intercettato all’interno della sua abitazione di Scordia, dove deteneva un fucile marca Bernardelli calibro 12 che è stato sottoposto a sequestro, e condotto negli uffici della Squadra Mobile di Catania.

In tale sede Sallemi ha rilasciato spontanee dichiarazioni autoindizianti confessando di avere esploso col proprio fucile, nel corso della serata precedente, diversi colpi all’indirizzo di tre soggetti da lui sorpresied inseguiti al fine di impedire la sottrazione definitiva delle arance che avevano trafugato.

A dire di Sallemi, la propria condotta sarebbe avvenuta in quanto gli uomini lo avrebbero intimorito con minacce di morte e avrebbe pertanto sparato verso di loro a una distanza di circa 15 metri per allontanarli.

Sallemi ha poi confermato le proprie dichiarazioni in sede d’interrogatorio reso alla presenza dei sostituti procuratori della Repubblica di Catania e di Siracusa e del proprio difensore di fiducia.

Alla luce di quanto esposto, al termine dell’interrogatorio, sulla base del quadro probatorio acquisito, le autorità giudiziarie hanno emesso il decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Sallemi Giuseppe, il quale, dopo le formalità di rito, è stato associato alla locale casa circondariale di “Piazza Lanza”.

Ieri, a esito dell’udienza di convalida del giorno precedente, ritenendo la sussistenza della gravità indiziaria, il Gip del Tribunale di Catania ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Sallemi per i reati ascrittigli dichiarando la competenza territoriale del Gip del Tribunale di Siracusa.

Sono in corso ulteriori accertamenti investigativi mirati a far luce sul movente e sull’esatta dinamica dei fatti descritti da Sallemi anche in ragione degli accertamenti esperiti dai medici-legali che da una preliminare analisi esterna hanno rilevato che i colpi risultano esplosi a distanza ravvicinata.


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