Catania, ripensare la PA: successo per la prima lezione della Scuola di Formazione Politica per il Bene Comune

Un dibattito a più voci, animato da docenti universitari e dirigenti, sul futuro del Paese a partire dal rinnovamento della Pubblica Amministrazione

Alla presenza di una platea eterogenea che ha superato le 100 persone, fatta di giovani studenti e professionisti provenienti dai più disparati ambiti, ha seguito la prima lezione della Scuola di Formazione Politica per il Bene Comune promossa a Catania dalla Fondazione Sussidiarietà e dall’Associazione Futurlab, svoltasi al Camplus Catania. Il corso è realizzato con il patrocinio dell’Assessorato all’Economia della Regione Siciliana, la collaborazione di ANCI Sicilia, della Fondazione Francesco Ventorino e del Camplus Catania e il contributo del Caseificio Bompietro, main sponsor, del Dr. Marco Russo, consulente finanziario e di Antorà.

A introdurre i lavori sono stati il dott. Antonio La Ferrara (Associazione Futurlab) e il professor Salvatore Ingrassia (Fondazione Sussidiarietà), i quali hanno spiegato come la Scuola si prefigga per la sua seconda edizione di proseguire quanto iniziato lo scorso anno: creare consapevolezza sui processi politici ed istituzionali in atto e formare una classe dirigente in grado di operare, avendo le competenze e gli strumenti culturali, per assumere le decisioni politiche volte alla costruzione del bene comune.

Per i saluti istituzionali sono poi intervenuti il prof. Antonio Terrasi (delegato del Rettore dell’Università di Catania) e l’assessore comunale Michele Cristaldi (in rappresentanza del Sindaco di Catania). Il vicepresidente della Regione, Gaetano Armao ha inviato un videomessaggio.

Successivamente si è entrati nel vivo del tema dell’incontro, moderato dal prof. Fabrizio Tigano (Università di Catania) e intitolato “Una Pubblica Amministrazione per il Sud prossimo venturo tra realismo e utopia”.

«Oggi – ha spiegato Claudio De Vincenti, Ordinario di Economia Politica dell’Università La Sapienza e già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – abbiamo colto un’occasione preziosa per riflettere insieme non solo sui motivi per cui molte volte la Pubblica Amministrazione finisce per costituire quasi un elemento di blocco, che frena la spesa dei fondi pubblici, ma anche su un tema generale che riguarda tutti i cittadini. È necessario che la PA sia in grado realmente di essere a sostegno delle forze vive del Mezzogiorno».

Come conseguire questi risultati? «Più che di trasformazioni – ha spiegato Francesco Tufarelli, Dirigente Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – la Pubblica Amministrazione ha oggi bisogno di un consolidamento. È necessario rinforzarla nei suoi principi cardine, definiti dagli articoli 97 e 98 della Costituzione, attualizzandoli mediante la digitalizzazione, l’informazione, l’aggiornamento. Altro punto nodale sarà una ridefinizione dei rapporti con la politica: è importante fissare i punti di “chi fa cosa”, perché è evidente che negli anni abbiamo fatto un po’ di confusione».

Per Carlo Mochi Sismondi, Presidente di FORUM PA, invece, sono quattro le direttrici da seguire. «Innanzitutto – ha spiegato – è necessario che i servizi della PA siano organizzati sulla base dei bisogni dei cittadini. Secondo aspetto riguarda l’investimento sulle persone, mediante un rinnovamento del personale che passi da attività di mentoring e formazione. Il terzo punto riguarda la geografia della Pubblica Amministrazione: bisogna mettere ordine in un quadro complesso e diversificato. Ultimo punto, ma non per importanza: pensare alla trasformazione digitale come “metamorfosi” e non come “cambiamento”. Sarà necessario formare i vertici apicali delle amministrazioni a un pensiero strategico su questa trasformazione e utilizzare nuovi strumenti per comprenderla».

Il prossimo appuntamento è previsto per il 20 marzo e avrà come titolo “Il sistema degli Enti locali tra vecchie criticità e un nuovo approccio manageriale”. Interverranno Mario Emanuele Alvano, Antonio Meola, Litterio Lipari; modererà Luigi Scrofani.


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