Catania, sensori del progetto “Mediwarn” a supporto della gestione dell’emergenza Covid-19

Dodici già installati all’Ospedale San Marco di Catania, 10 nell’unità operativa di Malattie infettive

Anche i sensori del progetto di ricerca “MEDIWARN – Virtual Biosensor for Medical Warning Precursors” a supporto nella gestione dell’emergenza Covid-19 nell’Ospedale “San Marco” di Catania individuato dall’assessorato regionale alla Sanità come “Presidio COVID”.

«Ben 10 dei 12 sensori acquistati tramite il progetto Mediwarn sono utilizzati all’interno dell’Unità operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale “San Marco” di Catania dove i pazienti infetti e sintomatici per malattia virale Covid sono isolati in stanze a pressione negativa e quindi con accesso limitato da parte del personale infermieristico – spiega il dott. Salvatore Nicosia, direttore UOC Anestesia e Rianimazione II dell’Azienda ospedaliera-universitaria “Policlinico” di Catania -. L’elaborazione col sistema NEWS da parte del sensore dell’indice di gravità dei parametri vitali forniti permette di intercettarne il deterioramento precocemente consentendo al Sistema di gestione dell’Emergenza Intra-Ospedaliero (MET Medical Emergency Team già attivo al S. Marco dal Servizio di Anestesia e Rianimazione) di attivarsi su una pre-valutazione oggettiva».

«I sensori sviluppati nell’ambito del progetto MEDIWARN forniscono un valido strumento di supporto a tutti gli operatori sanitari impegnati 24 ore su 24 nella gestione delle emergenze al fine di poter individuare, con un certo margine di anticipo, l’evoluzione clinica di ciascun paziente monitorato» spiega il prof. Rosario Sinatra dell’Università di Catania, collaborato dal dott. Salvatore Nicosia del “Policlinico” di Catania e dal prof. Godfrey Laferla, direttore della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Malta.

«Gli altri due sensori sono usati in altre unità operative in cui sono ricoverati pazienti, anche non Covid, ma le cui criticità cliniche necessitino di una rilevazione costante dei parametri vitali – aggiunge il dott. Nicosia -. L’acquisizione di questa risorsa tecnologica si sta dimostrando già di grande utilità pratica. Tutti i parametri registrati dai sensori per singolo paziente saranno oggetto di studio per le finalità della ricerca Mediwarn».

Il progetto europeo, finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera INTERREG V-A Italia Malta 2014-2020, vede l’Università di Catania come capofila del partenariato composto da Mater Dei Hospital – Università di Malta e dal “Policlinico” di Catania e propone un sistema tecnologicamente all’avanguardia in grado di fornire elevati standard assistenziali ai pazienti ricoverati nei reparti ospedalieri.

«Grazie al biosensore virtuale – spiega il prof. Rosario Sinatra dell’Università di Catania – è possibile effettuare un monitoraggio costante dei parametri vitali (battito cardiaco, frequenza respiratoria, pressione sanguigna, saturazione d’ossigeno e temperatura) ed è in grado di predire eventuali alterazioni dello stato di salute dei pazienti».

Nell’ambito del progetto sono state acquistate 23 unità di monitoraggio di ultimissima generazione: 12 monitor per l’Ospedale “San Marco” di Catania, 10 per l’Ospedale Mater Dei di Malta e un monitor per la sede dell’Università di Catania al fine di effettuare i test di laboratorio.

«Oggi più che mai, a seguito della rapida diffusione del Covid-19, che vede l’Italia al secondo posto come numero di contagi, e un sistema sanitario quasi al collasso, disporre di strumenti all’avanguardia per il monitoraggio delle condizioni cliniche dei pazienti rappresenta sicuramente un valore aggiunto per le strutture sanitarie» aggiunge il prof. Sinatra.


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