Catania, traffico di armi e droga, colpiti due clan: 25 in manette

A finire nella rete dei militari della Guardia di Finanza anche il cantante neomelodico "Graziano", all'anagrafe Alfio Giuseppe Maggiore

Su delega della Procura della Repubblica etnea, i Finanzieri del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale etneo nei confronti di 25 persone (21 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) indagate, a vario titolo, per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana, hashish e “crack”) aggravata dalla finalità di agevolare il clan mafioso “Santapaola-Ercolano” e dalla detenzione di armi. Contestualmente, è stato eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione (art.240 bis C.P.) di una ditta individuale per un complessivo valore di 200 mila euro.

L’investigazione condotta dal Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria di Catania e coordinata dalla Procura Distrettuale etnea, è convenzionalmente denominata operazione “Shoes” per l’utilizzo, tra le tante, quali parole convenzionali, di noti brand di scarpe per comunicare i quantitativi di droga da movimentare.

La meticolosa indagine dei Finanzieri del Gico di Catania (Gruppo Operativo Antidroga, Goa), consentiva di pervenire, tra gennaio 2017 e novembre 2018, a ripetuti riscontri dell’operatività di molteplici gruppi criminali organizzati (catanesi riforniti da formazioni criminali campane, albanesi, calabresi e laziali) attraverso l’arresto in flagranza per traffico di stupefacenti di 6 persone (artt. 73 e 80, D.P.R. 309/90) e al contestuale sequestro, in più frangenti, di oltre 4 kg di cocaina, 52 kg di marijuana e 25 kg circa di hashish. Gli stupefacenti sequestrati, destinati al mercato della Sicilia orientale, avrebbero fruttato alle strutturate compagini criminali etnee proventi per 2,5 milioni di euro.

Nel dettaglio, l’indagine dei Finanzieri del Gico di Catania trae la sua origine dallo sviluppo diretto delle evidenze emerse in un distinto procedimento penale (operazione “Stop and go”, Guardia di Finanza Catania) che portò, nel maggio 2019, all’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari in carcere emessa dal Gip del Tribunale etneo nei confronti di 16 persone espressione di due distinte compagini associative, aventi la loro base operativa a Catania con ramificazioni attive in Italia (Torino, Siena e Reggio Calabria) e all’estero (Spagna e Sud America).

L’operazione “Shoes” di oggi, ha permesso di tracciare con dovizia i traffici criminali condotti da due associazioni armate finalizzate al traffico di stupefacenti, una delle quali operativa anche allo scopo di agevolare Cosa Nostra etnea (gruppo criminale “ottantapalmi” poi assorbito dai “Nizza”) tramite la destinazione di parte dei proventi illeciti alle famiglie dei detenuti.

Il primo sodalizio era capeggiato da Giuseppe Vasta (cl.1988), già noto alle cronache giudiziarie per essere stato arrestato, nel quartiere Zia Lisa, con 1,3 kg di cocaina celata tra salumi nonché per la detenzione illegale di un’arma clandestina e munizioni; Vasta rappresentava, nell’operazione “Stop and go”, uno dei principali collettori di rilevanti quantitativi di hashish ed eroina forniti dai fratelli Maggiore: Alfio Giuseppe (cl. 1988) detto “Graziano” (cantante neomelodico catanese noto per i suoi pezzi in napoletano), Giuseppe e Orazio Valentino, per essere poi rivenduti all’ingrosso ai fornitori di piazze di spaccio nei quartieri catanesi di Librino, San Cristoforo e Villaggio Sant’Agata. Tra il gennaio e il giugno 2017, Giuseppe Vasta, soprannominato “Bakù” dai fornitori partenopei in onore di una nota piazza di spaccio di Scampia (chalet Bakù), promuoveva e dirigeva l’associazione attraverso la collaborazione del succitato “Graziano” Maggiore, dei suoi cognati Agatino Maurizio Ventimiglia (cl. 1974) e Giovanni Papa (cl. 1973), di Cristoforo Crisafulli (cl. 1983) detto “Cristian”, i quali curavano sia la fase di reperimento ed acquisto dello stupefacente dai fornitori che quella successiva di vendita nel territorio di Catania. Anche durante il periodo di detenzione in carcere, Vasta, come palesato in alcune delle conversazioni telefoniche intercettate, per il tramite della consorte, impartiva precise direttive per la prosecuzione dei suoi illeciti traffici.

Il gruppo “Vasta” si approvvigionava stabilmente, mediante collaudati sistemi di comunicazione tesi a eludere anche eventuali intercettazioni telefoniche in atto, dalle seguenti formazioni criminali:

  • un sodalizio operante a Castellammare di Stabia (Na) per la fornitura di cocaina, costituita da Catello Gargiulo (cl. 1974) detto “Nello Marijuana”, Maurizio Vitale (cl. 1987), Fortunato Vitale (cl. 1973) e Antonio Pane, (cl. 1987); quest’ultimo, oggi ristretto agli arresti domiciliari, è stato arrestato in flagranza di reato (nell’aprile del 2017) all’uscita dal casello autostradale di Acireale quando, dopo l’intimazione dell’alt imposto dalla pattuglia dei Finanzieri operanti, provava a celare, lanciandoli dal finestrino del veicolo di cui era alla guida, due involucri scuri contenenti 2 kg di cocaina. Altro arresto in flagranza e contestuale sequestro di 2 kg di cocaina, concreta evidenza dell’operatività della rodata catena di fornitura, avveniva nel luglio del 2017, presso il casello autostradale di San Gregorio di Catania, quando uno dei corrieri dell’organizzazione veniva sorpreso a trasportare in un “doppio fondo” di un’autovettura il prezioso carico;
  • un secondo canale di fornitori, stanziati tra Scordia e Militello in Val di Catania, era rappresentato da Carmelo Straniero (cl. 1971), Giovanni Nicolò Straniero (cl. 1991) e Gaetano Dammone Sessa (cl. 1989), trafficanti di marijuana. Nel settembre 2017, sulla strada provinciale 69 direzione Catania, a riscontro dell’operatività del citato gruppo di fornitori a favore del sodalizio capeggiato da Vasta, è stato arrestato in flagranza un corriere catanese che trasportava oltre 10 kg di marijuana nascosti nel portabagagli di un’autovettura presa a noleggio;
  • un’ulteriore catena fornitrice aveva la sua base logistica nel Lazio ed era rappresentata da due soggetti di nazionalità albanese – Klodian Shkrela (cl. 1984) e Rodolf Sotiri, (cl. 1975) – che assieme a Salvatore Catania (cl. 1983) trasportavano a beneficio degli uomini di Vasta rilevanti quantitativi di marijuana e hashish. Due le operazioni di riscontro concluse, su questo fronte, dai Finanzieri del Nucleo Pef di Catania: nel settembre del 2018, al casello autostradale di San Gregorio di Catania, 5 arresto di un responsabile e sequestro di 25 kg circa di hashish occultati a bordo di un autoarticolato tra pedane e bancali di legno; a fine novembre del 2018, arresto di 2 corrieri catanesi e sequestro di 42 kg di marijuana rintracciata nel bagagliaio della loro autovettura fermata all’uscita dell’autostrada Messina-Catania;
  • ulteriore formidabile attività di riscontro della disponibilità di armi da parte del Gruppo “Vasta” veniva messa a segno nel settembre del 2017, quando, i Finanzieri del Gico, nel quartiere di San Berillo Nuovo (in corso Indipendenza, Catania), traevano in arresto 2 soggetti in possesso di un arsenale costituito da un fucile mitragliatore ak 47 kalashnikov, 3 revolver, 1 pistola semiautomatica e circa 500 cartucce di vario calibro, alcuni passamontagna e oltre un chilo di marijuana.

Il secondo focus investigativo dell’operazione “Shoes” era rappresentato dall’associazione armata capeggiata da Sebastiano Sozzi (cl. 1982), detto “Davide”, promotore e coordinatore di un’attività di spaccio di stupefacenti nel territorio di Catania, il quale si procurava cocaina e “crack” da fornitori catanesi e calabresi e gestiva la lucrosa attività unitamente alla moglie Silvana Mirabella (cl. 1980) incaricata della contabilità dei crediti vantati nei confronti degli acquirenti e della suddivisione in dosi. Altri sodali del gruppo “Sozzi”, tutti destinatari dell’odierna misura cautelare, erano Francesca Patrocelli (cl. 1985), con il ruolo di magazziniere, Antonino Mirko Guglielmino (cl. 1992), detto “Nino Coccolino”, organizzatore della fiorente piazza di spaccio di via Alogna (Quartiere San Cristoforo, Catania), Salvatore Amato (cl.1998), Roberto Spampinato (cl. 1971), Antonino Fuselli (cl. 1974) e Angelo Cristofaro (cl. 1957) con lo specifico ruolo di “broker” nell’acquisizione e rivendita all’ingrosso e al dettaglio degli stupefacenti oltreché di recupero di eventuali crediti da forniture di stupefacenti scaduti e non saldati. Al sodalizio prendevano parte anche Angelo Pasqualino (cl. 1982), detto “Angelo il palermitano”, e Maurizio Valenti (cl. 1974), quali stabili fornitori.

I proventi del traffico di stupefacenti, oltre che essere ripartiti tra gli affiliati in relazione alle mansioni svolte, erano destinati da Sozzi anche alle famiglie di alcuni affiliati in carcere del gruppo mafioso catanese di cui questi, per sua stessa ammissione, faceva parte, ovvero il clan “Santapaola – gruppo Nizza”. Numerose le conversazioni intercettate nelle quali Sozzi, contrariato dalla gestione non adeguatamente redditizia della succitata via Alogna da parte di Guglielmino e successivamente preoccupato per il suo arresto avvenuto nel febbraio del 2018 per spaccio di cocaina, palesava la necessità di affidare la piazza a soggetti in grado di garantire introiti superiori anche per sostenere adeguatamente le famiglie dei detenuti i quali, all’atto della loro carcerazione, avevano in Sozzi riposto la fiducia affidandogli il controllo delle loro piazze. Tra questi detenuti figuravano, tra gli altri, Salvatore Amato (cl. 1955), detto “Turi Amato”, storico esponente di spicco del clan Santapaola, reggente del gruppo “Ottantapalmi”, coniugato con Grazia Santapaola (cl. 1957) cugina di primo grado del boss “Nitto” Santapaola; Alfio Amato (cl. 1980), figlio dei predetti, anch’egli esponente di rilevo del clan Santapaola e Francesco Scuderi, detto “Niculitto”, genero dei coniugi Amato-Santapaola. “Turi” Amato, storico capo del gruppo degli “Ottantapalmi”, aveva gestito, tra le altre, la piazza di via Alogna e i ricavi dello spaccio erano sempre stati destinati dagli Amato al mantenimento dei detenuti del gruppo ed alla cassa comune del clan mafioso.

Gli odierni provvedimenti cautelari sono completati dall’esecuzione della misura reale del sequestro preventivo finalizzato alla confisca di sproporzione adottata nei confronti di Giuseppe Vasta della ditta Individuale Isabella Giuffrida, denominata “Bar Rocher”, avente la sua sede d’esercizio a Catania in via Acquicella, attività intrapresa nel gennaio del 2018.

Nell’ultimo decennio, il nucleo familiare di Vasta ha conseguito e dichiarato un reddito complessivo di circa 6 mila euro assolutamente non adeguato a fronteggiare le spese sostenute in ragione delle quali viene in rilievo una complessiva sproporzione di circa 350mila euro rappresentata dagli specialisti delle Fiamme Gialle quale prima significativa traccia dell’avvenuta immissione nel circuito legale di capitali di illecita provenienza.

ELENCO SOGGETTI DESTINATARI DELLA MISURA CAUTELARE

CUSTODIE IN CARCERE

  1. Salvatore Amato, nato a Catania l’11 giugno 1998;
  2. Salvatore Catania, nato a Catania il 27 ottobre 1983;
  3. Cristoforo Crisafulli, nato a Catania il 12 aprile 1983;
  4. Gaetano Dammone Sessa, nato a Catania il 9 ottobre 1989;
  5. Antonino Fuselli, nato a Catania il 4 luglio 1974;
  6. Catello Gargiulo, nato a Castellammare di Stabia (Na) il 28 giugno 1974;
  7. Antonino Mirko Guglielmino, nato a Catania il 7 maggio 1992; già recluso al la casa circondariale di Catania Bicocca;
  8. Alfio Giuseppe Maggiore, nato a Catania il 2 luglio 1988;
  9. Silvana Mirabella, nata a Catania il 2 gennaio 1980;
  10. Giovanni Papa, nato a Riposto (Ct) il 4 giugno 1973;
  11. Angelo Pasqualino, nato a Catania il 15 novembre 1982;
  12. Klodian Shkrela, nato in Albania il 15 maggio 1984;
  13. Rodolf Sotiri, nato in Albania (EE) il 3 marzo 1975, alias Rudolf Sotiri (Albania 3 marzo 1975), alias Elton Agalliu (Albania 23 settembre 1974);
  14. Sebastiano Sozzi, nato a Catania l’1 luglio 1982;
  15. Roberto Spampinato, nato a Catania il 30 settembre 1971;
  16. Giovanni Nicolò Straniero, nato a Catania il 6 dicembre 1991;
  17. Maurizio Valenti, nato a Catania l’11 febbraio 1974;
  18. Giuseppe Vasta, nato a Catania il 13 gennaio 1988; già recluso nella casa circondariale di Agrigento;
  19. Agatino Maurizio Ventimiglia, nato a Catania il 15 dicembre 1974;
  20. Fortunato Vitale, nato a Castellammare di Stabia (Na) l’8 giugno 1973;
  21. Maurizio Vitale, nato a Castellammare di Stabia (Na) il 27 giugno 1987.

ARRESTI DOMICILIARI

  1. Cristofaro Angelo Fuselli, nato a Catania il 2 ottobre 1957; già recluso alla casa circondariale di Augusta;
  2. Antonio Pane, nato a Castellammare di Stabia (N) il 5 marzo 1987;
  3. Francesca Patrocelli, nata a Catania il 6 agosto 1985;
  4. Carmelo Straniero, nato a Militello in Val di Catania (Ct) il 9 maggio 1971.


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