Covid, errori di calcolo e dati che “non si incrociano”: i malati in Sicilia sarebbero meno della metà

Ad affermarlo, in un'intervista al Giornale di Sicilia, è Bruno Cacopardo, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive dell'ospedale Garibaldi di Catania

Gli attuali positivi in Sicilia sarebbero meno della metà rispetto ai dati dei bollettini regionali. Ad affermarlo, in un’intervista al Giornale di Sicilia, è Bruno Cacopardo, direttore dell’Unità operativa Malattie infettive dell’ospedale Garibaldi di Catania e membro del Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza epidemiologica istituito dalla Regione.

Secondo Cacopardo a causa di un mero errore di calcolo, gli attuali 805 positivi al covid-19 e i 777 in isolamento domiciliare sono troppi rispetto ai malati di altre Regioni che, dall’inizio dell’epidemia, hanno avuto molti più contagi.

Due i fattori determinanti l’errore secondo l’esperto: il fatto che il numero degli attuali malati non viene aggiornato costantemente, causando così uno sfasamento temporale rispetto ai pazienti reali; e il fatto che molte volte il malato viene conteggiato due volte, dall’Asp e dall’ospedale in cui gli viene fatto il tampone.

In pratica manca il controllo incrociato nei territori. A Catania, ad esempio, i malati attuali secondo quanto riportato dalla Regione sarebbero 397, ma in realtà, secondo Cacopardo, che ha già allertato l’Osservatorio epidemiologico regionale, sono circa 16.


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