Protesta a Catania contro l’assegnazione dell’assessorato ai Beni Culturali e all’identità siciliana alla Lega Nord

In piazza i manifestanti si sono lasciati dandosi appuntamento al 22 settembre

Ieri manifestazione in piazza Università, a Catania, per continuare la protesta contro l’assegnazione dell’assessorato ai Beni Culturali e all’identità siciliana alla Lega Nord da parte di Musumeci. La mobilitazione, promossa dal gruppo Facebook “No Beni Culturali alla Lega Nord – Musumeci dimettiti!”, non sembra volersi fermare e dopo Palermo la protesta si sposta a Catania. Anche qui, tanti giovani e tante bandiere siciliane. I partecipanti ribadiscono che continueranno a mobilitarsi finché la nomina di Samonà non sarà ritirata e Musumeci non si sarà dimesso.

In piazza, questo pomeriggio, è intervenuta Loretta Nicolosi, portavoce per la provincia etnea del gruppo Facebook, che afferma: “la Lega in Sicilia è una nota fortemente stonata: noi siamo arte e cultura, non possiamo sottometterci all’idea che un leghista abbia potere in Sicilia. Non permetteremo che la Lega Nord metta radici nelle nostre terre”.

In piazza si è ricordato quanto fatto nelle ultime settimane: una raccolta firme che ha raggiunto le 40.000 adesioni; assemblee a Palermo, Messina e Catania per organizzare future azioni; un murale dedicato a Franco Scaldati, realizzato all’interno del campus Universitario di Palermo. Ed ancora il tour di Salvini a Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, dove in migliaia l’hanno contestato.

“Questa ennesima giornata di mobilitazione – aggiungono i partecipanti provenienti da diverse zone della Sicilia – accompagnata dall’esecuzione di brani della tradizione siciliana da parte di gruppi locali, ci ricorda che l’identità siciliana (al contrario di quanto sostiene il Presidente Musumeci) c’è e si vede: è quella di un popolo che lotta per la propria terra”.

In piazza i manifestanti si sono lasciati dandosi appuntamento al 22 settembre. In coincidenza con l’anniversario dell’ultimo giorno della rivolta del Sette e Mezzo, noto evento di rivalsa della nostra storia, i siciliani ricorderanno la loro volontà di strappare la loro cultura e la loro identità dalle mani della Lega e del governo regionale.


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