Catania, blitz della Polizia a San Berillo: cinturata l’area. Sanzioni, sequestri, denunce ed espulsioni dal territorio nazionale

Resta alta l'attenzione delle forze dell'ordine all'interno del quartiere nell'ottica del contrasto all'illegalità

#Catania, blitz della Polizia a San Berillo: cinturata l’area

Pubblicato da Catania News su Giovedì 9 luglio 2020

Sin dalle prime ore della giornata di ieri la Polizia di Stato ha eseguito un ulteriore controllo straordinario nel quartiere di San Berillo volto al contrasto allo spaccio di stupefacenti e a tutte le varie forme di illegalità presenti.

Tale zona, come si ricorda, è stata già oggetto di più attività straordinarie da parte della Polizia di Stato, a partire dall’operazione The wall del 29 ottobre 2019 ( su delega della Procura Distrettuale di Catania e in esecuzione di misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Catania a seguito di indagini della squadra mobile catanese, sono stati arrestati 7 extracomunitari, per lo più di etnia gambiana e sottoposti altri 3 ad obblighi di presentazione, in quanto responsabili  della gestione dell’attività di spaccio di sostanza stupefacente del quartiere), fino ai controlli straordinari dello scorso 10 giugno che hanno visto numerosi cittadini extracomunitari identificati e l’arresto di due gambiani per spaccio di droga.

Anche ieri è stato predisposto un mirato e massiccio servizio nel quartiere San Berillo, per dare impulso a nuove iniziative di prevenzione e di repressione dei reati, rispondendo anche a numerose segnalazioni dei cittadini che, con numerosi esposti, avevano segnalato le forme di illegalità presenti.

Anche questa volta, alle operazioni ha partecipato un imponente dispositivo che ha previsto l’impiego di oltre 130 agenti della Polizia di Stato che ha impegnato, oltre al personale della Squadra Mobile etnea, agenti del Commissariato Centrale, degli artificieri e della squadra cinofili dell’Upgsp, del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale e del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica S.O, dell Ufficio Immigrazione, del X Reparto Mobile di Catania e del XII reparto Mobile di Reggio Calabria e, per vigilare da una visuale d’eccezione, un equipaggio del reparto Volo della Polizia di Stato di Palermo, a bordo di un elicottero.

Un dispiegamento di forze che ha permesso di cinturare ed interdire l’area, e di procedere al controllo di numerosi soggetti ed effettuare perquisizioni delle abitazioni usate come dimore, spesso in condizioni igieniche precarie. Per l’occasione, è stata interdetta al traffico parte della via di San Giuliano con pattuglie della Polizia Locale chiamate all’occorrenza.

L’azione autonoma della Polizia di Stato s’incardina pienamente nella strategia di controllo del territorio a carattere interforze già analizzata in Prefettura in sede di comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, operativamente tradotta dalla Questura, ed è in linea con i quotidiani piani di controllo ordinario e straordinario del territorio e con l’azione, altrettanto significativa, della Procura della Repubblica, proponendosi lo scopo di riaffermare (dove ve ne fosse bisogno) che nella città di Catania non esistono zone franche o livelli insondabili di illegalità che si contrappongono alle regole del vivere civile e alla sicurezza dei cittadini.

Gli uomini della Polizia di Stato sotto la direzione del dirigente del Commissariato Centrale, primo dirigente Salvatore Altese, hanno identificato decine di persone di nazionalità straniera, hanno eseguito 8 perquisizioni personali e 5 perquisizioni domiciliari, a cui è seguita anche la redazione di 2 verbali di vane ricerche.

Undici extracomunitari sono stati accompagnati negli uffici della Questura per verifiche congiunte da parte dell’Ufficio Immigrazione e della Polizia Scientifica al cui esito è risultato che 3 cittadini gambiani dovranno essere sottoposti a provvedimento di espulsione. Per un altro cittadino gambiano sarà richiesto all’Autorità Giudiziaria il nulla osta all’espulsione, in quanto risulta indagato per il reato di lesioni aggravate; nella circostanza, è stato notificato l’avviso conclusione indagini, con relativa elezione di domicilio.

Quattro cittadini gambiani sono stati formalmente invitati dall’Ufficio Immigrazione a chiarire la loro posizione sul T.N.: infatti, risulterebbero ricorrenti avverso provvedimenti di espulsione. Infine, per ulteriori 2 cittadini stranieri è in corso il riscontro AFIS per l’identificazione.

All’esito degli accertamenti, due cittadini gambiani con numerosi precedenti per stupefacenti sono stati trasferiti, per la successiva espulsione dal territorio nazionale, presso il centro di permanenza rimpatri di Bari, mentre un loro connazionale è stato oggetto di un ordine di espulsione; un cittadino senegalese, infine, è stato sanzionato per non aver ottemperato all’obbligo di presentazione all’Autorità di Polizia di Stato a seguito dell’ingresso nello Stato italiano.

Nel contesto dell’operazione, è stata prestata particolare attenzione anche agli esercizi pubblici. Il personale della Squadra Amministrativa del Commissariato Centrale ha effettuato un approfondito controllo presso 2 esercizi commerciali. In via Di Prima, presso una rivendita di alimentari di cui è titolare un cittadino Bengalese munito di regolare SCIA, è stata riscontrata la presenza di carni macellate, pesce, insaccati ed altri alimenti di origine vegetale in cattivo stato conservazione e pessime condizioni igieniche, oltre a prodotti alimentari confezionati scaduti.

È stato richiesto l’immediato intervento di personale dell’Asp che ha sequestrato i prodotti e denunciato penalmente il titolare.

Poco distante, nella medesima via Di Prima, è stata controllata una rivendita articoli di pelletteria, valigeria e merce varia. Il titolare, un senegalese 60enne, è stato trovato sprovvisto di autorizzazione ed è risultato inosservante delle norme in tema di prevenzione da Covid-19. Per lui è stata disposta la sanzione della chiusura per giorni 5, a cura degli operatori dell’Ufficio Annona, sopraggiunti in occasione del controllo. Personale dell’Asp ha sequestrato, nella circostanza, farmaci ed alimenti illegalmente detenuti e commercializzati.


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