Corruzione elettorale: chiesto il rinvio a giudizio per Luca Sammartino

Sammartino è il principale indagato nell'inchiesta sulla presunta compravendita di voti per le Regionali del 2017, le Politiche del 2018 e alcune tornate di elettorali comunali

Chiesto il rinvio a giudizio per Luca Sammartino, principale indagato nell’inchiesta sulla presunta compravendita di voti per le Regionali del 2017, le Politiche del 2018 e alcune tornate di elettorali comunali che vedono coinvolto il deputato regionale di Italia Viva, e presidente della commissione Lavoro dell’Ars, esponente del Pd all’epoca dei fatti contestati.

Sammartino dovrà difendersi dall’accusa di aver promesso lavoro in cambio di voti per sé e per Valeria Sudano per le Regionali del 2017 e le Politiche del 2018 e, in generale, per il Pd, alle elezioni del 2017 a Sant’Agata Li Battiati e Misterbianco. Inoltre è accusato di aver fatto pressione sull’Asp per il pagamento di un tfr e per gli arretrati dell’invalidità civile di una persona (in questo caso l’accusa è di corruzione “semplice”).

L’udienza è fissata per il 17 settembre prossimo e con lui, che rifiuta tutte le accuse, dovranno presentarsi davanti al gup Luigi Barone l’ex consigliere comunale di Catania Giuseppe Musumeci, il consigliere del secondo Municipio Giuseppe Damiano Capuano, l’assessore di Mascaluca Nino Rizzotto Salamone, Nuccio Anastasi, Salvatore Capuano e l’ex consigliere comunale di Caltagirone Alfredo Scozzarella.

Non dovranno comparire, invece, il sindaco di Aci Castello Carmelo Scandurra, il consigliere comunale di Militello in Val di Catania Salvatore Cannata Galante, l’ex consigliere municipale di Catania Marco Mirici Cappa, Maurizio Pellegrino, Francesco Quattrocchi e Mario Cannata Galante.

 


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