Sono 20 i nuovi positivi al covid in provincia di Catania. La Sicilia intanto ordina 2 milioni di tamponi rapidi

L'assessore si attende comunque una crescita di contagi nei prossimi mesi e una maggiore necessità di cure e senza un vaccino - e non ci sarà - sarà fondamentale il ricorso alle buone prassi

In Sicilia 77 casi nelle ultime 24 ore, 20 i nuovi positivi al covid in provincia di Catania secondo l’ultimo bollettino diramato dalla Protezione civile. Quasi raddoppiato il numero dei tamponi processati rispetto al giorno precedente: sono 4.327 contro i 2.158 i tamponi processati nelle ultime 24 ore a fronte dei 2.726 del giorno precedente.

I nuovi 77  casi diagnosticati in Sicilia portano il totale degli attuali positivi nell’Isola a 1.919 (ieri erano 1.842 ), di cui 1.761 in isolamento domiciliare, 141 ricoverati in ospedale con sintomi (+116 rispetto a ieri) e 17 gravi ricoverati in Terapia intensiva (1 in più di ieri). I casi totali di coronavirus dall’inizio della pandemia sono invece 5.383, le guarigioni sono 3.172 (come ieri), mentre i decessi restano fermi a 292 (come ieri).

La Regione siciliana ha comunicato al ministero della Salute che dei 77 nuovi casi positivi di oggi, 2 sono migranti ospiti nell’hotspot di Lampedusa. Mentre per quanto riguarda la distribuzione geografica dei casi, continua a preoccupare i focolai di Palermo dove ci sono stati 37 nuovi contagi, 20 sono stati a Catania, 8 ad Agrigento, 4 a Trapani, 4 a Ragusa, 2 a Messina, 2 a Enna, zero casi a Caltanissetta e Siracusa.

La Sicilia intanto ha ordinato 2 milioni di tamponi rapidi: la metà della fornitura sarà a disposizione della Regione dopodomani, il resto la prossima settimana. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, in conferenza stampa a Palermo.

“Il test col tampone rapido ci consente di evidenziare in pochi minuti i casi positivi e valutare le azioni territoriali di screening” – ha spiegato Razza. I due milioni di tamponi saranno stoccati nei depositi della Protezione civile a Palermo e a Dittaino e, ha aggiunto l’assessore, “saranno distribuiti alle aziende sanitarie in base ai fabbisogni del territorio”.

L’assessore si attende comunque una crescita di contagi nei prossimi mesi e una maggiore necessità di cure e senza un vaccino – e non ci sarà – sarà fondamentale il ricorso alle buone prassi.

Sulla rete ospedaliera, l’assessore ha detto che “non c’è ragione di temere che la rete della nostra regione non sia in condizione di reggere all’epidemia. Non possiamo permetterci di non curare chi non è malato di Covid.  Oggi gli ospedalizzati Covid sono di meno rispetto a quando il Paese era in lockdown: su circa 1.800 positivi gli ospedalizzati sono 136 e 17 in terapia intensiva. Abbiamo ritenuto di allargare la rete Covid su tutta la regione e non penalizzare intere strutture ospedaliere lo abbiamo fatto perché c’è la necessità di continuare a curare i malati oncologici e chi ha patologie cardivoascolari. Non possiamo permetterci un nuovo stop per le attività ambulatoriali. Sono meno di duemila i positivi al Covid, molte di più le persone con altre patologie e che non possono essere snobbate dal sistema sanitario”. 


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