Zona industriale allagata dopo il maltempo, i sindacati etnei: “siamo alle solite: allarmi inascoltati, interventi carenti”

Dopo ogni giornata di pioggia la Zona industriale di Catania diventa impraticabile nonostante le numerose segnalazione da parte di lavoratori e sindacati

Piove e a Catania siamo alle solite con vaste aree della zona industriale e il Villaggio Santa Maria Goretti sommersi dall’acqua: in pericolo i lavoratori, le aziende e le famiglie. Restano ancora una volta inascoltati gli allarmi continui che abbiamo lanciato. Quando si interverrà? Quando i danni saranno così gravi che anche qualche attività produttiva non potrà più riaprire? Si deve attendere che succeda qualche evento drammatico, per poi giocare al solito scaricabarile delle responsabilità?”.

La Cisl di Catania interviene sui disagi creati dalle piogge di questa mattina nella zona industriale, con il segretario generale Maurizio Attanasio, e i segretari generali delle federazioni Giuseppe Coco (Femca), Piero Nicastro (Fim), Giuseppe Passanisi (Flaei), Rita Ponzo (Fisascat) e Mauro Torrisi (Fit).

Dopo tanto parlare e alcuni interventi effettuati dell’Irsap – sottolineano Attanasio, Coso, Nicastro, Passanisi, Ponzo e Torrisi – nessuno ha fatto più niente. Mentre occorre fare di più. Nel mese di giugno 2020, sarebbe dovuto partire il cantiere dell’appalto finanziato dal “Patto per lo sviluppo del Sud” per un finanziamento complessivo di 2 milioni 303mila 716 euro, per tutte le infrastrutture e le pertinenze presenti nell’area dei blocchi Giancata, Pezza Grande, Palma 1, Palma 2, Passo Martino, Torre Allegra e Buttaceto”.

“Non si può andare avanti così! Da tempo diciamo che nella zona industriale di Catania gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza devono scaturire da una intesa sinergica di tutti gli enti coinvolti, Regione-Comune-Città metropolitana, per poter operare su strade e torrenti, ciascuno per la propria competenza e in modo efficace”.

Come potrà mai partire la Zona economica speciale con una zona industriale così fragile, poco accogliente e per niente sicura? Quale credibilità avranno più gli Enti pubblici su eventuali investitori in quest’aerea? Così si vanifica ogni sforzo per attrarre nuovi insediamenti industriali, non si tutela l’occupazione e non si programma alcuna azione di sviluppo per la nostra provincia”.

Sull’argomento anche il segretario territoriale della Ugl Giovanni Musumeci, e i segretari delle federazioni provinciali Ugl chimici e Ugl Metalmeccanici, Carmelo Giuffrida e Angelo Mazzeo.  “C’è solo tanta rabbia mista a delusione, dopo l’ennesimo triste e catastrofico scenario offerto oggi dalla nostra Zona industriale a seguito dell’abbondante pioggia caduta in mattinata. Ancora una volta rimaniamo inermi di fronte all’ennesima tragedia sfiorata, con un bilancio finale di decine di auto di lavoratori in panne e con diversi danni. Tutto ciò, a nostro avviso, nel 2020 non è concepibile considerato che di mezzo c’è la pubblica incolumità, ed oggi si parla di prevenzioni e responsabilità, così come non è accettabile che questo accada in una delle aree produttive più importanti del sud Italia. Uno spettacolo indecoroso, al quale si è aggiunto l’evitabile teatrino della politica. In questi anni, tra promesse, progetti, finanziamenti, incontri e cabine di regia naufragate, se il risultato è ancora questo vuol dire che qualcosa non ha funzionato e che è giunto il momento perché i responsabili a qualsiasi livello scelgano di farsi da parte o di mettere al primo posto l’emergenza Zona industriale. Diciamo questo, dopo aver dato vita a variate denunce, a nome di tutti i lavoratori che, adesso, hanno davvero paura che la situazione possa degenerare e che prima o poi ad essere compromessa non sarà più una ruota oppure la carrozzeria di un mezzo, bensì la vita di chi nella Zona si deve recare per tirare a campare. Vogliamo esprimere, ancora una volta, la nostra solidarietà alle aziende che in questo sito ci hanno creduto e continuano ad investire, subendo purtroppo danni per colpa di una gestione che guarda ancora soltanto alle rifiniture e non ad affrontare definitivamente alla radice un problema infrastrutturale atavico come quello che oggi ci troviamo, nostro malgrado, ancora a contestare”.

Sugli ennesimi disagi post maltempo nella zona industriale di Catania, interviene ancora una volta anche la Cgil etnea per bocca del suo segretario generale Giacomo Rota che in una nota, oltre a ricordare il ruolo di responsabilità del Comune, segnala anche “la grave latitanza dell’Irsap e ovviamente della Regione Siciliana. A ogni episodio di maltempo, la situazione della Zona industriale resta drammatica, sia per chi vi lavora sia per le imprese che hanno deciso di investire in quella che dovrebbe essere un’area privilegiata per le industrie catanesi. L’amministrazione comunale continua a non trovare soluzioni concrete per proteggere quella fetta di territorio che ogni anno subisce gravi danni, e per la sua stessa economia che riguarda l’intera città e oltre. Ogni anno lo scenario di caos e timore si ripete, e temiamo che una soluzione reale possa arrivare solo quando dovesse scapparci il morto. Le aree allagate e il rischio di incidenti che aumenta esponenzialmente, sono un pessimo biglietto da visita per le realtà industriali che volessero investire a Catania”.


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