Alloggi famiglie delle Forze dell’Ordine a Librino. Ieri la sentenza del Tribunale: lo sgombero deve essere immediato.

Il Tribunale ha disposto il sequestro degli immobili di viale Bummacaro 3 a Librino, sino a oggi abitati dalle famiglie delle Forze dell’Ordine

Con la sentenza di ieri del Tribunale di Catania e un conseguente decreto che è già stato notificato alle famiglie dalla Regione siciliana, è stato disposto il sequestro degli immobili di Viale Bummacaro 3 a Librino, sino ad oggi abitati da famiglie delle Forze dell’Ordine. Un caso increscioso causato dalla disputa che dura da 7 anni: una vera e propria lite giudiziaria tra la Fasano srl e la stessa Regione Siciliana. Le famiglie dovranno sgomberare entro 15 giorni a seguito della pronuncia di primo grado, immediatamente esecutiva. Spiegano il segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota, e il responsabile delle Politiche abitative per la Cgil di Catania, Dario Gulisano: “Se dal lato  giuridico la legge ha fatto il suo  corso, dall’altro lato le famiglie che oggi si vedono intimare lo sgombero dei locali (ex rappresentanti delle forze dell’ordine), non solo si sono battute contro la mafia facendone un obiettivo di vita, ma hanno rappresentato per lunghi anni un vero e proprio presidio di legalità all’interno di un quartiere, Librino, che da sempre è considerato  a rischio illegalità e crimine”.

Eppure secondo la Cgil di Catania, quelle stesse famiglie che erano state per certi versi rassicurate in merito alla certezza della loro abitazione ora, a causa delle inadempienze della Regione, hanno perso il diritto all’alloggio e si vedono etichettati come “abitanti abusivi”.

Con la legge finanziaria 2020 era stata prevista una somma da destinare all’acquisto di immobili al fine di garantire un tetto a chi per anni si è speso per lo Stato.

È per questo motivo che si chiede alla classe politica di far fronte a questa triste storia impegnandosi a portare a termine ciò che già era stato previsto con legge finanziaria dal presidente della Regione, Musumeci e dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Falcone.

“Non dubitiamo della buona fede di questi ultimi ma dobbiamo registrare una completa assenza di comunicazione tra la Pubblica amministrazione e chi ci amministra – continuano Rota e Gulisano – e questo si è nei fatti trasformato in una mancanza di rispetto nei confronti di chi ha speso la propria vita a lottare contro la criminalità. La Cgil ha chiesto un incontro immediato all’assessore affinché si attivino tutte le azioni necessarie per far sì che queste famiglie non siano costrette ad abbandonare i propri alloggi prima di vedersene assegnati degli altri”.


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