Catania, minacce calci e morsi ai poliziotti che volevano perquisire l’auto: arrestato

A seguito della perquisizione veniva trovato un coltello a serramanico di circa 15 cm, mentre a bordo della sua auto nella sua immediata disponibilità una cesoia e un bastone di legno di circa 80 cm

Nella serata di ieri personale delle Volanti ha arrestato il pregiudicato catanese Angelo Cardia (classe 1975) sottoposto alla misura dell’avviso orale, per i reati di resistenza, lesioni e minacce a PU; lo stesso è stato, altresì, deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e rifiuto dell’accertamento del tasso alcolemico.

Nello specifico, nel quartiere di San Giovanni Galermo gli operatori notavano un’autovettura in transito in senso di marcia opposto che procedeva ad elevata velocità; pertanto, decisi ad effettuare un controllo dei due occupanti invertivano il senso di marcia tentando di fermare il mezzo che si fermava dopo alcuni metri. Alla guida vi era un uomo che da subito mostrava insofferenza e nervosismo al controllo il quale promanava un forte alito vinoso. Sul posto si chiedeva l’intervento di una pattuglia della Polizia Stradale per sottoporlo all’accertamento del tasso alcolemico nel sangue, ma il soggetto si rifiutava.

In considerazione delle circostanze e, tenuto conto del fatto che l’uomo risultava gravato da numerosi precedenti penali e dalla misura dell’avviso orale, si decideva di procedere alla sua perquisizione personale estesa al mezzo. A questo punto l’uomo cercava di ostacolare l’operato della Polizia, proferendo frasi minacciose; altresì spintonava i poliziotti con violenza, li colpiva con calci e gomitate e dava loro morsi, provocando ad entrambi contusioni giudicate guaribili in dieci giorni.

A seguito della perquisizione veniva trovato un coltello a serramanico di circa 15 cm, mentre a bordo della sua auto nella sua immediata disponibilità una cesoia e un bastone di legno di circa 80 cm.

Il Cardia accompagnato in Questura, continuava a minacciare gli operatori anche di fronte ad altro personale di polizia. Su disposizione del Pm di turno che convalidava l’arresto veniva immediatamente liberato.


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