STMicroelectronics, la Ugl chiede l’incremento dello smart working

Mazzeo: "Mantenere in sede l’indispensabile, per contribuire a limitare la circolazione dei lavoratori su strade e mezzi"

“Aumentare la percentuale di dipendenti all’interno dello stabilimento della StMicroelectronics di Catania cui assegnare lo smart working.” Lo ha chiesto nei giorni scorsi, durante una riunione in conference call, la rappresentanza sindacale unitaria della Ugl sulla base dell’attuale situazione che si sta registrando sia negli uffici, che nell’ambito della produzione, oltre che all’esterno nella realtà territoriale etnea. “In azienda nelle ultime settimane è emerso qualche caso di positività per cui sono stati attivati i tutti protocolli previsti dalle normative – spiega Angelo Mazzeo, rappresentante sindacale e segretario provinciale della federazione Ugl metalmeccanici catanese –. Si tratta di un numero irrisorio di dipendenti, rispetto all’intera popolazione che opera nei locali della Zona industriale, ma pur sempre di un campanello di allarme subito fronteggiato dal sistema di contenimento messo a punto dalla direzione aziendale in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione ed rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, oltre che con le varie organizzazioni sindacali presenti nel sito. Considerato che si tratta soprattutto di lavoratori positivi al Covid, afferenti il settore non legato alla realizzazione fisica dei materiali, come Ugl ci siamo sentiti di proporre la riattivazione del lavoro agile per un numero considerevole di impiegati, così come già accaduto da marzo in poi con risultati eccellenti. In quel frangente – aggiunge il sindacalista – arrivammo a punte di oltre l’80% del personale degli uffici in smart working, più il 50% di personale delle sale produttive in servizio tramite il regime di rotazione. Con l’incedere della diffusione del virus nel nostro territorio, che in Sicilia è tra i più colpiti, riteniamo sia giusto che la STMicroelectronics torni ad immaginare percentuali basse di presenza in particolar modo negli uffici, dove pensiamo debba rimanere il personale la cui operatività in sede diventa pressoché indispensabile. Siamo convinti che una simile disposizione possa contribuire in modo efficace ad attuare la massima prevenzione a tutela dei lavoratori, a corredo delle iniziative di contenimento già messe in pratica dall’azienda in modo soddisfacente, oltre che aiutare ad alleggerire i trasporti e la mobilità ed evitare la circolazione di persone in una fase in cui è meglio limitarla.”

E sempre in tema di STM, Mazzeo commenta la notizia dei giorni scorsi sul partenariato della multinazionale della microelettronica con alcune imprese locali, per lo sviluppo di un polo europeo della costruzione di carburo di silicio, lanciata da alcuni parlamentari. “Ogni iniziativa utile a creare sinergie per il lavoro e la crescita della nostra Zona industriale è certamente ben accolta, ma in ogni caso crediamo sia sempre opportuno ed estremamente prudente evitare di esprimere numeri roboanti sulle eventualità potenzialità occupazionali. In un momento difficile come quello che oggi stiamo vivendo, in cui la disoccupazione e la disperazione dei cittadini sono ai massimi storici, alimentare aspettative ed illusioni che poi magari non corrispondono alle reali necessità non è affatto un bene e potrebbe per di più rivelarsi un boomerang – sottolinea il segretario etneo della Ugl Metalmeccanici -. Noi, intanto, dalla parte sindacale continueremo a vigilare e staremo molto attenti su tutte le proposte che potranno portare un vero rilancio per questa area metropolitana.”


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