Spostamenti tra comuni per fare la spesa: sì, ma solo se c’è “maggiore convenienza”

Il governo allarga le maglie anche per quanto riguarda la possibilità di fare la spesa in un altro comune nelle zone arancioni

Da ieri è possibile fare la spesa anche nei comuni limitrofi. La presidenza del Consiglio dei ministri con apposita circolare del 16 novembre ha aggiornato le regole per quanto riguarda i possibili spostamenti nelle zone rosse e arancioni. Se prima, infatti, era impossibile spostarsi se non per comprovate esigenze (lavoro, salute o necessità) adesso il governo allarga le maglie anche per quanto riguarda la possibilità di fare la spesa in un altro comune.

Ma solo a certe condizioni. Sul sito del Governo, infatti per quanto riguarda le zone arancioni (tra cui la Sicilia) si legge a chiare lettere che “fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove quindi il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati.”

Certo, non è del tutto chiaro cosa si intenda per “maggiore convenienza economica”, ma tant’è…

Nell’area arancione, si ricorda, è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.


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