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Al via domani, 18 maggio, la seconda edizione di CHAIN 2022: la conferenza internazionale tra patrimonio culturale e crisi globale

La conferenza Crisis and Cultural Heritage. Evidence, Use, Resource per tracciare i confini della ricerca internazionale

Prende il via domani, mercoledì 18 maggio, al Monastero dei Benedettini, sede del dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania la seconda edizione della Conferenza internazionale CHAIN 2022 – Crisis and Cultural Heritage. Evidence, Use, Resource – organizzata dai dottorandi e dalle dottorande in Scienze per il Patrimonio e la Produzione culturale dell’Ateneo con il patrocinio dell’Associazione Archeounict.

La conferenza si svolgerà in modalità mista: in presenza nell’Aula “Vincenzo La Rosa” – Palazzo Ingrassia del dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania (secondo le disposizioni di legge imposte dall’emergenza sanitaria Covid-19), e online su piattaforma Zoom (previa registrazione online al link: https://bit.ly/3KMab5S) e in diretta Streaming sul canale Facebook del network (www.facebook.com/chainconference).

Obiettivo dell’evento è quello di creare un network fra ricercatori, enti e operatori del settore su questioni e prospettive legate al Patrimonio culturale, valorizzando il ruolo della ricerca e delle buone pratiche ad esso collegate. Il successo della prima edizione, che si è tenuta nel 2020, ha incoraggiato, infatti, i giovani ricercatori aderenti al network a riproporre l’evento mantenendo gli obiettivi e spostando la tematica di ricerca sul rapporto Crisi-Patrimonio.

Con le sue molteplici sfaccettature e con le sue innumerevoli implicazioni sociali, tecnologiche ed economiche, la ‘crisi’ inevitabilmente influenza l’evoluzione di ogni società civile lasciando un segno tangibile innanzitutto sul patrimonio culturale, materiale e immateriale, in ogni tempo e generazione. Partendo dall’osservazione del fenomeno pandemico i ricercatori si interrogano pertanto sul ruolo della ‘crisi come parte integrante dell’esperienza umana’, capace di configurarsi come un’opportunità di scelta e cambiamento, una visione oggi rintracciabile anche in una nuova riflessione circa gli esiti, dal punto di vista sociale e culturale, del conflitto bellico tra Russia e Ucraina, secondo un approccio multidisciplinare e con il contributo di diverse discipline coinvolte nella valorizzazione, gestione e tutela del patrimonio culturale, spaziando così dalla Museologia all’Architettura, dalle Arti performative all’Archeologia, dalla Sociologia alle Digital Humanities.

Il patrimonio come oggetto della fruizione durante i periodi di crisi, come testimonianza delle crisi, e come risorsa con la quale poter ‘affrontare’ le crisi offre le tre differenti e interconnesse chiavi di lettura, rispettivamente al centro delle sessioni di studio in cui si articolerà la conferenza, introdotte da studiosi di fama internazionale: Sandro Debono, stratega culturale, museologo, storico dell’arte e ideatore del MUZA di Malta; Alexandra Chavarria Arnau, professoressa di Archeologia medievale e Archeologia dei Paesaggi all’Università di Padova; Anna Lisa Tota, professoressa di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di RomaTre.

Il board scientifico del progetto, composto da sei docenti del Disum afferenti a diversi ambiti disciplinari (Pietro Maria Militello, Maria Rosa De Luca, Stefania Rimini, Ilde Rizzo, Simona Todaro, Daniele Malfitana), introdurrà le sottotematiche proposte nei panel e i relativi convegnisti, provenienti da Atenei ed istituti di ricerca del territorio nazionale promotore dell’evento (Università del Salento, Università della Basilicata, Università della Calabria, Università di Bologna, Politecnico di Milano, Università di RomaTre, Università di Venezia, Università di Cagliari, Università di Macerata) e dal resto del mondo (Rice University, Houston; School of Architecture di Kolhapur, India; Hamad Bin Khalifa University, Qatar; University of Helsinki, Finlandia; Adam Mickiewicz University di Poznań, Polonia).

I lavori saranno aperti dal rettore Francesco Priolo, dal direttore del Disum Marina Paino e dal direttore della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici, Daniele Malfitana. Aprirà ufficialmente i lavori, il prof. Pietro Militello, coordinatore del Dottorato in Scienze per il Patrimonio culturale e la Produzione culturale. Le tre giornate di convegno si concluderanno con l’intervento di Alessio Re, Segretario generale della Fondazione Santagata.


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