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Caltagirone, operazione a tutela dell’ambiente: scoperti scavi illegali in area protetta

Secondo quanto emerso, le opere sarebbero state eseguite dai 3 uomini mediante l’impiego di mezzi meccanici, tra cui un escavatore e un bulldozer, causando un impatto particolarmente significativo sugli ecosistemi

I Carabinieri della Stazione di Caltagirone, con il supporto dei volontari del N.O.G.R.A., Nucleo Operativo Guardia Rurale Ausiliaria, associazione di volontari impegnata in attività di monitoraggio e tutela ambientale in affiancamento alle Forze dell’Ordine, hanno individuato e denunciato tre persone, rispettivamente di 63, 36 e 71 anni, tutte residenti a Mazzarrone, al termine di un’attività di controllo del territorio finalizzata alla salvaguardia dell’ambiente.

L’intervento è scaturito da un sopralluogo effettuato in contrada Ficuzza, all’interno di un’area classificata come Sito di Interesse Comunitario, dunque sottoposta a particolari vincoli di tutela. Nel corso degli accertamenti, i militari hanno riscontrato una rilevante alterazione dello stato dei luoghi: erano state, infatti, abbattute numerose piante boschive, movimentate consistenti quantità di terreno e realizzato un laghetto artificiale destinato all’irrigazione, il tutto in assenza delle necessarie autorizzazioni.

Secondo quanto emerso, le opere sarebbero state eseguite dai 3 uomini mediante l’impiego di mezzi meccanici, tra cui un escavatore e un bulldozer, causando un impatto particolarmente significativo sugli ecosistemi, soprattutto perchè sono state coinvolte aree protette.

L’abbattimento della vegetazione e la modifica del profilo del terreno, infatti, comportano la perdita di habitat naturali, l’alterazione degli equilibri ecologici e la compromissione della biodiversità, con effetti che possono protrarsi nel tempo e risultare difficilmente reversibili.

Le condotte accertate, per le quali, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale i 3 sono stati denunciati, configurano ipotesi di reato particolarmente gravi in materia ambientale, tra cui la distruzione o il deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto, prevista dall’articolo 733 bis del codice penale, e il disastro ambientale, disciplinato dall’articolo 452 quater del codice penale.
L’operazione testimonia il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nella salvaguardia del patrimonio ambientale e nella repressione di condotte illecite che mettono a rischio ecosistemi di elevato valore naturalistico. Le indagini sono tuttora in corso al fine di accertare eventuali ulteriori responsabilità e approfondire ogni aspetto della vicenda.


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