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Catania, al via un laboratorio di progettazione sulla preesistenza e sull’architettura degli interni

Un confronto costruttivo sui masterplan strutturati dai quattro gruppi di lavoro, utile a riavvicinare l’Università e il territorio sul quale opera

Liberi professionisti, esperti, studenti, docenti e associazioni territoriali: tutti intorno a un tavolo per un laboratorio di progettazione sulla preesistenza e sull’architettura degli interni. Un confronto costruttivo sui masterplan strutturati dai quattro gruppi di lavoro, utile a riavvicinare l’Università e il territorio sul quale opera, con l’obiettivo di raccogliere le proposte degli studenti della Struttura Didattica Speciale di Siracusa in Architettura e Patrimonio Culturale. Questi gli spunti che hanno alimentato l’incontro organizzato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catania e dalla sua Fondazione, avviato di concerto con il Comitato Popolare Antico Corso(Associazione operante nel quartiere oggetto dello studio) e l’SDS dell’Università di Catania.

Alla mattinata di studio hanno partecipato Luigi Pellegrino (Università di CT – SDS di Architettura di Siracusa), Giuseppe Amadore e Aurelio Cantone (architetti di Catania), Giuseppe Messina (consigliere Segretario e referente Oappc CT per il Governo del Territorio), Salvatore Castro (presidente Comitato Popolare Antico Corso), Giuseppe Lanza (architetto Comitato Popolare Antico Corso) e diversi studenti universitari.

È stata una tappa intermedia del laboratorio che proseguirà successivamente con altri eventi, nel segno della condivisione con il mondo dell’associazionismo, che ha un ruolo di primo piano nel processo partecipativo in cui crediamo fermamente – ha dichiarato il presidente dell’Ordine Sebastian Carlo Greco – l’iniziativa si configura come un ulteriore passo in avanti per dare seguito alle azioni già intraprese dal nostro Ordine, nell’ottica della ferma convinzione circa la necessità di riportare la facoltà di Architettura all’interno del territorio a cui, di fatto, appartiene, insieme con il fervore, il fermento e la contaminazione che la sua presenza è in grado di innescare“.


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