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Catania, attese infinite al Pronto soccorso, il Codacons denuncia il Garibaldi: “tortura ai pazienti”

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Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Catania chiedendo l’avvio di un’inchiesta su quelle che, in una nota, definisce “le interminabili attese, anche di 30 ore, al pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi” con persone “letteralmente stipate nei tre ambulatori disponibili in un clima di crescente esasperazione degli accompagnatori, arrivati anche a chiamare le forze dell’ordine pur di essere considerati”.

L’associazione di consumatori nell’esposto chiede di “indagare Azienda Ospedaliera, Azienda sanitaria provinciale e Regione Siciliana” e ipotizza “i reati di tortura, violenza privata e abbandono di persone incapaci, perché riguardanti cittadini ammalati”. Il Codacons chiede anche “l’immediato intervento dell’assessore regionale alla Sanità Siciliana Ruggero Razza e del ministro alla Salute, Giulia Grillo”.

In un clima di forte esasperazione e di grande tensione sociale – sostiene l’associazione – questi tempi di attesa al pronto soccorso, “ci preoccupano anche per le possibili ripercussioni sull’ordine pubblico e sull’incolumità del personale medico e sanitario del pronto soccorso del Garibaldi”.

Un dossier con le esperienze negative, a volte veri e propri calvari, ai pronto soccorso della provincia o nell’attesa di una visita specialistica o strumentale da consegnare all’assessore Razza e al ministro Grillo. E uno sportello per raccogliere le vicissitudini dei pazienti.È quanto si propone di realizzare la Fnp Pensionati Cisl di Catania, col supporto della Cisl provinciale, dopo il “caso” dell’ennesimo ingolfamento del pronto soccorso del Garibaldi e in attesa del risultato del vertice convocato dall’assessore per martedì 11 settembre, nella sede catanese della Regione, con i direttori delle strutture d’emergenza della città.

Dopo le preoccupanti denuncia di diversi cittadini e le affermazioni del commissario straordinario dell’ospedale Garibaldi sulle attese di oltre 30 ore per un codice verde – affermano Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese, e Marco Lombardo, segretario generale della Fnp Cisl provinciale – salutiamo con apprezzamento, ma con la dovuta cautela, la decisione dell’assessore Razza. E gli raccomandiamo anche l’annosa questione delle interminabili attese anche per sottoporsi a una visita specialistica nella sanità pubblica. Abbiamo più volte ribadito in diverse occasioni all’ASP di Catania la necessità di creare un “codice argento” con specifici collegamenti ai reparti, presso i pronto soccorso della provincia, per abbassare l’insopportabile tempo di attesa che in tempi “normali” è stimato dalla media di oltre 7 ore con punte di 11. In tale quadro, chiediamo all’assessore Razza di estendere anche ad altri orari o giornate le visite di diagnostica per immagini. Noi non ci abitueremo mai alle file ai pronto soccorso e alle liste d’attesa per le visite specialistiche della Sanità e, sin quando la sanità catanese non rispetterà gli standard che si addicono a una società civile e moderna porteremo la voce dei pensionati, dei lavoratori e di tutti i cittadini al cospetto di tutte le istituzioni che hanno il compito di risolvere questo problema, anche portando a compimento la riforma regionale con la sanità territoriale”