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Catania, confisca patrimonio di Mario Ciancio Sanfilippo: le reazioni della politica e dei sindacati

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Nel corso della sua lunga attività editoriale il quotidiano La Sicilia ha formato e ospitato un lungo elenco di firme prestigiose, ha prodotto inchieste di rilievo, ha dato voce alle realtà più complesse: con la sua redazione giornalistica e i tanti collaboratori, rappresenta da tempo un punto di riferimento per la nostra regione, e per il territorio di Catania in particolare”. Lo dice Anthony Barbagallo, parlamentare regionale del PD in merito alla confisca dei beni da parte della Dda di Catania a carico di Mario Ciancio Sanfilippo.

Attendiamo di capire, nel massimo rispetto per il lavoro della magistratura, come evolverà la vicenda giudiziaria che ha coinvolto la proprietà del quotidiano. Ma è indispensabile – prosegue Barbagallo – che in questo momento si tuteli un patrimonio giornalistico così importante, anche a garanzia della pluralità dell’informazione. Proprio per questo porgo al nuovo direttore Antonello Piraneo i miei auguri di buon lavoro, sono certo che il suo spessore – umano e professionale – si rivelerà una preziosa risorsa per il futuro del quotidiano”.

Sulla vicenda interviene anche Giovanni Musumeci, segretario provinciale Ugl: “A nome della segreteria provinciale della Ugl esprimo pieno sostegno a tutti i dipendenti e ai collaboratori de “La Sicilia” e delle emittenti televisive “Telecolor” e “Antenna Sicilia”, e un sincero augurio di buon lavoro al neo direttore del quotidiano Antonello Piraneo. Auguriamo un proficuo mandato anche agli amministratori giudiziari, Luciano Modica e Angelo Bonomo, con la consapevolezza che la gestione di un gruppo editoriale così importante e di lunga tradizione non sarà di certo facile. Come organizzazione sindacale, pur non nascondendo preoccupazione e inquietudine, non possiamo che auspicare il totale mantenimento dei livelli occupazionali e la salvaguardia di quello che è diventato nel tempo un patrimonio, culturale, sociale, umano e professionale di tutta la città di Catania e non solo. Allo stesso tempo riponiamo, come sempre, incondizionata fiducia nell’operato della magistratura, nell’attesa di una pronuncia definitiva su ogni ipotesi addebitata all’editore Mario Ciancio Sanfilippo”.

Nella vicenda del sequestro dei beni dell’editore Mario Ciancio, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e delle categorie Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil guardano “con fiducia, e con spirito garantista, all’operato della Magistratura catanese, con la principale preoccupazione che siano scongiurate ripercussioni negative sui livelli occupazionali delle aziende coinvolte. Nello specifico, è il settore dell’informazione cittadina, in balìa ormai di troppe variabili etiche, economiche, identitarie, che va seguito e tutelato. Non come una merce in estinzione ma, al contrario, come un’opportunità sempre viva per lo spirito civico e democratico del territorio etneo. Cgil, Cisl e Uil di Catania, insieme a Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, non possono che esprimere rammarico perché ancora una volta, come accaduto per situazioni altrettanto difficili quando ad essere sotto la lente dell’autorità giudiziaria è stata certa imprenditoria catanese, sono in gioco patrimoni di alto valore e risorse umane di indubbia professionalità oltre alla libertà dell’informazione. Cgil, Cisl e Uil di Catania con Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, saranno dunque, anche in questo caso, al fianco dei dipendenti del quotidiano La Sicilia e delle TV sequestrate, pronti, se necessario, ad affiancare il sindacato dei giornalisti per la salvaguardia della dignità di tutti i lavoratori e nell’interesse dello sviluppo sociale, civile ed economico della terra siciliana“.

La Cgil, in particolare, manifesta la propria fiducia verso il sistema giudiziario che al momento di spiegare pubblicamente le basi del decreto di sequestro ai beni dell’editore Mario Ciancio, “ha dimostrato ancora una volta non solo di avere seguito con determinazione e nel tempo un’indagine obiettivamente difficile, ma anche di avere guardato al futuro dei dipendenti dell’editore con uno sguardo di fiducia verso il futuro, come esposto non solo dal procuratore Carmelo Zuccaro ma anche dal Pm Antonino Fanara – affermano dal sindacato -. Il panorama di lavoratori all’interno del gruppo è variegato: giornalisti, ma anche tecnici, grafici, amministrativi. I lavoratori delle aziende che si trovano in mano ai commissari giudiziari non possono pagare il prezzo di un sistema contorto, infiltrato da mala politica e prassi mafiose. Il caso Tecnis, per esempio, è stato gestito con attenzione e cura dagli amministratori che hanno ascoltato i sindacati. Noi vorremmo che si ripetesse la stessa impronta di dialogo aperto e sincero a tutela dei lavoratori e dunque della città stessa. La Cgil affianca con passione e con l’impegno congiunto della segreteria nazionale le aziende commissariate. Ne conosciamo complicazioni tecniche, aspetti burocratici poco nobili e amarezze, ma siamo stati ripagati dai risultati. L’appello al recupero della fiducia cittadina ci ha convinti: Catania ha bisogno prima di tutto di questo e sin da ora ci distacchiamo con forza da tutti coloro che utilizzeranno questo, come altri casi, per impartire lezioncine di morale inutili, vanesie e autoreferenziali, spesso per consumare vendette personali. Non ci interessa confrontarci con chi punta sempre  il dito contro gli altri sulla comoda poltrona dei Social e senza sapere di cosa parla; la Cgil sa benissimo che Catania è una città violentata dalla mafia imprenditoriale ed è il sindacato dei fatti, gli stessi che videro la Cgil a fianco dei lavoratori di Telecolor e Antenna schierandoci senza indugio contro la proprietà. Alla magistratura catanese va ancora una volta il nostro “grazie”, pur rimanendo garantisti sino al termine dei gradi di giudizio nei confronti dell’accusato. Come è giusto che sia. Ma senza dimenticare che il nostro sindacato è e sarà sempre contro la mafia. E resta al fianco di tutte le associazioni e movimenti con cui collabora da anni facendo la sua parte, giorno dopo giorno, sul territorio“.